Dalla data del manoscritto alla data del testo
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Topic:
Topic author: carla
Subject: Dalla data del manoscritto alla data del testo
Posted on: 28/08/2007 15:01:25
Message:
Continuiamo con le note di metodo.
Utilizzare un manoscritto come fonte per la ricostruzione storica di ogggetti o modalità di pensiero, implica anche un suo corretto inquadramento, elemento questo che spesso discende solo dal confronto "riga per riga" fra le varie copie esistenti di un certo testo.
Non bisogna mai dimenticare infatti che quasi sempre abbiamo a che fare con copie, solo in alcuni casi fortunati con l'originale autografo.
Cosa comporta questo?
Che la datazione del manoscrito si riferisce alla sua realizzazione pratica, non al testo che esso contiene.
Per il testo, e le informazioni che può dare al rievocatore, tale data può solo avere il valore di "ante quem", questa cosa c'era prima della data del manoscritto, ma non permette di dire "quanto" prima.
Un esempio lo offre la recente collazione di una serie di codici di cucina ad opera di A.Martellotti: I ricettari di Federico II: dal "meridionale" al "liber de coquina". L. Olschki. 2005.
Non entro nel merito della tesi proposta dall'autrice, perchè non avrei gli elementi per giudicare; mi interessa solo sottolineare il metodo storico e le conclusioni a cui esso porta.
Vengono considerati una serie di manoscritti, ricettari di cucina, chiaramente imparentati, anche se alcuni in volgare ed altri in latino, pioiché presentano le medesime ricette, con poche variazioni, qualche agginta, però sostanzialmente il corpus è lo stesso.
Le date dei manoscritti:
Parigi A (ms. lat. 7131, bibl. Nat. Paris): 1308 - 1314
Parigi B (ms. lat. 9328 Bibl. Nat. Paris): 1360-1370 (sono i due noti come "liber de coquina" o "anonimo angioino")
Toscano (ms. 158 Bibl.Univ. Bologna): XIV-XV (è l'Anonimo Toscano edito da Zambrini e da Faccioli)
Meridionale (Bibl. Internazionale di Gastronomia di Sorengo): fine XIV-inizi XV
Vaticano (man. pal. lat. 1768 Bibl. Ap. Vat.): 1461-1465
Sanfloriano (ms. XI, 100, Stiftsbibliothek, St. Florian): fine XIV-inizi XV
Confrontando "il piano dell'opera" di ciascun ricettario, ovvero l'indice, la distribuzione delle varie ricette, l'organizzazione in capitoli, la logica dell'esposizione, anziché le variazioni di una singola ricetta, l'autrice mostra una filiazione diversa da quella che le date potrebbero indicare.
Il presupposto è analogo a quello suggerito dalle varie riscritture del Taillevant, altro ricettario celebre (quattrocentesco), ovvero che da un nucleo orignario di ricette messo insieme "di getto", senza un ordine, si assiste nel tempo ad una sistematizzazione dotta della materia, con integrazioni, suddivisioni in capitoli, organizzazione sempre più "scientifica" e razionale, tentando di raggiungere un corpus unitario. Questo in parallelo con eventuali traduzioni dal volgare in latino.
Man mano che le ricette originarie sono reimpaginate secondo un ordine preciso, si assiste di fatto alla filiazione di un testo nuovo, originale nella sua impostazione rispetto al ricettario d'origine. Ovvero, non è una "copia" e basta. D'altra parte esso può filiare copie più o meno simili, anche in tempi successivi.
Allora, esaminando questo gruppo di testi da questo punto di vista, cioè come copie di originali che non vediamo, e che si sono evoluti l'uno dall'altro, viene fuori che:
il Meridionale è un nucleo molto rozzo, scritto in volgare, copiato alla fine del XIV ma anteriore.
Il Toscano, coevo, è molto meglio organizzato ed articolato; appare una traduzione in un volgare diverso da quello del meridionale, e in particolare una traduzione da un originale in latino.
