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T O P I C    R E V I E W
enionline Posted - 15/06/2006 : 20:53:32
Mi è capitato spesso di discutere con diversi armaioli sulla lucentezza di alcune armature contro l'opoacità di altre.
Sappiamo che dipende dal tipo di lavorazione e/o materiale utilizzato per non parlare poi della sua finitura.
Ma come pensate si presentassero le armature e le protezioni all'epoca ?
15   L A T E S T    R E P L I E S    (Newest First)
Bartolo Posted - 13/11/2019 : 20:25:09
Segnalo l'approfondimento tematico pubblicato in data 13/11/2019 sul blog dell'Ass. Cult. IMAGO ANTIQUA, che tenta di fare il punto sulla base delle testimonianze iconografiche e di alcune fonti documentarie relative alla Lombardia del XV secolo, culla dell'arte armoraria.

M. VIGNOLA, I traversatori milanesi e la lucidatura delle armature
http://imagoantiqua.it/i-traversatori-milanesi-e-la-lucidatura-delle-armature/?fbclid=IwAR0H5zPT9wpE-3zqrp45WNoGuxTqmXvQj6gnVTxOkOHgLwmkW4-TsEydJd4
Bartolo Posted - 31/05/2013 : 22:24:57
Di seguito alcune fonti iconografiche che dimostrano la pratica diffusa della "lucidatura a specchio" nel XV secolo e primo XVI secolo:

http://www.flickr.com/photos/andrea_carloni/sets/72157633837968699/

ImperialisMiles Posted - 08/06/2011 : 10:06:04
Scusate ma devo dire la mia: fare un impasto abrasivo con i succitati ingredienti, senza specificare l'area e il periodo che si intende ricostruire, potrà sfuggire allo spetatore standard ma è eticamente anacronistico: stiamo parlando del prezioso olio di oliva (a cui già si fa riferimento in un altro post) trascurando il molto più comune olio di lino. E comunque si tratta di soluzioni che sono IPOTESI RICOSTRUTTIVE. Prima di tutto sarebbe necessaria un'accurata ricerca sui materiali disponibili.Per la mia esperienza di restauratore, posso garantire che dai ricettari artistici-artigianali fino al '700 il cocciopesto non è esattamente a buon mercato; ritengo molto più plausibile ipotizzare l'utilizzo di sabbie (marine o fluviali o di cava) silicee o ,quando disponibile, polvere di pomice; impastando il tutto con poco olio di lino crudo. Tuttavia negli antichi ricettarii pare compare come soluzione preponderante l'utilizzo di pietre abrasive piuttoso che impasti. Cellini parla addirittura di ossi di seppia utilizzati come abrasivo: ho sperimentato e funziona.
Daniel Brackley Posted - 27/04/2011 : 19:56:46
quote:
Originally posted by Mercenario1471


io ho provato un impasto di farina di pietra pomice e olio di oliva di prima passata molto acido ne ho ricavato una pasta abresiva e devo dire che il risultato e molto sodisfacente .



Nel caso di questo impasto, qual'è presso a poco la percentuale in volume dei suoi due componenti?
Che tipo di consistenza si ottiene a fine mescolamento?
Grazie, fine del piccolo OT.
enionline Posted - 20/07/2006 : 15:26:53
Sinceramente direi che le affermazioni sulle dotazioni delle unità inferiori mi sembrano molto generalistiche (vista anche natura della bibliografia).
Sabbiamo benissimo attraverso gli atti dei vari regnanti che spesso ogni stato aveva un suo ordinamento in merito.
Cito ad esempio :
L'organizzazione militare di Venezia nel '500 - John R. Hale -Jouvence - 1990
L'esercito del duca. Organizzazione militare e istituzioni al tempo degli Sforza (1450-1480)- Nadia Covini - 1998
è comunque rintracciabile anche per staterelli più piccoli la documentazione sugli armamenti vigenti (spesso divisa per ruoli).
Per cui eviterei un tono generalistico per cui alla fine "tutti erano così" .

