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 LA TAVERNA DI FRITTOLE
 Le strade romane
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il buon Templare
Abitante

Italy
513 Posts

Posted - 03/04/2007 :  20:02:21  Show Profile  Visit il buon Templare's Homepage  Click to see il buon Templare's MSN Messenger address
Signori..in un altro internet corner di Gerusalemme..vi invio questo quesito che spero venga accolto...
Vorrei gentilmente sapere che fine fecero le importanti strutture che erano una comune visione fino al tardo impero...strutture quali non solo strade..ma anche ponti ed acquedotti..
Siccome qui ho visione di pezzi di granito nero preso di sana pianta dal tracciato e spiattellato sulle pareti di mura di cinta di monasteri e moschee....piuttosto vorrei proprio sapere che fine fecero lì in occidente le strade romane (che i monaci ed i chierici chiamavano strade del "diavolo" per il cnero colore???) gli acquedotti e un pochetto anche i ponti stradali....soprattutto nel periodo delle guerre greco-gotiche e fino al periodo del Sacro Romano Impero Germanico...insomma dal crollo dell'impero romano d'Occidente, all'avvento dell'Impero Romano Germanico...
Grazie a tutti....

Ossequi...il buon Templare/ NON Tempone.

Bartolo
Amministratore

Italy
2946 Posts

Posted - 03/04/2007 :  22:35:38  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address
Con le ultime specifiche hai salvato il post dalla chiusura: pensavo volessi parlare del periodo romano ante deposizione di Romolo Augustolo , il chè sarebbe stato palesemente fuori portata rispetto all'area temporale alla quale fa riferimento il Villaggio.

Ciò premesso, prego tutti gli utenti di non andare off-topic durante i loro interventi (= mantenere la discussione per il periodo posteriore al 476 d.C.). Grazie!
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Bruno Chionetti
Abitante

Italy
520 Posts

Posted - 04/04/2007 :  00:44:19  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage
Parlo per quanto riguarda la mia regione, la Liguria, che era probabilmente la meno romanizzata in quanto con un terreno assai poco congeniale alle usanze romane, poche città qualche stazione di posta qualche villa. Per alcuni tratti molto brevi lungo la costa la Aurelia romana si è conservata a poca distanza dalla strada moderna, aperta per lunghi tratti in epoca napoleonica. Molti altri sono caduti in disuso subito dopo la caduta dell'impero nonostante il fatto che grazie alla abile tecnologia romana, permettevano con ponti ed altre opere di aggirare percorsi orograficamente complessi. Il motivo principale è il cambiamento di assetto geo-politico e delle
direttrici viarie e commerciali. Mentre per la romanità era importante una strada che percorresse nel modo più rapido possibile la riviera per raggiungere le Gallie, nel medioevo la riviera era spartita in poteri diversi, le direttrici primarie erano quelle mare-entroterra e viceversa. Quindi le vie medievali seguvano gli innumerevoli crinali che dalla costa si dirigono ai passi alpimi-appenninici per svalicare la catena montuosa parallela alla costa e raggiungere la pianura padana e le sue citta. Direttrice primaria delle merci sbarcate nei porti della riviera.
In assenza di scavi e studi approfonditi, ancora oggi lunghi tratti della viabilità romana restano del tutto ipotetici. E' comunque errato considerare la direttrice viaria romana solo lungo le arterie principali. I valichi alpini sono sempre stati frequentati in tutte le epoche e già nell'alto medioevo con la contrapposizione Longobardi-Bizantini pare che un vero e proprio limes si svolgesse a cavallo degli spartiacque e probabilmente per alcuni tratti riprendeva una viabilità romana secondaria probbailmente già dotata di strutture difensive o di controllo.
Nonostante la frammentazione feudale, l'incastellamento dei secoli XI-XII non si limitò solamente al controllo dei borghi o alla segnalazione ma spesso anche a sorveglianza lungo queste stesse direttrici.
Si consideri che le strade romane anche interreni molto impervi come quelli liguri erano costruite per permettere i passaggio di uno e spesso due carri alla volta, tutti gli itenerari medievali erano percorribili solo con bestie da soma. Un probelma che perdurerà sino a tutto il settecento, durante le guerre della rivoluzione francese, pochissime strade permettevano il transito di salmerie e treni di artiglieria e con estrema difficoltà.
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roasia
Ospite

Italy
16 Posts

Posted - 04/04/2007 :  09:36:45  Show Profile  Visit roasia's Homepage
io posso parlare solo per la mia terra...

