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 FAMIGLIA MIARI - MIGLIARI - MILLIARIA
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marvit
Visitatore

Italy
7 Posts

Posted - 08/12/2008 :  22:43:21  Show Profile
...ormai è diventato un rompicapo, in relazione alla famiglia Miari, nel corso dei secoli si è assistito ad una trasformazione del cognome, ma questo è avvenuto solo in certi ambiti territoriali....qualcuno mi saprebbe indicare qualche fonte che tratta le "corruzioni" del cognome.
Thanks

ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 09/12/2008 :  05:54:13  Show Profile
Saluti e benvenuto

In linea di massima valgono i principi qui enunciati per la resa della lingua volgare
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=391

Potrebbe essere applicabile all'onomastica per i secoli nei quali non esiste una organizzazione burocratica tale da garantire l'invariabilità grafica.

L'incidenza di varianti grafiche è poi in relazione al lessico locale: betacismi, rotacismi, raddoppiamenti, scempiamenti et similia sono correlati alla lingua viva locale, ad esempio: nel caso specifico la doppia "L" del cognome può facilmente portare ad una palatalizzazione: MiLLIaria > MiGLIaria (poi è necessario verificare quando si ha la caduta della vocale -a finale, facilitata dalla precedente i-).

Sull'onomastica in specifico proverò a cercare: in caso di trouvaille informerò; tuttavia se il tuo interesse è prevalentemente relativo al meccanismo della varianza dovresti orientarti sulla linguistica o, "restringendo" il campo, sulla dialettologia ovvero: avendo riscontrato nella determinata regione la data variazione, tentare di individuare qualche studio che spieghi i meccanismi linguistici del volgare locale.
(Stiamo uscendo dal seminato di questa sezione ...)

Unicamente per scrupolo e consuetudine: avrai già preso visione dello statuto del forum
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=471

BV
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marvit
Visitatore

Italy
7 Posts

Posted - 10/12/2008 :  21:56:41  Show Profile
Hallo there...grazie mille per il prezioso consiglio.
Marvit
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marvit
Visitatore

Italy
7 Posts

Posted - 21/12/2008 :  19:59:01  Show Profile
Studiando documenti d’archivio riguardanti la famiglia, sia atti notarili che miscellanea composta da lettere dei vari personaggi, ho notato che essi usano indistintamente il cognome Miari e Migliari. La stessa persona in una corrispondenza epistolare con il figlio, che prestava servizio militare presso la Repubblica Veneta, si firma in una lettera con Giacomo Miari detto Il Balarino e in un’altra lettera, di qualche settimana dopo, come Giacomo Migliari detto il Balarino. La calligrafia è la medesima, l’argomento discusso nella lettera era sempre il medesimo ed infine l’indicazione del soprannome “il balarino” toglie ogni dubbio sulla identificazione della persona. Ma per rendere ancora più agevole lo studio sull’uso del cognome, questo signore all’inizio del 14oo lo trovo citato in numerosi rogiti come Giacomo del Milliario, anche qui non ho dubbi sull’individuazione del personaggio, in quanto, per fortuna c’era la pregevole consuetudine di riportare, negli atti notarili, la paternità e la provenienza territoriale dell’emptore.
Ci ho pensato veramente molto prima di elaborare questa teoria e ve la voglio enunciare per sapere cosa ne pensate:
presupposti: in un atto del 1200 che elenca i feudatari del Vescovo di Belluno, trovo un certo Aichi de Milliario, “Milliario” lo trovo scritto indifferentemente con una o due elle. La lingua dell’atto è il latino, però la lingua parlata non era il latino, e nella lingua parlata veneta, anche attualmente la doppia elle nei nomi di persona e nelle parole in generale viene omessa. Per esempio in dialetto veneto “Donatella” diventa “Donatea”. Mi sorge quindi spontaneo un parallelismo che mi spinge a ritenere che vi fu una sorta di doppio binario, ossia negli atti notarili il cognome era sempre “Milliario” con una o due elle, e nella vita quotidiana il cognome veniva pronunciato in maniera corrotta dovuta all’inflessione dialettale.
Da Milliario passiamo a Miario, e nel momento in cui dal concetto di gens si passa a quello del cognomen, abbiamo rispettivamente Migliari e Miari.
Dagli studi condotti, posso dire con certezza, ed anche documentare, che un ramo della famiglia, trasferitosi da Belluno a Finale Emilia, per un certo periodo di tempo conserva il cognome Miari, mano a mano che ci si avvicina all’epoca moderna, scompare l’uso di riportare il cognome latino negli atti notarili, quindi in questi atti appare per la prima volta Miari. Ad un certo punto però un ramo dei Miari di Finale Emilia si trasferisce dall’altra sponda del Po, e questo ramo è andato avanti con il cognome Migliari. Questo emerge da studi incrociati di documenti d’archivio e libri delle anime delle varie parrocchie. L’ultimo passaggio del cognome avviene verso il 1650.
Per questo ultimo passaggio non ho elaborato alcuna teoria che stia in piedi, sto brancolando nel vuoto!
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 21/12/2008 :  22:52:03  Show Profile
quote:
Originally posted by marvit