Tornando al discorso della lucentezza, sono il fortunato possessore di una celata forgiata a mano e posso dirvi che la lucentezza è a specchio e per mantenerla prima, durante e dopo campi di 3/4 giorni sotto l'acqua o in boschi (umidità) basta un poco di olio e un buon sacco di lino.
Come diceva giustamenter SBARACLETO la differenza non è solo il materiale ma anche la lavorazione che ormai per quanto artigianale sia avviene comunque per piegatura della lastra già sagomata e non battitura del materiale grezzo.


nibbio00 Posted - 20/07/2006 : 14:11:03
quote:
Originally posted by Bartolo

quote:
Originally posted by nibbio00

Ciao , io sono appena entrato in questo forum ma mi è capitato di documentarmi sulle armature prodotte a milani dutante il xv secolo, pare che solo pochissimi armaioli milanesi lucudassero a specchio le armature, per turro il 1400 in citta vi fu una pruduzione di tipo industriale grazie anche all'ausilio dei magli e dei mantici ad acqua, quindi come sopra gia citato le armature erano il risultato del lavoro di molti artigiani.
tornando alla lucudatura ed alle rifiniture solo quelle da cavaliere erano lucide,e si utilizzava per lucidarle una mistura di olio di oliva, limone e polvere di marmo ( di carrara).queste armature nei periodi di inutilizzo venivano ricoperte di sugna (grasso di maiale)dopo aver rimosso , la copertura interna in tessuto.
le altre invece quelle da fante pesante, non venivano lucidate ed al termine di ogni battaglioa venivano ripulite con olio e sabbia ed infilate in un sacco contenente crusca.
per quel che riguarda le altre figure come i fanti leggeri, i picchieri, balestrieri e pavesari non avevano tutta questa gran dotazione , ma elmo, petto o brigantina e guanti erano una dotazione alla portata di tutti coloro che erano sopravvissuti almeno ad una battaglia, e comunque non necessitavano di grande manutenzione oltre alla pulitura con grasso e sabbia..
spero di esservi stato utile.



Una cortesia. Potresti citare le fonti delle affermazioni di cui sopra?

Invito generale: nei limiti, sebbene in un forum, cerchiamo sempre di far riferimento a documentazione bibliografica.
Non è esercizio accademico fine a se stesso, bensì l'unico modo per chi è interessato ad approfondire l'argomento di poter reperire materiale correlato. Grazie per la collaborazione.



scusa hai ragione :
-storia della metallurgia edizione della deagostini
-speciale medioevo di focus anno 2000
-armi ed armature medievali. non so la casa editrice in quanto fotocopie di un capitolo
-armi ed armamenti nella storia edizione 100 pagine 1000 lire
- conoscere enciclopedia.

Mercenario1471 Posted - 20/07/2006 : 10:36:17
archeologia sperimentale si tratta di provare e vedere seguendo una logica.


rustung und waffen des deuche waffen museum berlin 1890
Bartolo Posted - 19/07/2006 : 08:47:00
quote:
Originally posted by nibbio00

Ciao , io sono appena entrato in questo forum ma mi è capitato di documentarmi sulle armature prodotte a milani dutante il xv secolo, pare che solo pochissimi armaioli milanesi lucudassero a specchio le armature, per turro il 1400 in citta vi fu una pruduzione di tipo industriale grazie anche all'ausilio dei magli e dei mantici ad acqua, quindi come sopra gia citato le armature erano il risultato del lavoro di molti artigiani.
tornando alla lucudatura ed alle rifiniture solo quelle da cavaliere erano lucide,e si utilizzava per lucidarle una mistura di olio di oliva, limone e polvere di marmo ( di carrara).queste armature nei periodi di inutilizzo venivano ricoperte di sugna (grasso di maiale)dopo aver rimosso , la copertura interna in tessuto.
le altre invece quelle da fante pesante, non venivano lucidate ed al termine di ogni battaglioa venivano ripulite con olio e sabbia ed infilate in un sacco contenente crusca.
per quel che riguarda le altre figure come i fanti leggeri, i picchieri, balestrieri e pavesari non avevano tutta questa gran dotazione , ma elmo, petto o brigantina e guanti erano una dotazione alla portata di tutti coloro che erano sopravvissuti almeno ad una battaglia, e comunque non necessitavano di grande manutenzione oltre alla pulitura con grasso e sabbia..
spero di esservi stato utile.



Una cortesia. Potresti citare le fonti delle affermazioni di cui sopra?

