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Cuccussétte
Ospite

28 Posts |
Posted - 25/07/2006 : 09:47:51
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Ho visto i Tarocchi realizziati per la famiglia dei Visconti. Sono attribuiti a metà 1400, quindi viene ipotizzato che il mazzo dei tarocchi esistesse già da prima e l'importante famiglia ne abbia commissionato uno con facce e immagini legate alla famiglia stessa. E' possibile usare la divinazione con tarocchi in un contesto di rievocazione da metà trecento in poi? O è cosa molto SCA ? In caso positivo, in quali forme, costumi, oggetti è possibile ricostruire la cartomanzia antica ? |
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Janus
Amministratore
   
Italy
1137 Posts |
Posted - 25/07/2006 : 11:47:24
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Beh ... io non sono un rievocatore, ma comunque i Tarocchi mi hanno sempre affascinato: sicuramente esistevano già molto prima del quattrocento, come puoi vedere in queste pagine:
http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/ta_ca503.htm http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/ta_ca504.htm
Quanto all'utilizzarli in una rievocazione "trecentesca" ... non saprei proprio! Il mio dubbio é ... chi li usava? Ho come il timore che fossero più utilizzati in ambito cortese, da nobili! Dipende da che ambiente rievochi! Riguardo alla povera gente, che io sappia le forme di divinazione erano più semplici: il dado (che già che c'erano usavano anche per l'azzardo), la lettura della mano (ma non so se fosse già conosciuta nell'occidente medievale) oppure l'acqua (ancora oggi trovi persone che ti leggono "i vermi") o anche il fumo, il volo degli uccelli (tradizione romana) ecc. ecc.
Poi, ripeto: parlo da profano! Non é detto che abbia ragione!  |
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enionline
Forum Admin
   
Italy
1099 Posts |
Posted - 25/07/2006 : 14:45:13
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I tarocchi dei Visconti Sforza sono uno dei primi (ma non l'unico) esempio di GIOCHI di carte del medioevo. Le prime testimonianze in Italia le abbiamo a fine '300 quando diversi atti Senesi ne proibiscono il gioco e specificano le ammende per i trasgressori. Per quanto mi è dato sapere la divinazione con i tarocchi in Europa è ben posteriore al XVIII secolo, un accostamento TAROCCO-ESOTERISMO che ancora oggi è assai diffuso. L'origine del TAROCCO come carta da gioco si pensa sia saracena, tale nome si trova in alcuni scritti dell'epoca (saracine o moresche ... croniche forlivesi del Cobelli) anche se sicuramente l'aggiunta dei TRIONFI è del tutto italica (la religione musulmana impediva la rappresentazione di figure umane). Inoltre nel 1416 a Firenze dopo aver da tempo vietato il gioco dei dadi “ … simili pene incontri chi giuchera el giuco de naibi ” (lo stesso proibito nel 1377 a Siena), gioco di carte portato dai mercanti saraceni.
Sicuramente era un gioco prettamente cortigiano, visto l'elevato costo delle carte che spesso sono state create da stimati pittori, il gioco è lontano progenitore della briscola, ma se ne possono trovare diverse varianti. E' anche vero che comunque con le dovute varianti (carte senza trionfi ??) era diffuso anche tra i ceti meno abbienti (verso fine del'400).
Posso consigliarti come pubblicazioni : Il Tarocchino di Bologna. Storia, Iconografia, Divinazione. Dal XV al XX secolo. Andrea Vitali e Terry Zanetti. Introduzione di Franco Cardini.
Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco», 2, 1996 GHERARDO ORTALLI, The Prince and the playing cards. The Este family and the role of courts at the time of the “Kartenspiel-Invasion”, p. 175
Playing-Cards and Their Story. BEAL GEORGE. David & Charles Ltd., 1975.
Inoltre se avrai tempo e voglia si possono trovare nelle missive dei signori (e sopratutto nelle signore) di Ferrara e Milano le commissioni per la realizzazione di carte da gioco con addirittura suggerimenti sulla loro colorazione e sul tipo di gioco da applicare.
Per finire esistono diversi editti contro il gioco delle carte a baratto (il termine azzardo è posteriore). Filippo Maria Visconti - Nel 1420 vietò qualsiasi giuoco delle carte, quando non fosse secondo il retto e antico sistema Francesco Sforza - ne vietò il gioco con gravi punizioni per i soldati. Come abbiamo già visto per tutto il '400 Firenze ne vieterà il gioco a baratto e anche di particolari varianti "alla diricta" o "a vinciperdi". Nelle cronache riferite al Savonarola si specisficano i giochi che sono probiti e nei roghi finiscono pure le carte da gioco.
Sto raccogliendo diverso materiale per poter creare un articolo a riguardo, spero che il tempo mi dia tregua e diminuisca la sua assillante morsa per poter ordinare documenti ed idee e realizzare lo scritto.
Sinceramente eviterei il gioco dei tarocchi in una rappresentazione storica, se non di una corte ricca e potente (almeno usando repliche di mazzi famosi), e sconsiglierei assolutamente il loro utilizzo per la divinazione pratica ben posteriore. Penso che sia sbagliatissima e del tutto errata se non addirittura lesiva della "realtà storica" la rappresentazione che si vede spesso in feste medievali della "DIVINATRICE" con le carte .
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