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 STORIA MEDIEVALE
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enionline
Forum Admin

Italy
1099 Posts

Posted - 13/07/2006 :  13:13:49  Show Profile  Visit enionline's Homepage  Click to see enionline's MSN Messenger address  Reply with Quote
vorrei aprire questa discussione su qella che può essere considerata una regressione artistica, ma non solo, che si verifica alla morte dell'impero romano fino al rinasciemnto. Il perchè in questo periodo tutto quello acquisito in termini di cultura artistica, ma anche architettura e di ingeneria (idraulica per esempio) viene "perso" o comunque se ne perde memoria , generando così ERRONEAMENTE la parvenza di un Medioevo scuro e ignorante.

Janus
Amministratore

Italy
1137 Posts

Posted - 14/07/2006 :  13:03:34  Show Profile  Visit Janus's Homepage  Click to see Janus's MSN Messenger address  Reply with Quote
Beh ... diciamo che bisogna scindere il discorso tra Alto e Basso Medioevo (in soldoni ... prima e dopo il Mille!)

Prima del Mille (diciamo che le cose cominciano a cambiare dopo l'ultima invasione degli Ungari) in effetti si é visto un tracollo della civiltà precedente, mentre nel nuovo millennio si può già parlare di un lento "ricostuire sulle macerie": una fase, questa, che ha molti meno momenti di ... buio!

Riguardo l'Alto Medioevo, ( circoscrivendo all'Europa Occidentale e quindi lasciando perdere Bisanzio e per certi versi gli Arabi), quello che dici é verissimo: instabilità politica, razzie, pestilenze, carestie hanno messo in ginocchio l'Europa! Le tecniche, prima di essere dimenticate, semplicemente erano diventate impossibili da realizzare: cosa serve costruire in pietra se le cave sono state distutte o abbandonate? Come si può fare Acquedotti se il paese é nell'anarchia? Anzi ... se praticamente anche il concetto di "città" ha perso quasi di significato?

La carenza di risorse (e di commerci) ha costretto la gente ad arrangiarsi col poco che si riusciva ad avere, ovvio che il sapere antico poi alla fine (con un black out di così tanti secoli) alla fine va a bagasce ...

Il risultato? Le opere dei romani (ponti ed acquedotti) venivano viste come "opera del Diavolo": sull'argomento "Ponti del Diavolo" (leggende che troviamo un po' ovunque in Europa) avevamo fatto un interessante censimento nel vecchio forum ...

Va anche detto che la primitiva arte barbarica era proprio "agli antipodi" rispetto a quella classica (o a quella rinascimentale): oggi ci vien da dire "ma com'é possibile che nel medioevo disegnassero così male?" Vi giro la domanda: "Tutti quelli che realizzano icone russe (quelle con sfondo dorato) disegnano come dei bambini?" Ovviamente no: non conta il realismo ... é un'arte "ieratica" e spirituale, deve parlare del Divino quindi ... inutile cercare la verosimiglianza con le cose terrene!

La cosa comincerà a cambiare da Giotto in poi, con una spiccata ricerca del realismo e dell'illusione prospettica e di profondità!

Quindi ... diciamo che per me già dal Trecento (ma le premesse come dicevo risalgono al Mille) non son più per nulla secoli bui: la civiltà europea aveva trovato un livello di maturità molto buona, anche grazie ai contatti con la cultura Araba (Spagna e Sud Italia) che dal punto di vista tecnico-scientifico era ai massimi livelli!

Il "salto di qualità" decisivo, quello che ci farà passare al Rinascimento, sarà il contatto col mondo Greco-Romano dopo la Caduta di Bisanzio (ma Venezia, che già frequentava quei lidi, era già da molti secoli un ottimo esempio di quanto si potesse imparare dai Bizantini!)

Il contatto con il mondo greco-romano porta alla decisiva "riscoperta" dell'antica saggezza (manoscritti in greco ... ignorati per tutto il medioevo) e alla formulazione di personalissimo modo di "reinterpretarla", quel capolavoro irripetibile (in tutte le arti e le tecniche) che é stato il Rinascimento!
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FlaviusStilicho
Nuovo Abitante

177 Posts

Posted - 14/07/2006 :  13:58:24  Show Profile  Visit FlaviusStilicho's Homepage  Reply with Quote
Salve.
Sebbene non sia facile sintetizzare temi importanti come quelli sollevati da Enionline, provo ad intervenire su alcuni punti toccati da Janus nel suo lungo - ed in parte approfondito - intervento.
Inizierei allora precisando che il mutamento dei modi di vita e dell'intera civiltà occidentale, in effetti, fu in atto sin dal III sec. d. C. . E' vero che poi, in quelli che sono considerati i primi secoli del medioevo (dal VI al IX circa), ci si trovò davanti agli effetti del tracollo del mondo classico in occidente, sebbene basterebbe pensare all'evoluzione che si ebbe nell'Impero romano d'oriente - ed alle profondissime influenze che detta evoluzione ebbe anche in Occidente - per intedendere come il concetto di rovine della civiltà classica sia qualcosa di assai relativo.
Quello che invece, a mio parere, potrebbe identificare i primi secoli del Medioevo, al di là degli eventi spesso drammatici che caratterizzarono la storia dell'Occidente, è l'intensa spiritualità che permeò la vita dell'intera società.
Per la verità, il senso spirituale dell'esistenza fu ben presente già nel mondo pagano ma, nella cultura cristiana, l'espressione religiosa fu vissuta diversamente sia dal punto di vista del vivere quotidiano che artistico.
In particolare, per quanto riguarda quelle che noi consideriamo come "opere d'arte", esse furono essenzialmente - per non dire quasi esclusivamente - mezzi per rapportarsi con il divino; questa "comunicazione"- chiamiamola così- avveniva attraverso i simboli, i quali appaiono a noi oggi scarsamente comprensibili ed enigmatici.
Per cui, questi secoli ci appaiono oscuri certamente perchè sono molto lontani nel tempo, ma, soprattutto, perché la mentalità fu enormemente lontana dalla nostra.
Eppure, come noto, questa mentalità apparentemente così lontana e "buia" fu e rimane la base sulla quale si sviluppò la nostra civiltà mentre, solo per fare un esempio, i modi di vivere e pensare della "luminosa" età classica - che pure, ben inteso non sono a noi estranei - sono tuttavia infinitamente più distanti dal nostro modo di pensare di quelli che sono considerati i bui secoli del primo medioevo.
Ciao.