Invito generale: nei limiti, sebbene in un forum, cerchiamo sempre di far riferimento a documentazione bibliografica.
Non è esercizio accademico fine a se stesso, bensì l'unico modo per chi è interessato ad approfondire l'argomento di poter reperire materiale correlato. Grazie per la collaborazione.
nibbio00 Posted - 18/07/2006 : 15:52:15
Ciao , io sono appena entrato in questo forum ma mi è capitato di documentarmi sulle armature prodotte a milani dutante il xv secolo, pare che solo pochissimi armaioli milanesi lucudassero a specchio le armature, per turro il 1400 in citta vi fu una pruduzione di tipo industriale grazie anche all'ausilio dei magli e dei mantici ad acqua, quindi come sopra gia citato le armature erano il risultato del lavoro di molti artigiani.
tornando alla lucudatura ed alle rifiniture solo quelle da cavaliere erano lucide,e si utilizzava per lucidarle una mistura di olio di oliva, limone e polvere di marmo ( di carrara).queste armature nei periodi di inutilizzo venivano ricoperte di sugna (grasso di maiale)dopo aver rimosso , la copertura interna in tessuto.
le altre invece quelle da fante pesante, non venivano lucidate ed al termine di ogni battaglioa venivano ripulite con olio e sabbia ed infilate in un sacco contenente crusca.
per quel che riguarda le altre figure come i fanti leggeri, i picchieri, balestrieri e pavesari non avevano tutta questa gran dotazione , ma elmo, petto o brigantina e guanti erano una dotazione alla portata di tutti coloro che erano sopravvissuti almeno ad una battaglia, e comunque non necessitavano di grande manutenzione oltre alla pulitura con grasso e sabbia..
spero di esservi stato utile.
un consiglio, provate a costruire un petto schiena, partendo da una comune lastra di ferro da 2 mm, non acchiaio , ne ferro cotto,una volta fatto indossatelo per una stagione di uscite , in quelle manifestazioni in cui si pratica il contatto pieno, e ripulitelo solo con misture naturali.
alla fine della stagione provate a lucidarlo con paste naturali e lavorandole a mano.
sicuramente e' il modo migliore di procedere in quanto
tutte le armature prodotte adesso, vengono trattate con gli ovuli di cianuro per la tempra, quindi le prove fatte su pezzi prodotti da un artigiano moderno sono falsate.

spero di esservi stato utile


galvano
Bartolo Posted - 06/07/2006 : 08:36:02
Mi aggiungo agli interessati. Se hai documentazione bibliografica sulle varie fasi di lavorazione, ancora meglio
enionline Posted - 05/07/2006 : 18:09:02
quote:
Originally posted by sbaracleto
Mi fermo qua... ma se qualcuno è interessato ad approfondire questa chiacchierata, me lo faccia sapere.



Io ....
sbaracleto Posted - 05/07/2006 : 17:18:56
Faccio un breve appunto alla discussione, e mi scuso della mia oramai cronica latitanza dal forum.

Ho avuto modo di osservare alcuni pezzi originali dell'inizio del 15° secolo e di parlare con il mitico "SERGIONE" di Bologna.

Innanzitutto la lastra di metallo si presenta in maniera totalmente differente da quella moderna.
Premesso che già agli inizi del 15° secolo esistevano maestranze che producevano lastre di ferro (forse compaiono anche un po' prima, ma non saprei con certezza) da utilizzare nella costruzione di armature, queste lastre erano ottenute per battitura e NON per fusione (come invece si fà oggi).
Se nel 15° secolo avessero fuso la "spugna" di ferro per farne una lastra, usciva la GHISA!

Questo materiale, ottenuto per battitura, è poroso, molto poroso.
In pratica la lastra si presenta simile, nella sua composizione, al legno naturale (con venature e "nodi" - impurità), mentre la lastra moderna è simile al trucciolato (è ottenuta per fusione, quindi è una pasta omogenea).

La lastra di ferro utilizzata nella realizzazione di armature veniva dapprima battuta completamente con il martello nella parte interna (quella che non si vede) per compattare il materiale e incrudirlo, rendendolo molto resistente.
Questo "lavoretto" spesso era ad opera dei garzoni, in quanto "pallosissimo".
Poi la lastra si tagliava, si sagomava (a caldo o a freddo, a seconda di cosa si volesse realizzare)... ... ... fino ad arrivare al manufatto finito.
La battitura interna poteva avvenire anche dopo il taglio, e non forzatamente prima del taglio.