Studiando documenti d’archivio riguardanti la famiglia, sia atti notarili che miscellanea composta da lettere dei vari personaggi, ho notato che essi usano indistintamente il cognome Miari e Migliari. La stessa persona in una corrispondenza epistolare con il figlio, che prestava servizio militare presso la Repubblica Veneta, si firma in una lettera con Giacomo Miari detto Il Balarino e in un’altra lettera, di qualche settimana dopo, come Giacomo Migliari detto il Balarino. La calligrafia è la medesima, l’argomento discusso nella lettera era sempre il medesimo ed infine l’indicazione del soprannome “il balarino” toglie ogni dubbio sulla identificazione della persona .


Rimango sempre sul livello della congettura, poiché malgrado i triplici corsi di filologia romanza la filologia continua a non essere la mia materia.

È sicuramente possibile, e con ogni probabilità lo avrai verificato, che a livello grafico in assenza di una precisa codificazione si sia verificata una situazione di questo tipo:
Migliari > Mijari / Miiari > Miari
E viceversa.
Questo per la difficoltà al tempo di rendere graficamente il fenomeno fonetico della palatalizzazione.
Insisto, ribadisco, sottolineo: è una ipotesi.

quote:
Originally posted by marvit
in un atto del 1200 che elenca i feudatari del Vescovo di Belluno, trovo un certo Aichi de Milliario, “Milliario” lo trovo scritto indifferentemente con una o due elle. La lingua dell’atto è il latino, però la lingua parlata non era il latino, e nella lingua parlata veneta, anche attualmente la doppia elle nei nomi di persona e nelle parole in generale viene omessa. Per esempio in dialetto veneto “Donatella” diventa “Donatea”. Mi sorge quindi spontaneo un parallelismo che mi spinge a ritenere che vi fu una sorta di doppio binario, ossia negli atti notarili il cognome era sempre “Milliario” con una o due elle, e nella vita quotidiana il cognome veniva pronunciato in maniera corrotta dovuta all’inflessione dialettale.


Estremamente probabile: si tratterebbe di un fenomeno di scempiamento (perdita della doppia consonante) su influsso del volgare locale.

quote:
Originally posted by marvit
Da Milliario passiamo a Miario, e nel momento in cui dal concetto di gens si passa a quello del cognomen, abbiamo rispettivamente Migliari e Miari.



Il concetto è corretto, solo la terminologia che hai adottato può indurre ad eccepire: è mia ignoranza, ma non so quanto siano trasferibili i concetti (e le implicazioni sociali) di gens e cognomen per secoli bassi.

quote:
Originally posted by marvit
in un atto del 1200 che elenca i feudatari del Vescovo di Belluno, trovo un certo Aichi de Milliario, “Milliario” lo trovo scritto indifferentemente con una o due elle.

