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Cuccussétte
Ospite

28 Posts |
Posted - 25/07/2006 : 10:13:35
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Se ho ben capito, c'è la RICOSTRUZIONE che è la messa in scena filologicamente perfetta di un'attività o un fatto. Abiti, calzature ed arnesi, tutto è ricostruito al millimetro. E' impiegata forse soprattutto in musei o in manifestazioni che fanno della fedeltà e del rigore storico il loro punto di forza.
C'è la RIEVOCAZIONE che cerca quanto più di essere fedele, con poche concessioni alla modernità o all'immaginazione. I pochi adattamenti sono magari imposti dal buonsenso, o dalle leggi sanitarie, dalle assicurazioni ecc. Come avere moderne protezioni sotto l'armatura, o lenti a contatto per gli arcieri - se non occhiali, perché può esseci anche chi è bravo assai a tirare ma non riesce a tenere su le lenti a contatto! - non poter fare il salame come nel medioevo e farlo mangiare alla gente... o il dentrifricio ecc.
Poi lo SCA dovrebbe essere la rievocazione teatralizzata, in cui elementi di ricostruzione anche molto seria si fondono con altri molto immaginati, a seconda dei gruppi che si trovano nelle varie manifestazioni. Senza arrivare al gioco di ruolo dal vivo, magari, ma con grande concessione alla spettacolarità e alla varietà delle proposte ( artigianato, duelli, magia, teatro di strada, musici, ecc ) anche un po' fantasy.
Il FOLKLORE invece dovrebbero essere tutte quelle manifestazioni a sfondo e ispirazione storica, messe in scena senza alcun rigore storico, a volte inventate di sana pianta, con i corteggi con costumi improbabili, tamburini e sbandieratori in qualsiasi periodo storico, ecc
Se è così, in fondo la qualità può essere non direttamente legata al tema dello spettacolo, quanto ai singoli allestimenti... Insomma, un po' come ci può essere nella musica leggera la canzone dell'estate e il cantautore che si riascolta con grande emozione anche 30 anni dopo ... Possono esserci ricostruzioni povere che pur essendo rigorose non coinvolgono chi guarda, manifestazioni SCA con veri artisti di strada, folklore con tre sbandieratori che si limitano a frullare la bandiera avanti e indietro in una piazza di paese tra quattro spettatori che li guardano con mezzo occhio aperto mentre mangiano il gelato - invece che fare giochi complicati, eccetera.
Ovvero SPETTACOLI DIVERSI, da guardare ciascuno come un caso a sè, come si può apprezzare la danza classica e il musical e l'opera lirica...
Personalmente mi possono piacere ( sia da vedere che da partecipare eventualmente ) tutte le diverse maniere di vivere il Medioevo, a una condizione: ciascuna nel suo genere, deve essere decorosa e di qualità. In quale maniera posso orientarmi nel vasto panorama di gruppi e manifestazioni ? Si potrebbe fare una sorta di 'guida Michelin' ? O esiste ma io non l'ho vista?!!!
Grazie, Cuccusséttehttp://www.fanfictions.it/fanfic/MEDIOEVO.htm" target="_blank"> br / http://www.fanfictions.it/fanfic/MEDIOEVO.htm |
Modificato da - Cuccussétte on 25/07/2006 10:40:54 |
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enionline
Forum Admin
   
Italy
1099 Posts |
Posted - 25/07/2006 : 15:10:02
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Ho da poco parlato di questo con una cara amica e dopo una lunga discussione ci siamo permessi di dare alcune definizioni e come linea generale penso possa essere piuttosto veriteria. La RIEVOCAZIONE è tutto ciò che rievoca alla mente antichi usi e costumi. all'interno di questo ci sono diversi tipi di RIEVOCAZIONE , la sagra paesana che rievoca antiche feste , la danza , il teatro, i cortei e comunque tutte quelle realtà che tendono a RIEVOCARE alla mente antichi (ma non solo) usi e costumi. All'interno di questo variegato mondo troviamo al RICOSTRUZIONE STORICA , che tende a RICOSTRUIRE un dato evento o periodo storico. Da come la vedo io la RICOSTRUZIONE STORICA dovrebbe presentare, in quanto ricostruzione, uno spaccato VERITIERO (o almeno il più possibile curato) di Storia. All'interno di questo grosso calderone si muovono gruppi più o meno curati, realtà più o meno seire, ma su questo taccio il mio giudizio e per cui mi può pure andare bene. Quello che invece devo portare all'attenzione di chi non se ne è accorto, o di chi non se ne vuole accorgere, che spesso persone senza alcun rigore STORICO tendono a partercipare a manifestazioni (grandi e piccole) proponendosi con la LORO didattica, ovvero gente che non distingue un abito del 300' con uno del '500, sale in cattedra e presume di spiegare alla gente come funzionavano le cose. Mi spiace ma qui si perde di credibilità e si continuano ad alimentare quei falsi miti che molti di noi cercano di combattere anche con la creazione di questo portale.