Il Vaticano, in latino, è molto ben organizzato, rispeto al Meridionale, e potrebbe essere una copia della sua traduzione in latino (ipotizzata ma non trovata)
I due manoscritti Parigi A e Parigi B mostrno invece il maggior grado di organizzazione e di coerenza nella suddivisione in capitoli, sarebbero quindi il punto di arrivo dell'evoluzione del testo originale.
In definitiva, indipendentemente dalla data di copiatura, sembra emergere che il testo più antico come "testo" sia il Meridionale (che vediamo attraverso una copia della fine del 1300 o inizi 1400), mentre il più recente come "testo" sarebbro i due Parigi (che vediamo attraverso una copia dell'inizio del 1300).
Tutta l'evoluzione che porta al Liber de Coquina, noto anche come Anonimo Angioino, sarebbe dunque anteriore a questa data. Ovvero pienamente duecentesca.
Con buona pace di tutti i ricostruttori che in automatico affermano che non conosciamo testi di cucina del 1200, solo perchéle prime copie conservate sono trecentesche.
Che sarebbe come dire che fra 500 anni, trovando di Dante solo l'edizione stampata nel 2005, dedurrebbero che la Divina Commedia è del XXI secolo.
Questo è un esempio pratico di come l'approccio ad una fonte scritta non sia sempre così immediato ( = la data coincide con l'oggeto narrato), ma richieda spesso l'analisi attraverso i più raffinati metodi di cui gli storici dispongono.
Replies:
Reply author: ScriptaVana
Replied on: 28/08/2007 17:10:21
Message:
Opportune le osservazioni di Carla.
Quella descritta è una operazione di ecdotica, banalizzando di “genealogia” dei manoscritti.
Nel caso specifico si ipotizza un originale (antigrafo) “alfa” non conservato (deperito).
Nella categoria “antigrafo” in realtà può rientrare un numero vario di manoscritti, tutti deperiti: per economia si fa riferimento ad un antenato unico (è il gioco del salmone: si risale finché è possibile).

Come si può affermare che i manoscritti Meridionale e Toscano ne discendono, ma l’uno non è la copia dell’altro, sia pure in diversa lingua.
La diversa discendenza da un comune antenato si può verificare con l’analisi degli errori: se due o più manoscritti presentano errori analoghi è facile ipotizzare una loro diretta correlazione, diversamente errori dissimili possono suggerire una diversa discendenza; naturalmente il lavoro non è così semplice poiché i manoscritti possono presentare sia errori separativi che congiuntivi: nello schema proposto la semplificazione è estrema (anche perché con quello che passa il convento – photoshop – non ho voglia di impazzire a far disegnini …), così le rette non implicano necessariamente una diretta discendenza, ma una possibile serie intermedia di testimoni come si è ipotizzato nella genesi del Vaticano.
Per chi volesse dilettarsi di ecdotica un piccolo manuale: Elementi di ecdotica, a c. A.Del Monte, Cisalpino – Goliardica, Milano 1987
Reply author: carla
Replied on: 28/08/2007 18:43:31
Message:
Non sapevo disegnare sul web lo schemino... grazie...
la mia ricostruzione del ragionamento della Martellotti viene un po' diversa, però: nel senso che secondo l'autrice il parigino è una versione riorganizzata del Vaticano, che a sua volta è copia latina e riorganizzazione del presunto antigrafo. Quindi ci sarebbero due passaggi successivi di rielaborazione dei testi, dopo il "Meridionale", cioè la sequenza sarebbe: meridionale-copia latina-vaticano-parigino. Precisazione solo per sottolineare come i tempi possano allungarsi ulteriormente, e l'antigrafo alfa spostarsi sempre più indietro, anche se non sapremo mai quando...
(l'autrice, considerando anche la natura delle ricette, di origine sia "nostra" che araba, lo ricollega direttamente alla corte di Federico II, morto nel 1250, da cui il titolo del suo libro. Ed effettivamente una settantina d'anni, per tutti 'sti passaggi, ci starebbero anche bene...).