In Valle di Susa la caduta dell'Impero Romano ha causato, come in buona parte delle altre zone montane e pedemontane, un progressivo spopolamento del fondo valle. Città romane come Susa, in cui ancor oggi si possono ammirare i resti dell'antico splendore e anche un breve tratto dell'acquedotto (integrato poi nella cinta muraria costruita quasi certamente prima del'anno 1000) sono state lasciate in balia delle orde che da oltralpe scendevano in Italia. Più volte la mia terra è stata attaccata e saccheggiata. Le città che esistevano, per potersi difendere, costruirono improvvisate cinte murarie utilizzando come materiale quanto trovavano in giro: nelle mura di Susa sono stati rinvenuti pezzi di pavimenti di ville romane, capitelli, blocchi di granito / marmo perfettamente squadrati e che prima costituivano parte di altri edifici.
Insomma c'è stato riciclaggio.
E' ovvio: se le strutture cadono in disuso, (vuoi per guerre, vuoi per scarse capacità di utilizzare quelle strutture) il materiale di cui sono fatte diventa materia prima cui attingere per nuove costruzioni.
Tale pratica, almeno nella mia zona, è rimasta attiva fino al secondo dopoguerra: i contadini e i montanari del mio paese hanno praticamente finito di abbattere quel poco che restava del castello di Condove ( XI secolo circa ) per costruire le loro case.
Per quanto riguarda le strade, all'epoca romana (sempre nella mia zona) ne esisteva una principale: quella che da Torino (zona di porta Susa) arrivava fino a Susa attraversando tutta la valle, grossomodo secondo il percorso dell'attuale strada militare). Di questa arteria, oggi è solo più visibile un piccolissimo tratto nella zona di Avigliana (borgata Malano) dove era collocata la 'dogana'. Il resto o è stato interrato nei lavori di adattamento della strada in epoche successive o è stata interamente distrutta.
C'è da dire, però, che per quanto riguarda la mia Valle, principalmente le vie di comunicazione erano poco più che sentieri accidentati su pei monti, poichè il fondo valle era in buona parte paludoso (ancor oggi è visibile ad Avigliana la torbiera, con resti di insediamenti palafitticoli).
Nel Medioevo, la valle è stata teatro di numerosi scontri: prima i saraceni che sono scesi a saccheggiare le terre passando probabilemte per il valico del moncenisio (si suppone sia lo stesso usato da Annibale con i suoi elefanti - ma sono supposizioni), poi l'avvento dei Longobardi e poi ancora Carlo Magno, che seguendo gli antichi percosri montani riuscì (grazie all'aiuto dei monaci della Novalesa) a prendere i longobardi alle spalle e sconfiggerli nella famigerata battaglia delle Chiuse (ai piedi della Sacra, di fronte a dove abito).
Per tutto il periodo medievale le strade non sono state altro che viottoli, come testimonia il percorso della Via Francigena che si inerpica sulle pendici montane toccando la Novalesa, la Sacra di San Michele, l'ospedale di Sant'Antonio di Ranverso, e poi giù fino a Torino ed oltre...
Ma questa stessa Via altro non è che un semplice sentiero montano, acciotolato in alcuni tratti con pietre non lavorate.
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il buon Templare
Abitante