Lo SCA (Society for Creative Anachronism ) non fa parte di nessun tipo di RIEVOCAZIONE, lo SCA nasce in America, molto liberamente ispirato al medioevo europeo (d'altronde loro non l'hanno mai avuto) da cui prende i concetti base (spesso attraverso i film) e li riporta a un mero scontro armato in cui uno con un ascia alla conan si può scontrare con un semi-samurai con tanto di katane e roncone. Poi è arrivato da noi e molti hanno seguito la moda .
Un'annotazione, apprezzo molto quelle persone che dicono di fare SCA e spiegano cos'è (così come chi fa i GDR LIVE), molto più di quei ricostruttori che fanno SCA e lo spacciano per la verità.
Per quanto riguarda la GUIDA MICHELIN ognuno ha i suoi interessi, ognuno fa le sue ricerche (spesso giro in borghese x capire a quale iconografia di Topolino certa gente si è rifatta), per cui siamo tutti bravi e belli , è il buonismo italiano ... c'è chi lavora per fare massa, c'è chi lavora perchè quella massa capisca e magari è felice anche per uno su 100 che capisce cos'è la ricostruzione storica ... sono scelte.
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giannonibruno
Nuovo Abitante
 
Italy
148 Posts |
Posted - 26/07/2006 : 15:21:02
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eterna lotta del bene e del male:l'unica cosa valida,e parlo per me e i miei compagni di strada, è la tendenzialità verso la Rievocazione e Ricostruzione di qualità in contemporanea,evidenziando e spiegando-in pratica facendo una sana autocritica-, a pro di chi vede,in cosa e perchè abbiamo carenze.Forse è davvero il peggio voler insegnare agli altri le manchevolezze proprie facendone delle "verità".Comunque mi piace anche la differenziazione fatta da Cuccusette.In fondo non vi sono contraddizioni tra l'una e l'altro. Bruno(l'altro) |
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wittman
Ospite

Italy
58 Posts |
Posted - 26/07/2006 : 18:17:50
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Quoto Enionline in toto , Non rinnego i miei inizi e come credo di molti..sai, ma una cosa l'ho imparata ,che è quella di studiare sempre, confrontarsi e cercare di darsi degli obiettivi. Con fatica comunque ci si arriva, a dare una ricostruzione storica più o meno reale (almeno dalle fonti che sono arrivate fino ai giorni nostri). In sincerità anch'io nno sono per me ancora a posto, come vorrei.
