Villaggio Medievale , Medioevo , Portale Medioevo
Forum Medioevo, Articoli Medioevo, Medioevo Italiano

Analisi di vestiario dal XIII al XV secolo - PARTE PRIMA

di PAOLA FABBRI (e-mail: bastet1963@libero.it)


Articolo pubblicato su Ars Historiae, Anno V – n° 15 Luglio/Settembre 2008, Editore CERS Italia
(Periodico trimestrale, reg. presso Tribunale di Venezia n° 1486 del 24/09/2004)



In Europa sono presenti parecchi abiti restaurati. Il corredo dell’uomo di Similaun conservato al Museo Archeologico di Bolzano, alcuni indumenti risalenti all’età del bronzo conservati al Museo Nazionale di Copenaghen, precisamente un abito femminile rinvenuto in una sepoltura ad Egtved (foto 1), composto da una corta gonna di cordicelle montata su una cintura, un corpetto con maniche che probabilmente veniva infilato dalla testa e una cintura finita da una nappa sorreggente un disco metallico. La veste di lana rinvenuta in una tomba a Borum Eshoj (foto 2), presenta alcuni interessanti abbellimenti sulle maniche e attorno alla scollatura; dalla stessa tomba proviene anche una cuffia di elegante tessitura, portata forse sotto ad una reticella di crine di cavallo. L’abito rinvenuto a Borum Eshoj è dello stesso tipo di quello rinvenuto a Egtved: cintura a nappa, e gonna di cordicelle, di cui ne sussistono solo alcuni frammenti; le due vesti si differenziano solo dalla forma della scollatura. Infine una tunica maschile rinvenuta a Trindoj, formata da un pezzo di tessuto rettangolare, allacciato sulle spalle da corregge probabilmente di zampe di animali.
Per quanto riguarda il medioevo di notevole importanza sono gli indumenti rinvenuti nel 1921 durante gli scavi nella colonia di Herjolfsnes fondata nel 985 e abbandonata tra il 1375 e il 1410, date ovviamente approssimative. Gli abiti di Herjolfsnes (Museo Nazionale di Copenaghen) databili tra la fine del X e il primo quarto del XV secolo, sono una miniera d’oro di informazioni riguardanti i metodi di cucitura, il taglio, le tecniche di confezione, i materiali e quant’altro. In Italia abbiamo l’abito di S. Chiara, un bell’esempio di abito femminile, e la veste di S. Francesco, entrambi del XIII secolo. Studiando questi due reperti, abbiamo constatato che il taglio era simile a quello di alcuni abiti conservati in altri paesi europei con la medesima datazione (Abito di S. Elisabetta di Turingia, parrocchia di Oberwalluf). Per il XV secolo siamo in possesso di alcuni eccezionali capi di vestiario maschile italiano: il farsetto di Pandolfo III Malatesta databile al primo quarto del XV secolo, la giornea e il farsetto di Diego Cavaniglia, ultimo quarto del XV secolo, l’abito penitenziale del Beato Roberto Galeotto Malatesta, primo quarto del XV secolo e due paia di calzebraghe risalenti all’ultimo decennio del ‘400 appartenute a Ferdinando I e Ferdinando II d’Aragona


foto 1


foto 2



ABITO DI SANTA CHIARA (1194-1253)
Assisi, Protomonastero di S. Chiara


Indumento databile alla prima metà del XIII secolo, offre una preziosa chiave di lettura per comprendere il taglio di un abito femminile di quel periodo. Formato da due teli centrali, uno anteriore largo cm. 54,7 ed uno posteriore, cm. 51,7 con scollatura rotonda e un’apertura sulla spalla sinistra, l’ampiezza di circa mt. 4 all’orlo viene ottenuta mediante l’inserimento di tre gheroni laterali tagliati in sbieco (l’abito di S. Elisabetta ne presenta solo due). Notevole la lunghezza del vestito: lunghezza anteriore mt. 1,70, lunghezza posteriore 1,75. Le maniche lunghe circa cm. 50 presentano tre gheroni triangolari, tra la manica e l’incavo del giro manica dell’abito è inserito un tassello quadrato. L’abito fu confezionato con tessuto di lana spinato di quattro capi 2:2, l’ordito come la trama è costituito da fibre di lana di colore marrone, giallastro e biancastro. Si ringrazia Suor Chiara Anastasia Hill del Moastero di S. Chiara di Assisi per la traduzione degli atti del Restauro e la documentazione fotografica. L’abito di S. Chiara, il mantello, il cilicio, il velo, i capelli e il camice fatto da S. Chiara sono esposti nel santuario delle reliquie Protomonastero di S. Chiara ad Assisi (foto 3-4).


foto 3


foto 4



VESTE DI SAN FRANCESCO (1181/82 - 1226)
Assisi, Basilica di S. Francesco


San Francesco pare fosse solito regalare i suoi abiti ai poveri, non ci stupisce quindi il fatto che siano arrivate ai nostri giorni svariate vesti del santo. Una si trova a Cortona, altre due ad Assisi. La veste di lana bianca (Assisi) pare fosse stata regalata a S. Francesco da Jacopa dei Settesoli, considerando la finezza del tessuto, il colore e il taglio delle maniche non era sicuramente un indumento abituale del santo; apparteneva infatti al marito di Jacopa, Graziano Frangipane (foto 5). Ci occuperemo nel dettaglio della seconda veste conservata ad Assisi (foto n. 6).
Confezionata in lana non tinta, il tessuto è costituito da un ordito di fibre di lana biancastra e dalla trama di fibre di lana marrone e beige; la lavorazione di lana marrone e beige mescolate secondo precisi parametri permette di ottenere un grigio scuro. Composta da due teli centrali, anteriore e posteriore larghi cm. 60, quattro gheroni laterali, che permettono di ottenere un’ampiezza totale al fondo di circa mt. 2, cuciti con filo di lino, le maniche hanno la stessa ampiezza sia alla spalla che al polso; parte del davanti, del dietro e della manica destra sono foderate di lino la manica sinistra è andata perduta. La veste è lunga mt. 1,35, presenta molte pezzette di lana usate per rattoppi tra cui alcune ricavate dal mantello di S. Chiara.


foto 5



foto 6


PARTE SECONDA

torna indietro

redazione - Bartolo

HTTP://WWW.VILLAGGIOMEDIEVALE.COM by IMAGETECH


Villaggio Medievale, Medioevo , Portale Medioevo , Forum Medioevo, Articoli Medioevo, Medioevo Italiano