Italy
513 Posts

Posted - 04/04/2007 :  14:14:39  Show Profile  Visit il buon Templare's Homepage  Click to see il buon Templare's MSN Messenger address
Ringrazio messer Bartolo per la fiducia che ripone in me...
Non sono ingenuo fino a questo punto...
Ringrazio tutti assai....
Sapete qui che fine hanno fatto suddette strade romane??
Dunque..Traiano costruì una strada con pietra del luogo che portava da Damasco a Gerusalemme, fatta erigere per fare un piacere al rivoltoso popolo Giudaico, ebbene 1,5 kilometri di questa strada nell'epoca degli Abbasidi ,credo, furono strappati da terra blocco per blocco e posizionati i nverticale: ovvero come muri di contenimento del castello di un nobile arabo.
Ci sono le mura che a tratti è caratterizzata da queste "macchie"nere che risaltano nel colore giallognolo del perimetro di questa fortezza...ma non è tutto...quando giunsero i Cristiani, o meglio, i Crociati, le strade non furono trattate meglio a quanto pare...nella fortezza cittadella degli Ospitallieri a S. Giovanni d'Acri c'è un salone decorato inanzitutto con stupende colonne romane bianche corinzie scanalate, belle che è un piacere vederle..colonne di spoglio però..cioè come disse la nobil donzella dalle contrade di Susa o sù di lì, prese da un edificio non più usato e usate per altro...se si vuole, l'Italia tutta è frutto dello "spoglio romano"...ahime..
Tornando al salone..oltre a queste bellissime colonne (15metri), c'è un altare rialzato su una base nera.....toh...ed ecco pure qui un basolato romano riutilizzato....
Ecco tutto...volevo sapere se qualcuno ha testimonianze o esempi su le sorti di qualche ponte stradale...

Magari inizio io: come mai il ponte di Tiberio a Rimini, non fece una brutta fine???
(questa domanda la reindirizzo direttamente a Bartolo)

Ossequi messeri.
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Janus
Abitante Anziano

Italy
1195 Posts

Posted - 04/04/2007 :  19:57:35  Show Profile  Visit Janus's Homepage  Click to see Janus's MSN Messenger address
quote:
Magari inizio io: come mai il ponte di Tiberio a Rimini, non fece una brutta fine???

Beh ... provo a rispondere io: penso dipenda da molti fattori ...

- il tipo di materiale con cui é stato realizzato (difficilmente asportabile o di non particolare pregio)

- lo stato di conservazione della strada su cui si trova (se una strada si degrada rapidamente, presto scomparirà anche un ponte che sta su di essa ... viceversa se la strada "tiene", resisterà anche il ponte perché verrà salvaguardato!

- la situazione politico-economica del territorio che ospita il ponte (per esempio: se si trova nei pressi di un territorio che vive di commercio ed ha un governo che si é conservato nella storia in maniera piuttosto stabile, probabilmente questo aiuterà il ponte a sopravvivere!)
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FlaviusStilicho
Nuovo Abitante

187 Posts

Posted - 04/04/2007 :  21:19:28  Show Profile  Visit FlaviusStilicho's Homepage
quote:
come mai il ponte di Tiberio a Rimini, non fece una brutta fine???


Salve.
Per la verità, mi risulta che più volte il ponte di Tiberio abbia rischiato di fare una brutta fine.
Infatti, nel 552 il capo dei goti Usdrila, che teneva la città, fece tagliare l'ultima arcata del ponte verso Bologna.
Il suo scopo era quello di ostacolare il passaggio del generale bizantino Narsete. Andò a finire che Usdrila fu colpito da una freccia e morì, mentre l'arcata del ponte pare sia stata ricostruita poi dai Bizantini. Così almeno racconta Procopio.
http://www.hotel-rimini.com/itinerari-rimini/ponte-tiberio
Un'altro momentaccio per il ponte di Tiberio fu quando, mi pare nel 1527 (se sbaglio l'anno, qualcuno per piacere mi corregga) l'ultimo signore della città, Pandolfo IV Malatesta (detto, non per nulla, Pandolfaccio) iniziò a distruggere sempre l'ultima arcata per interrompere il passaggio alle truppe francesi che erano alleate del Papa. Fortunatamente Pandolfo fu convinto a lasciar perdere e ad andarsene.
Come si vede, il ponte ha rischiato più volte di andare in malora, ma il fatto che si trovasse in una città che fu abitata senza soluzione di continuità fece sì che, anche quando il manufatto fu danneggiato, esso sia stato sempre ricostruito.
Ciao.
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damadelcielo
Ospite

Italy
19 Posts

Posted - 05/04/2007 :  07:40:48  Show Profile  Visit damadelcielo's Homepage
parlerò della mia città: Brindisi