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Cuccussétte
Ospite

28 Posts |
Posted - 29/07/2006 : 23:44:09
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| In effetti vedevo le cose come diverse espressioni del (ri)vivere il Medioevo. Senza rivalità tra generi. Un po' come èuò piacere la musica classica e la leggera e il Jazz e l'heavy Metal... sempre musica è. |
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Bruno Chionetti
Abitante
  
Italy
520 Posts |
Posted - 30/07/2006 : 14:30:14
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La rievocazione,nel senso più ampio del termine è un invenzione degli ultimi decenni studiata per appositi fini turistici-spettacolistici. Amministrazioni o associazioni si appigliano più o meno vagamente ad episodi presunti o documentati della storia passata del loro paese e vi costruiscono su uno spettacolo, di vario genere con lo scopo di attirare pubblico. Va da se che uno spettacolo che coinvolga decine o centinaia di comparse e che debba soddisfare esigenze di intrattenimento per il pubblico non potrà che in misura assente o irrilevante soddisfare a canoni di fedeltà storica e ricostruttiva. E'impossibile abbigliare e far agire comparse in modo corretto e filologico ma è possibile addestrarle a compiere bene la loro funzione di spettacolo, almeno per un giorno all'anno. Dobbiamo dunque guardare, se vogliamo, queste iniziative come forme di intrattenimento. Purtroppo sappiamo che troppi organizzatori, e troppi rievocatori vivono nella presunzione di proporre con il loro operato vere lezioni sulla storia passata. Se pur disonesti, essi devono "vendere" un prodotto e fanno bene a farlo, ci vuole una faccia tosta che ammiro. Le vittime sono gli spettatori che subiscono queste violenze al loro passato alla loro cultura, ma vanno assolti a causa della loro ignoranza. I veri colpevoli sono i cosidetti "esperti" i cosidetti "addetti ai lavori" che con i loro studi e conoscenze dovrebero sollevare muraglie di scudi contro la pioggia di frottole ma spesso non lo fanno perchè italianamente conniventi con il sistema andrebbero contro gli interessi locali e contro i loro stessi interessi personali. Dunque permettiamo che ciarlatani insegnino la storia. Da qui si genera la ricostruzione, tutti siamo passati per la festa di paese o abbiamo visto cosa accade all'estero e abbiamo voluto fare un passo avanti....ma non basta un passo...bisogna camminare anni. Ed ecco che anche la ricostruzione, che dovrebbe partire dove la rievocazione si ferma o non può giungere, vede gli stessi problemi. Appena qualche passo avanti alla forzata massificazione turistico-spettacolistica della rievocazione, il rievocatore comincia già a scagliare anatemi contro la rievocazione professandosi il vero detentore di virtute e conoscenza... e ricadendo negli stessi errori e limitazioni. Sempre con la connivenza degli "esperti".... Con la "ricostruzione" il pubblico potrà forse assorbire qualcosa di più, soprattutto avere un contatto maggiore con la realtà vissuta e non pura fantasia, ma si sa non sempre questo fa spettacolo e ottiene la benedizione delle amministrazioni... Conosco poco lo SCA ma credo che sia un ibrido delle due cose per coloro che superata la commercialità delle rievocazioni non riescono a stare alle ferree regole della ricostruzione. Ho conosciuto alcuni che lo praticano e si trattava di seri ricercatori in campo tattico militare, molto più serio e preparato di tanti ricostruttori che si massacrano in armature filologiche e documentate ma non sanno tenere in mano neppure uno stuzzicadenti. Il Folklore è un altra cosa: è una espressione seria e genuina della tradizione popolare centenaria che affonda radici nella cultura delle etnie e se non è stata persa oramai c'è poco da salvare. Mi chiedo perchè tanta gente debba inventarsi eventi pseudo storici quando la tradizione popolare esiste radicata e documentata e non scritta, si perde con gli anziani. Perchè sprecare tempo e denaro per inventare fatti storici assurdi o rievocare altri che addirittura offendono le tradizioni locali quando si potrebbero valorizzare cultura e radici della gente locale....ma torniamo al problema solito, la cultura non fa spettacolo e le cose vecchie basta metterle in un museo.
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ScriptaVana
Abitante Anziano
   
1874 Posts |
Posted - 31/07/2006 : 00:29:40
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del corvo e dei pavoni (o del mimetismo).
Aggiungerei al novero delle difformi modalità di rappresentazione / rievocazione / ricostruzione / folklore anche l'archeologia sperimentale.
Direi la ricostruzione tende alla rappresentazione tendenzialmente globale della vita, o di un suo aspetto, dato un determinato periodo: il ricostruttore "cerca" di vestire, mangiare, muoversi, in sostanza "vivere" come le fonti suggeriscono fosse il costume e l'usanza del periodo prescelto. Il che richiede un lodevolissimo impegno di ricerca, e conseguentemente un auspicabile alto livello didattico - divulgativo.
Diversamente l'archeologia sperimentale si "limita" alla ricerca sperimentale della verifica di ipotesi e di plausibilità di soluzioni. Il che richiede un analogo impegno.