Se il manufatto era di qualità, e destinato ad una personalità importante, veniva tirato "a specchio".
Elmi, petti, bracciali, guanti e tutta quella parte di produzione destinata alla massa (quello che oggi chiamiamo "da munizione") era meno rifinita: esternamente presentava spesso i segni delle martellate e, comunque, non era "tirata" come i pezzi importanti.

Occorre comunque sottolineare che, per via della porosità della piastra di ferro e, quindi, del manufatto finito, era quasi indispensabile che il tutto fosse lucidato.
Altrimenti la ruggine avrebbe attecchito in un attimo e si sarebbe infilata nei pori, rendendo vana ogni ulteriore pulizia (non vi erano allora acidi e olii detergenti come quelli odierni: non c'era l'olio al teflon, o l'MD40).
C'era poi chi bruniva il tutto, o chi lo "azzurrava"... evitando quindi di dover "tirare" troppo i vari pezzi.

Ricordatevi, comunque, che tutto pesava pochissimo!!!

La piastra battuta, ed internamente ribattuta, è notevolmete più rigida, e permette di avere una maggior resistenza con un minor peso/spessore.

Prendete, ad esempio, un arnese di oggi. Se esercitate una pressione con le mani, l'arnese si piega.
Ora, esercitando la stessa pressione su una lastra di ferro ribattuta (ho avuto modo di verificarlo su un pezzo realizzato dal SERGIONE, che ha seguito le stesse procedure di allora, pur non partendo da una lastra di ferro originale)... arriverete a farvela addosso dallo sforzo, assumerete un colore paonazzo, ma il pezzo non si deforma.

Un arnese moderno, se gettato a terra, non rimbalza. Resta dov'è e si ammacca.
Un arnese antico ribalza (non non fatelo, per favore... fidatevi) e non si deforma (se raggiunge il punto di massima tensione si spezza, o si scheggia... ma non si deforma).

Ricordate inoltre che l'armaiolo non si produceva da solo il ferro: aquistava le lastre già fatte.

L'armaiolo non costruiva l'armatura completa: vi erano molte maestranze che realizzavano i vari pezzi.
Spesso, nelle pezze che compongono le armature, si vedono due o tre marchi: c'è il marchio di chi ha gestito la commessa e il marchio (o i marchi) di chi ha realizzato l'oggetto.
C'erano maestranze che realizzavano spallacci (e solo quello), cannoni da braccio, guanti, gambiere, cotte in maglia, fibbie...

Mi fermo qua... ma se qualcuno è interessato ad approfondire questa chiacchierata me lo faccia sapere...
in ogni caso siete tutti espertissimi e non vorrei aver detto le solite cose che tutti già sanno
Mercenario1471 Posted - 22/06/2006 : 01:27:50
allora proviamo a fare una lista dei materiali e sperimentiamoli devo lucidare la mia armatura gotica .

il mio kit e composto al momento da una pezza di pelle di pecora
stracci di lino e canapa
farina di pietrapomice e olio di lino tratato con il piombo in polvere .il tutto conservato in contenitori in peltro e terracotte .

Bruno Chionetti Posted - 21/06/2006 : 22:52:38
Le immagini di produzione di armamenti ed interni di botteghe d'armaiolo sono molto rare, non ho mai visto nulla in merito alla pulizia.
Non credo che necessiti particolari strumenti, impasti abrasivi con polvere di mattone o pomice o altre pietre o cenere e oli possono essere contenuti in semplici vasetti o sia al campo che in guarnigione in interni di fortificazioni, creati al momento e applicati con qualsivoglia straccio. Come qualcuno ha detto basta l'olio di gomito ed un bel pezzo di sapone per lavarsi alla fine....
enionline Posted - 21/06/2006 : 15:03:02
Mi piacerebbe poter realizzare una cosa storica, per quanto sia possibile vista la mancanza pressochè totale di fonti, anche perchè può sempre servire e poi le reclute dovranno pure sgobbare un pò.

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