Reply author: ScriptaVana
Replied on: 28/08/2007 19:13:20
Message:
Mi sa che non ho capito le date:
se il Vaticano è datato 1461-1465
e i Parigi A e B tra 1308-1370
allora l'unica possibilità è far derivare, ma separatamente, sia il Vaticano che Parigi A e B da un aplografo intermedio, cioè la copia latina deperdita.
Oppure ho frainteso la frase: "Il Vaticano, in latino, è molto ben organizzato, rispeto al Meridionale, e potrebbe essere una copia della sua traduzione in latino (ipotizzata ma non trovata)"
In altri termini: i due codici parigini non hanno avuto il Vaticano come antigrafo (non è possibile cronologicamente), ma sia il Vaticano che i parigini derivano da un codice latino che è traduzione del Meridionale.
Proviamo così

tuttavia in questo caso solo il Parigi B può discendere dalla copia latina del Meridionale, poiché Parigi A è precedente rispetto al Meridionale quanto a stesura: 1307 contro la fine del secolo XIV del Meridionale.
Non è impossibile supporre che Parigi A derivi dall'antigrafo "alfa", ma allora diventa una specie di "lectio difficilior" (che di solito in filologia garantisce la retta via) che Parigi A e B non siano correlati se non per interpolazioni.

Inoltre sarebbe necessario retrodatare il Meridionale: l’inizio del secolo XV non è compatibile con la datazione di Parigi B
(voglio uno scanner, o un applicativo per il disegno un poco più agile!)
Reply author: carla
Replied on: 29/08/2007 10:41:05
Message:
Sì, più o meno ci sei vicino... io ho fatto un po' di casino con l'esposizione dei dati, e forse ho omesso qualcosa, del resto col testo e le note sottomano è tutta un'altra cosa rispetto a disporre solo del riassunto di quello che ho capito io...
...adesso ci buttano fuori dalla sezione, perchè stiamo deviando sul testo di cucina in sè e non sulla scrittura... vabbè...
ti ho inviato la soluzione "secondo me", in un'elaborazione grafica che sto preparando per una conferenza sulla cucina, quindi senza tutti i termini tecnici che spaventerebbero il pubblico...
Reply author: ScriptaVana
Replied on: 29/08/2007 17:08:21
Message:
quote:
Originally posted by carla
...adesso ci buttano fuori dalla sezione, perchè stiamo deviando sul testo di cucina in sè e non sulla scrittura... vabbè...
ti ho inviato la soluzione "secondo me", in un'elaborazione grafica che sto preparando per una conferenza sulla cucina, quindi senza tutti i termini tecnici che spaventerebbero il pubblico...
Chi è che ci butta fuori?
Dico: si parla di ecdotica applicata alla codicologia, i codici intesi come manoscritti, cioè scrittura (Umberto Eco: come arrivare da "maiale" a "estetica" in 5 passaggi).
Ergo siamo in tema.
In ogni caso gli "dei ex cathedra" qui siamo MadonnaFrancesca ed io.
Reply author: carla
Replied on: 29/08/2007 17:35:33
Message:
quote:
Originally posted by ScriptaVana
Dico: si parla di ecdotica applicata alla codicologia,
...appunto... la sezione dedicata alle malattie contagiose è un'altra... 
No, più che altro stiamo scendendo ad un dettaglio che potrebbe essere ripreso nella sezione "alimentazione" per discutere direttamente la datazione di certi ricettari... ma per ora è un argomento che sta ancora stufando in pentola...
Per le risposte, consiglierei un piccione viaggiatore... forse ti viene meglio...
Reply author: ScriptaVana
Replied on: 29/08/2007 18:01:29
Message:
quote:
Originally posted by carla
Per le risposte, consiglierei un piccione viaggiatore... forse ti viene meglio... 
oh mentula!
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