Per la dimensione globale della ricostruzione è giusto che ci si pongano riserve sulla correttezza della rappresentazione di molteplici aspetti (la cucitura della veste è corretta?, e il colore dei tessuti?, e le "salmerie" nel campo sono plausibili?); ma paradossalmente questa "globalità" rischia di essere esclusiva nei confronti di realtà che non risultano sensibili alla ricostruzione "in toto", perché carenti di interesse omnicomprensivo o di istinto "ludico".
Ad esempio io, che appunto e pure non mi fregio dei titoli di ricostruttore e/o di archeologo sperimentale e che conseguentemente mi comporto come il corvo tra i pavoni, ovvero di addobbarmi senza alcuna filologicità giusto per mimetismo, per "apparire" e non " essere" pur essendo portatore di una competenza specifica (bontà vostra, se così vi piace).
Il quesito che mi pongo e pongo è se sia legittimo tale mimetismo, o non sia piuttosto preferibile una presenza dichiaratamente "anacronistica" (ovvero in vesti "civili") in occasione di date manifestazioni. Fatto sempre salvo l'imprescindibilità di un apporto di competenza corretto e verificabile.
BV
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carla
Moderatore
   
1362 Posts |
Posted - 31/07/2006 : 15:31:42
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Concordo con Enionline. Per me la distinzione è fra: - rievocazione: che rievoca, richiama alla memoria, un'atmosfera, un'epoca, un mondo, senza soffermarsi sulla precisione dei dettagli ma puntando alla sensazione, anche emotiva, dell'insieme; ad esempio uno spettacolo teatrale, che non può per esigenze sceniche e di economia del racconto, essere completamente rigoroso e filologico, a partire da abiti che per essere cambiati rapidamente devono abbandonare la complessa stratificazione delle vesti reali. - ricostruzione: è lo spaccato il più veritiero possibile, di un frammento di storia, con oggeti, materiali, personaggi il più possibile riproducenti la realtà storica per quanto ci è nota dalle fonti. Ovviamente la riproduzione perfetta è pressochè impossibile, a partire dai materiali che comunque molto spesso non possono essere quelli originali, sino alle piccole concessioni alla sicurezza (penso ad esempio agli acciai delle spade, ma anche al fatto che oggi è difficile trovare una lana di pecora non clonata, lavorata a mano e tinta naturalmente) ciò non toglie che sappiamo abbastanza dell'aspetto di questi materiali, per poter proporne delle riproduzioni per lo meno credibili, specificando i limiti e gli interventi di adattamento. Ad esempio: tingere col guado o anche con la robbia è complesso, però sappiamo bene quale gamma cromatica risulta, quindi si può impegnarsi a cercare stoffe di materiali e colori plausibili, scartando invece certi blu elettrici e certi rossi semoforo-fluo o rosa-barbie o fucsia…Secondo me, quello che si vede deve essere il più possibile rigoroso almeno nell'aspetto. - archeologia sperimentale: il ricostruire fedelmente, nei procedimenti e nella lavorazione oggetti e modi di vita del passato. L'abito di archeologia sperimentale, oltre che cucito a mano userà un tessuto e filato a mano e tinto naturalmente; certo, un prodotto del genere non è pensabile massificato in campi che richiaono una ventina di figuranti, nè utilizzato per più giorni di seguito, cucinando al campo e affrontando pioggia e fango… sì, sarebbe molto filologico, però, a parte che il pubblico forse non apprezzerebbe l'aspetto zozzo, resta secondo me la considerazione che, qualsiasi sperimentazione tentiamo di fare, la nostra manualità e la nostra perizia tecnica sono nettamente inferiori a quella dell'uomo medivale, che aveva alle spalle secoli di esperienza diretta tramandata di generazione in generazione; quindi, il nostro prodotto di archeologia sperimantale può risultare addirittura meo resistente all'usura e meno valido di quello originale: ad esempio, tingere con le tecniche medievali ed ottenere i loro risultati implica un'esperienza, una quantità di prove, ed una serie di reagenti propri (certi colori erano fissati con composti oggi considerati tossici, noi useremmo composti più ecologici ma cion risultati meno brillanti e meno duraturi; non so quanti siano disposti a tingersi la veste utilizzando l'urina nel bagno di tintura…) difficilmente gestibili al giorno d'oggi. In definitiva, secondo me abiti di quel livello richiedono o situazioni molto controllate dal punto di vista ambientale, oppure addirittura passano al livello di allestimento museale.