L’unica cautela della quale credo tu sia già avvertito, ma ragiono anche conto terzi che leggono per curiosità questa discussione senza avere scienza dei presupposti: attenzione con i toponimici soprattutto se non si ha una concatenazione cronologica continua.
Banalizzando: i Trezzi, i Brambilla a Milano sono molti, ma non sussistono necessariamente legami parentali.

quote:
Originally posted by marvit
Dagli studi condotti, posso dire con certezza, ed anche documentare, che un ramo della famiglia, trasferitosi da Belluno a Finale Emilia, per un certo periodo di tempo conserva il cognome Miari, mano a mano che ci si avvicina all’epoca moderna, scompare l’uso di riportare il cognome latino negli atti notarili, quindi in questi atti appare per la prima volta Miari. Ad un certo punto però un ramo dei Miari di Finale Emilia si trasferisce dall’altra sponda del Po, e questo ramo è andato avanti con il cognome Migliari. Questo emerge da studi incrociati di documenti d’archivio e libri delle anime delle varie parrocchie. L’ultimo passaggio del cognome avviene verso il 1650.
Per questo ultimo passaggio non ho elaborato alcuna teoria che stia in piedi, sto brancolando nel vuoto!


Più che una teoria potrebbe bastare considerare che a questo livello cronologico ormai la grafia si è consolidata: anche nell’uso documentario locale potrebbe essere assunta una forma definitiva che si è tramandata poi invariata nel tempo.
La frattura della codificazione grafica è, più o meno, a cavallo tra tardo XV e metà del secolo XVI.
Naturalmente possono poi intervenire fattori quali il grado di competenza lessicale e grafica degli estensori dei documenti.
L’unica possibilità e conferma è una campionatura, che credo tu abbia già condotto, di tutte le testimonianze a riguardo, ovvero accertare il momento in cu si ha la “fossilizzazione” della forma grafica.

BV
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marvit
Visitatore

Italy
7 Posts

Posted - 22/12/2008 :  21:31:33  Show Profile
Hallo everybody!
Grazie ScriptaVana per i tuoi preziosi suggerimenti.
A livello grafico, ti confermo che nelle pergamene ho trovato il cognome scritto come indichi tu (Milliarj, Miliari, Mijari, e visto che, come dici tu, si operava nella più totale assenza di codificazione, ho trovato delle versioni del cognome anche molto fantasiose, che più di una volta mi hanno fatto pensare che era ora di cambiare hobby! In una pergamena del 1338 (contenuta nei documenti antichi del Pellegrini) e riguardante gli ecclesiastici bellunesi che ricoprivano ruoli ed incarichi, trovo citato un certo Bartolomeo de Miyero. Fortunatamente, vista la sua portata fuorviante, è l’unico documento nel quale ho trovato il cognome scritto in quel modo.
Per quanto riguarda la cronologia dei legami parentali, grazie ai fedecommessi che venivano istituiti nei testamenti e allo studio dei catastri della famiglia (qualche studioso prima di me, ne aveva diligentemente raggruppato una buona parte) è stato possibile, in molto tempo e con molta pazienza, ricostruire la continuità ininterrotta della successione partendo dall’inizio del 1200 fino ad ora, tenendo distinti i diversi personaggi in 3 principali rami. Quindi dalle risultanze di tutti questi atti notarili, posso affermare con certezza che le persone che portano il cognome Miari e Migliari e se collocate nei luoghi dove si sono sviluppati questi 3 rami, hanno uno stipite in comune.
Per quanto riguarda l’appunto che mi fai circa l’utilizzo dei termini “gens” e “cognomen”, effettivamente mi rendo conto che utilizzo il termine gens in appropriatamente come sinonimo di prosapia.
Rivisiterò i documenti nell’ottica di accertare il momento ed il luogo in cui si ha la fossilizzazione della forma grafica.
E’ molto stimolante leggere le risposte che dai ai miei post!
Merry Xmas to everybody
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 22/12/2008 :  21:45:04  Show Profile
quote:
Originally posted by marvit
E’ molto stimolante leggere le risposte che dai ai miei post!


E' gentile e cortese da parte tua, ma ad maiorem cautellam scrivo: semino loglio, a stacciare il grano tocca a te.

Contraccambio a nome del Forum (se lice) l'augurio per le migliori festività.

BV
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