Potrei parlare della maestosa via Appia che collegava Brindisi-Roma, ma andrei fuori topic, perchè parlerei del periodo precedente al 476 d.c.........e qualcuno potrebbe tirarmi le orecchie

Nel Medioevo le strade di Brindisi, da ampie e diritte che erano, divennero strette e tortuose per una migliore difesa dalle continue invasioni. Dopo secoli di relativa pace, sicurezza e benessere, con la fine dell'Impero Romano d'Occidente (476 d. C.), Brindisi fu dapprima devastata dai Greci e dai Goti, che qui combatterono fino al 553, e poi - nel 670 circa - distrutta dai Longobardi. Ai margini della città rasa al suolo, continuarono a vivere alcune famiglie ebree che gestivano lo scalo marittimo. Nel 1870 circa fu rinvenuta in località Tor Pisana la bella epigrafe in ebraico dedicata a Lea, morta prematuramente nell'832, conservata al Museo Provinciale: Qui giace Lea, figlia di Yafeh Mazal. Sia la sua anima nel vincolo della vita, che si dipartì essendo trascorsi 764 anni dalla distruzione del Tempio: e i suoi anni furono diciassette. Il Santo - benedetto Egli sia - le conceda di resuscitarne l'anima con la Sua giustizia. Venga la pace e si posi sul luogo in cui ella giace. Custodi dei tesori del paradiso, aprite le porte e consentite a Lea di entrare. Ogni delizia abbia alla sua destra e ogni dolcezza alla sua sinistra. Così intonerai, e le dirai: questo è il mio diletto, questo è il mio compagno.

Ogni tentativo, sia pure parziale, di riedificare la città fallì: nell'838 i Saraceni invasero Brindisi e completarono l'opera di distruzione dei Longobardi; nell'867 circa Ludovico II, pronipote di Carlo Magno, la ridusse in cenere. Dal 963 in poi i Greci tennero per un secolo il nostro porto, finché i Normanni, con Roberto il Guiscardo, li sconfissero nel 1071 e occuparono la città. La ricostruzione di Brindisi, destinata a diventare lo scalo privilegiato per le crociate, fu dovuta a questi "uomini del Nord", giunti dalla Francia ma di origine scandinava.

La strada principale della Brindisi medioevale era la "rua maestra" (rua, o ruga, è l'adattamento di "rue", via in francese), ch'era costituita dalle attuali via Consiglio, piazza Sedile, via Fornari, largo Angeli e via Carmine, fino a Porta Napoli; via sulla quale si affacciavano i principali edifici cittadini. Nella "rua magna", così chiamata per l'ampiezza (attuale via Battisti), erano le officine dei fabbricanti di scudi e di armi, tant'è che sino a un secolo fa era chiamata la "strada delle ferrarie". La "rua nova", che segnava il confine del centro abitato, comprendeva le attuali vie S. Lorenzo, Conserva e Porta Lecce. Nella "ruga cambii", in piazza mercato, operavano i cambiavalute: a Brindisi c'erano nel Medioevo mercanti veneziani, fiorentini, pisani, genovesi, amalfitani, ravellesi. I Pisani, in particolare, avevano magazzini nella località che da loro fu detta Tor Pisana.

Abbracci da Brindisi
dama Lory

Edited by - damadelcielo on 05/04/2007 07:46:34
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VR1971
Nuovo Abitante