Il folklore è un capitolo a sè stante. Esso è inerente agli usi e costumi locali, come sono fissati e tramandati a partire dagli inizi dell'800, il periodo in cui si sviluppa la passione e la ricerca per le origini, e quindi in cui si vengono definendo dei costumi locali stabilizzati, che resisteranno sino ai giorni nostri indipendentemente dall'evoluzione o meno della società. Questo è ben evidente sia nell'abbigliamento, che in genere mostra tracce della struttura dell'abito sei-settecentesco, reinterpretate in chiave più moderna, sia ad esempio nel patrimonio di leggende, narrazioni orali, musicologico e coreutico. In alcune aree poi questo patrimonio è rimasto vivo, quindi anche i ricercatori della generazione dl magnetofono, o addirittura della videocamera, sono riusciti a fissare preziose testimonianze prima che scomparissero del tutto; in altre invece è un patrimonio tràdito che è stato salvato, sia pure in maniera metodologicamente non rigorosa come oggi vorremmo, durante il diciannovesimo secolo, e che come tale, se riproposto col dovuto impegno, merita comunque il massimo rispetto. Per non dimenticare da ultimo fenomeni come le valli occitane o certi paesi del sud italia nei quali il patrimonio musicale e coreutico arriva al nostro secolo con continuità e in evoluzione costante, essendo tutt'ora trasmesso ai giovani che lo adottano interpretandolo secondo la moderna sensibilità.
Il problema è secondo me quello di "rivivere il Medioevo", che è forse una prospettiva sbagliata alla base, anche se suggestiva e che fa vendere. Rivivere il passato è impossibile, e comunque non può riguardare il pubblico, che al massimo può dare una sbirciatina attraverso piccoli varchi nel muro del tempo. Rivivere una presunta atmosfera di un medioevo dell'immaginario comune, che oscilla fra Disney e Tolkien è una moda ed una suggestione diffusa, ma secondo me non ha nulla a che vedere col fare storia e fare didattica sul campo: si parla di mille anni di storia, con scansioni interne molto fini ed articolate, che possono essere espresse e comprese solo stabilendo le dovute cornici e i dovuti limiti agli interventi proposti; non esiste in sè un medioevo fantasy o un medioevo suggestivo o un medioevo filologico o uno folcloristico come singoli generi di un'unica espressione culturale, perchè il Medioevo stesso NON E' un'unica espressione. E'una molteplicità di aspetti in continuo divenire e complessa concatenazione, per cui potrò assistere ad una ricostruzione trecentesca, ad una del quattrocento, ad una rinascimentale, ad una del millecento e così via, e magari anche differenziando fra le varie aree; ciascuna di queste ricostruzioni HA I SUOI parametri, che devono essere rispettati e che devono essere illustrati al pubblico. I soliti calderoni tanto di moda in cui si invitano gli armati del 1200 perchè sono i più diffusi in Italia - tanto più o meno hanno l'elmo, lo scudo e l'usbergo ad anelli - a fianco dei danzatori del '400 perchè prima di danza si sa poco o nulla, per poi rievocare il Barbarossa che è del 1100 - tanto più o meno non è cambiato molto - da un punto di vista della divulgazione e della conoscenza storica restano quello che sono: dei gran calderoni utili a movimentare i flussi turistici e a dare un po' di circenses al pubblico, ma non delle manifestazioni che possano fregiarsi dell'appellatvo di "storiche". Con buona pace degli amici dell'altipiano xxxxxx che quest'anno proponevano una rievocazione della peste del 1630, con attori e danzatori, racomandando al pubblico di intervenire possibilmente in costume medievale… sic… Non lamentiamoci se poi il quotidiano La Provincia di Como titola: "Arrivano i barbari" riferendosi alla manifestazione di Sormano ed aggiungendo al titolo la foto di uno schieramento di fanteria comunale del 1200 (sia pure sui generis…)!!! si invia pdf della famigerata pagina su richiesta…
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Sigan
Nuovo Abitante
 
Italy
124 Posts |
Posted - 07/08/2006 : 14:42:29
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Quoto Carla (come al solito sta donna mi attizza... ) per quanto da lei esposto ma volevo anche evidenziare che fra Rievocazione e Ricostruzione, come lei ha ben descritto, esistono diversi livelli e non un confine netto. Pertanto ci saranno ricostruttori dotti e molto beninformati che per vari motivi potrebbero aver ceduto ad un compromesso e rievocatori che sono riusciti a raggiungere una buona dote di materiale e vesti da essere molto ben credibili.