Italy
186 Posts

Posted - 05/04/2007 :  09:18:03  Show Profile  Visit VR1971's Homepage  Click to see VR1971's MSN Messenger address
Io mi sto occupando, di straforo in relazione all'argomento antichi casali nei dintorni di Bari, di viabilità medievale vicino Bari. La via Traiana nel tratto Bitonto Bari era ancora molto usata, sebbene nel corso del medieovo si sviluppò una strada ad essa quasi parallela che collegava i due centri del barese. Questa via è ricordata più volte nei documenti del Codice diplomatico barese e nel Libro rosso dell'Università di Bitonto come via Camerata, dal nome di un casale che si trovava nei pressi, oppure via Barum per Baligium.
Esistevano anche delle vie trasversali che tagliavano quelle che si aprivano a ventaglio intorno a Bari. Tra tali strade trasversali la più importante era l’antica via Minucia, o secondo l’interpretazione di alcuni autori la mulis vectabilis via, citata nelle opere di Cicerone, Orazio e Strabone. Proveniva da Bitonto verso Modugno e puntava su Ceglie; in epoca imperiale finì per coincidere con il tratto interno della biforcazione della via Traiana dopo Bitonto. Tale strada, nel tratto Modugno-Ceglie, continuò ad essere utilizzata ancora nel Medioevo infatti è ricordata in un documento del 1203: «iuxta viam anticam qua itur ad ipso Medunio in Celias ». Essa insisteva su terreni non paludosi e pertanto era percorribile tutto l’anno con i carri, inoltre garantiva maggiore sicurezza rispetto alla via costiera. Lungo il suo percorso si trovavano diversi insediamenti rupestri ed ipogei. Secondo Dell’Aquila e Carofiglio, essa aveva un tracciato arcuato piuttosto che uno diretto da Modugno a Ceglie, probabilmente passava per Santa Maria della grotta, si dirigeva verso Carbonara ove si biforcava. Un ramo proseguiva per Ceglie e poi per Capurso lambendo il casale di Cuti (nei pressi di Valenzano) e forse anche quello di Maliano (nei pressi di Capurso, non molto distante dal precedente), l’altro, dopo aver attraversato Carbonara, puntava su Triggiano e Noicattaro. I due rami proseguivano riunificato verso il porto di Egnazia.

Ciao.
Vito
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pupettaro
Ospite

Italy
33 Posts

Posted - 05/04/2007 :  09:25:42  Show Profile  Click to see pupettaro's MSN Messenger address
In epoca romana per raggiungere Teramo bisognava percorrere la Salaria (il nome indicava proprio la sua funzione ovvero quella del trasporto del sale). Prima di raggiungere Rieti, la strada si divideva in due: la prima andava verso L'Aquila attraverso la sella di Corno, la seconda attraversando il passo delle capannelle (ancora oggi esistente..e non vi dico che stradaccia!) portava nella città di Teramo.Dalle orde dei Goti e dei Visigoti che segiurono la caduta dell'impero romano, Teramo fu più volte saccheggiata e distrutta. Ricostruita, cadde sotto la dominazione dei Longobardi, che l'aggregarono prima al Marchesato di Fermo e poi al Ducato di Spoleto, indicando con Aprutium tutto il territorio dell'odierna regione.
Sul finire del secolo XI, conquistata dai Normanni, Teramo fu definitivamente assoggettata al Ducato di Puglia e quindi al futuro Regno di Napoli.
Un resto medievale particolare di Teramo è il ponte degli impiccati costruito alla fine del XII secolo.
Invece per quanto riguarda i resti romani: beh, gli abitanti di Teramo hanno costruito sopra la castrum romana. L'ultima notizia giunta è stata di una signora che facendo dei lavori in giardino in centro ha ritrovato dei reperti archeologici molto importanti.
Inoltre è presente un anfiteatro e un teatro oltre a delle domus

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il buon Templare
Abitante

Italy
513 Posts

Posted - 05/04/2007 :  10:36:37  Show Profile  Visit il buon Templare's Homepage  Click to see il buon Templare's MSN Messenger address
Il tutto molto interessante...ringrazio Janus Flavius, VR, e pupetta(ro)..

Donzella Damadelcielo...avrei uno quesito che la potrebbe interessare..le strade medievali le "rue" di Brindisi, a quanto dite non ricalcano l'ordine cardo e decumano della precedente ordinazione romana??? oppure si???


Un mio amico spagnolo inoltre da qui mi ha mostrato questi suoi ponti ed acquedotti...

SEGOVIA


MERIDA



Questi sono alcuni esmpi che egli mi ha citato dalle sue parti..ma mi dice che in Spagna vi sono più di 10 ponti romani perfettamente intatti ed usati...non ho ben capito che fine fecero dopo il crollo dell'impero...
So che l'acquedotto di Segovia, se si vuole il più bell'acquedotto romano di tutti, fu sempre utilizzato e vi fu un periodo che questo acquedotto si salvò dalla probabile distruzione perchè fu usato dalla Santa Chiesa Inquisitrice: infatti lungo le arcate attorno al XVII secolo si potevano vedere penzolare poveri cadaveri appesi in cima ed in balia del vento...
Probabilmente si tratta di leggende post medievali...ma non tutto è falso...
Comunque questa era la Spagna...che lasua storia post romana è stata molto meno travagliata della nostra..(1)invasioni...(2)regno romano barbarico eppoi (3)arabi eppoi (4)la "reconquista cristiana".

Comunque..voi avete qualche informazione riguardo la via Emilia??
Ossequi...(Salham Mualekuh - Mualekuh Salham)
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pupettaro
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Italy
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Posted - 05/04/2007 :  11:47:52  Show Profile  Click to see pupettaro's MSN Messenger address
Mm.. riflettendo sull'argomento mi sono ricordata di aver fatto deu anni fa la tirrenica da roma verso firenze..
ovviamente abbiamo imboccato strade secondarie e passati per Tuscania, Tarquinia... ragazzi quei posti sono incantevoli!
E a proposito di acquedotti, ricordo di averne visti molti, incrociarsi addirittura per strada, grandi ed imponenti..
Sicuramente la zona di Viterbo è ricca di reperti..
ma ora con certezza non so dirti di più
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VR1971
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Posted - 05/04/2007 :  11:55:57  Show Profile  Visit VR1971's Homepage  Click to see VR1971's MSN Messenger address
Confermo, lo scorso anno sono stato dalle parte di Tarquina e Tuscania! :-) Ciao. Vito


quote:
Originally posted by pupettaro

Mm.. riflettendo sull'argomento mi sono ricordata di aver fatto deu anni fa la tirrenica da roma verso firenze..
ovviamente abbiamo imboccato strade secondarie e passati per Tuscania, Tarquinia... ragazzi quei posti sono incantevoli!
E a proposito di acquedotti, ricordo di averne visti molti, incrociarsi addirittura per strada, grandi ed imponenti..
Sicuramente la zona di Viterbo è ricca di reperti..
ma ora con certezza non so dirti di più


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pg rovo
Nuovo Abitante

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202 Posts

Posted - 05/04/2007 :  12:08:38  Show Profile  Visit pg rovo's Homepage
Bhè uno, quantomeno un pezzo, è visibile anche dalla autostrada A11 (Firenze mare) verso Chiesina Uzzanese... resistita ai barbari, tagliata dall'Iri
Anche ponti ce ne sono, proverò a fare ricerche... se trovo il tempo
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il buon Templare
Abitante

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513 Posts

Posted - 05/04/2007 :  15:24:47  Show Profile  Visit il buon Templare's Homepage  Click to see il buon Templare's MSN Messenger address
MA DITE SUL SERIO MESSERI ET DONZELLE??


Avreste delle foto?..da quanto anticipate..sembra trattarsi di importanti vestigia, se avete delle foto riguardo gli acquedotti della zona..diciamo Viterbo, Tarquinia, Tuscania perchè non postarle proprio qui?!
Eppoi se avete dei dettagli riguardo la loro storia dopo l'utilizzo romano..Comunque..ripropongo la domanda della via Emilia..

Ossequi.
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VR1971
Nuovo Abitante

Italy
186 Posts

Posted - 06/04/2007 :  08:22:54  Show Profile  Visit VR1971's Homepage  Click to see VR1971's MSN Messenger address
Ecco una foto che sono riuscito a recuperare dal web!

http://img169.imageshack.us/my.php?image=screenhunter01apr060817fj3.jpg
[/URL]

Ciao. Vito

quote:
Originally posted by il buon Templare

MA DITE SUL SERIO MESSERI ET DONZELLE??


Avreste delle foto?..da quanto anticipate..sembra trattarsi di importanti vestigia, se avete delle foto riguardo gli acquedotti della zona..diciamo Viterbo, Tarquinia, Tuscania perchè non postarle proprio qui?!
Eppoi se avete dei dettagli riguardo la loro storia dopo l'utilizzo romano..Comunque..ripropongo la domanda della via Emilia..

Ossequi.

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