Vi sono gruppi che ho conosciuto in diverse occasioni e manifestazioni che dall'alto (ed evidenzio dall'alto) del loro podio di perfezione si vendevano come i veri tenutari della vera ricostruzione, ponendo un muro tra coloro che erano interessati o chi voleva informazioni in merito. Secondo me questo è il vero problema, non tanto il bottone più o meno filologico. Questo forum ad esempio pone la sponda a chi si vuole interessare all'argomento senza distinzione, chi sa qualcosa la dice a favore degli altri. Purtroppo sul campo non è così. Mi scuso se sono andat un attimo in OT , ma la discuisizione fra Rievocazione, Ricostruzione e Archeologia è importante ma alla base dovrebbe esserci l'apertura mentale di chi la fa... |
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ugolone
Visitatore
Italy
1 Posts |
Posted - 17/08/2006 : 23:01:28
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ciao a tutti
pur da nuovo arrivato mi trovo nella triste necessità di dissentire da quanto dice Carla riguardo alla archeologia sperimentale. Essa infatti solo molto raramente si preoccupa della perfezione dell'equipaggiamento o dehli abiti se non nei pochi casi in cui si intende studiare il modello di vita di una comunità , la qual cosa viene normalmente applicata a periodi molto più antichi. Archeologia sperimentale è la costruzione e l'uso di un forno di cottura delle ceramiche e poco importa se chi lo usa ha le scarpe da ginnastica. Ho visto archeologi ricostruire quel forno e riempirlo di termocoppie per valutarne la distribuzione di temperatura interna. Archeologhia sperimentale è costruire armi con fogge e materiali corrispondenti per capire davvero come si combatteva in un certo periodo, senza essere falsati da ricostruzionii "favorevoli". Lo scopo del'archeologia sperimentale non è quindi la ricostruzione estremamente fedele di ciò che si conosce ma la sperimentazione di ciò di cui si ha una conoscenza limitata nella speranza di trovare ulteriori indicazioni a suffragio delle ipotesi avanzate. Quello che indica carla è invece secondo me una ricostruzione estrema in cui, per piacere dei partecipanti, si esaspera l'accuratezza dell'equipaggiamento e del comportamento.
saluti Ugolone |
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Janus
Amministratore
   
Italy
1137 Posts |
Posted - 17/08/2006 : 23:47:35
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Intervengo rapidamente, per non uscire dall'argomento della discussione ... benvenuto Ugolone!  |
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carla
Moderatore
   
1362 Posts |
Posted - 18/08/2006 : 09:23:34
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Sì, forse sono stata un po' sbrigativa e ho tenuto d'occhio solo alcuni settori, quelli che frequento di persona come il cucito... l'idea che volevo esprimere è ce, se si pretende di avere un abito con la stoffa dell'epoca, la tintura, la filatura e le pecore, allora mi sono già spostata in campi diversi dalla ricostruzione e sto scivolando verso una sperimentazione il cui prodotto finito, se avrà centrato l'obiettivo, finirà però per essere esposto in museo, trattandosi solo di un abito, senza annessi e connessi, e pensando implicitamente che l'ambiente "molto controllato" anche dal punto di vista storico in pratica non esiste. E' chiaro che se ricostruisco solo una veste, per quanto perfetta, ma non possiedo le scarpe, la metto in vetrina e basta. Allora però non sto facendo ricostruzione storica. Sto avvicinandomi a qualcosa di diverso. Credo che il confine sia molto sfumato. Ad esempio le armi La vera sperimentazione comporterebbe indagini metallografiche sui reperti, non sempre disponibili per problemi di costi, autorizzazioni, preparazione specifica. Quando però, partendo dai dati già esistenti in letteratura più l'esame dei reperti presenti in museo, i miei amici forgiatori di Bergamo hanno riprodotto una spada longobarda con lama a 6 barre di acciaio pattern-welded, attualmente esposta al Museo Archologico, non stavano facendo più "ricostruzione" nel senso che intendiamo solitamente, ma un qualcosa che scivolava più in là. D'altra parte non si trattava nemmeno di ricercare la struttura più probabile (di dati ce ne erano già molti) per poi provare a combattere alla maniera longobarda, dato che si trattava di armi "cerimoniali", probabilmente mai usate in battaglia. Di nuovo, il senso di fondo delle mie affermazioni di cui sopra, sarebbe: attenzione a pretendere l'eccesso di precisione, perchè se si vogliono questi livelli, non sono secondo me alla portata della ricostruzione storica "normale"; l'alternativa è una ricostruzione storica d'elite, con pochissimi esemplari quasi perfetti? o è perseguibile un obiettivo che stia sopra la via di mezzo, ma non al top assoluto? Insomma, il rischio è di bloccarsi davanti a sole due possibilità, estreme: o la perfezione, o "tutto va bene, tanto nessuno può essere perfetto". Io credo invece che si possano definire dei limiti sensati, al di sotto dei quali non vale la pena di scendere, al di sopra dei quali è cosa gradita salire... poi resterà sempre il top del top, ma tende già a gravitare, secondo me, in una categoria diversa e più "alta", comunque la si voglia chiamare (museale?) Come in tute le classificazioni, io la vedo come una scansione di uso pratico, con limiti non netti e non impermeabilii; esistono cioè le categorie intermedie e tutti i possibili termini di passaggio, e sono più diffusi probabilmente degli esemplari puri... |
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Bruno Chionetti
Abitante
  
Italy
520 Posts |
Posted - 18/08/2006 : 10:48:47
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Come giustamente detto da Ugolone, l'archoelogia sperimentale, come viene intesa e praticata è completamente estranea alla ricostruzione. Sono semmai alcuni ricostruttori, giunti ad un livello tale di fedeltà ricostruttiva che nell'ambito della ricostruzione giungono anche a praticare veri e propri passaggi di archeologia sperimentale. Costruire alcune categorie di oggetti con tecniche e materiali originali e verificarne il funzionamento è possibile ma forzatamente resta una parte abbastanza limitata della ricostruzione. Grandissima parte dei procedimenti e materiali sono ormai perduti per sempre e si eseguiranno sperimenatazioni comunque approssimate. Dunque questo non è o non potrà mai essere l'obbiettivo a cui tendere per la ricostruzione. Invece di andare a cercare l'ago dovremmo cercare la trave... La stragrande maggioranza dei ricostruttori ha gran parte della propria dotazione composta da oggetti erroneamente accostati, malamente realizzati in forme e materiali. Siamo ancora largamente lontani dal soddisfare i canoni estetici a causa di scarso o inesistente rapporto con le fonti. Sarebbe già un grande risultato se con la dovuta umilta e con un pò di sano olio di gomito tutti i ricostruttori almeno giungessero a essere presentabili. Questo è un limite perfettamente ed umanamente raggiungibile e doverosamente perseguibile. Sul mercato moderno ci sono materiali adatti a realizzare ottime ricostruzioni (anche se diventa sempre più difficile reperirne), ci sono infinite fonti a cui attingere, ci sono le esperienze di chi ha già raggiunto in buon livello di ricostruzione, è sufficiente darsi da fare e smetterla di trincerarsi dietro falsi limiti ed impedimenti. Come ho già avuto occasione di dire in post simili è soprattutto una questione di volontà. Se poi qualcuno ha tempo da dedicare allo studio dei procedimenti e al reperimento dei materiali e alla sperimentazione, ovvero vuole dedicarsi a fare della archeologia sperimentale, questo può solo che essere meritevole ed aumentare qualitatativamente il nostro livello di fedeltà ricostruttiva. |
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