Edited by - FlaviusStilicho on 14/07/2006 16:11:51
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carla
Moderatore

1367 Posts

Posted - 14/07/2006 :  16:14:10  Show Profile  Reply with Quote

L'argomento che lanci è tanto afascinante quanto complesso. A partire dalla sua stessa definizione.
Innazitutto occorre discutere sul concetto di arte e funzioni dell'arte, che è concetto relativo a ciascuna cultura.
Già entro una stessa cultura esistono del resto problemi non trascurabili: di definizioni di cosa si intenda per arte oggi in occidente, ne esistono a bizzeffe. Artistico è ciò che è bello (ma come definisco il "bello"?)? o è ciò che comunica qualcosa? e cosa? un messaggio emozionale, un messaggio sociale, politico, morale? e attraverso quali canali? è arte ciò che rappresenta "fotograficamente" la realtà o è ciò che la trasfigura sino a renderla altro da sè? come vedi, domande di non poca portata…
Se sposto poi il problema sul piano antropologico, le cose si complicano. In realtà l'arte medievale andrebbe analizzata e giudicata come regredita o meno in funzione dei parametri dell'uomo medievale: secondo Bernardo di Clairvaux ad esempio tutti i decori, fregi ed esseri soprannaturali che decoravano le cattedrali erano solo aberrazioni della mente umana, a Saint Denis invece il ridondare della decorazione era considerato a gloria di Dio, quindi arte…
Dietro molta arte per noi "regredita" si celano precise scelte di comunicazione e di forma: se l'immagine si fa scrittura, deve descrivere simbolicamente concetti e quindi giocoforza farsi più schematica ed alterare i normali registri: così prospettiva e proporzioni vengono lasciate da parte, trasferendo ad esse altri significati: la figura gerarchicamente più importante ad esempio prenderà l'aspetto della più grande nel dipinto, indipendentemente dal fatto che essa si trovi più o meno vicino all'osservatore delle altre.
Molte tecniche, decorative e non, continuano ad essere note ed usate ad alto livello: penso alla raffinata oreficeria di molte popolazioni germaniche, che tecnicamente avevano ormai ben assimilato le lavorazioni classiche, all'arte della lavorazione del ferro, con spade in pattern-welding ben superiori anche come raffinatezza estetica a quelle dell'epoca romana o anche imperiale, agli stessi pigmenti murari che oggi abbiamo in gran parte perso ma che ricoprivano estensivamente le pareti degli edifici sacri…
L'architetura e l'ingegneria invece sono strettamente legate al contesto più ampio dell'assetto politico. Un grande impero ha bisogno di infrastrutture efficienti sia per l'amministrazione pubblica che per il controllo militare. Ed ha le strutture, centralizzate e pianificate, per gestire al meglio queste infrastrutture. Anche se Roma faticava non poco a tenere efficiente il tutto e la storia dell'impero è fatta di continui aggiustamenti e di una sperimentazione costantemente in atto, pure esistevano organi ed addetti che si occupavano delle strade, dell'approvvigionamento, degli acquedotti…
Se suddivido il teritorio in piccole amministrazioni indipendenti, ognuna riesce a gestire il proprio orticello, e comunque con un profilo molto più basso: un conto è assicurare cibo ed acqua quotidiane ad una città di circa un milione di abitanti (queste le stime per Roma in età augustea; verrano raggiunte nuovamente solo da Londra dopo la rivoluzione industriale) ed un conto occuparsi di un piccolo regno o di un agglomerato di insediamenti rurali raccolti attorno ad una fortificazione. Sarebbe stato tuto sommato stupido, per qualsiasi regno barbarico, impegnarsi a costruire un megaacquedotto attraverso territori non amici, per fornire acqua anche agli altri, o aprire strade per permettere ai vicini movimenti di truppe più agevoli e quindi migliori possibilità di espansione…
Il mondo si frammenta, forse perchè l'impero era semplicemente troppo troppo grande da gestire, senza televisioni, reti telematiche e cavi… al di là delle battute, oggi possiamo pensare a grandi federazioni di stati, perchè le notizie e le comunicazioni viaggiano in tempo utile; nell'antichità classica anche l'impero era un'entità sulla carta, che si reggeva su ampie aree su cui il controllo era molto allentato e l'efficienza bassa, nonchè su vaste autonomie locali; tant'è che già dal 69 d. C., l'anno dei quattro imperatori, inizia la prassi da parte delle legioni di nominare principes diversi nelle varie province, per poi decidere la sucessione con le armi; agli inizi del terzo secolo la situazione si è evoluta con singoli domini in mano a sedicenti imoperatori, tollerati sintantochè il "legittimo" titolare dell'imperium maius non è in grado di toglierli di mezzo… insomma, il mastodonte già di suo non regge, e quando altri popoli arrivano, non solo ne saccheggiano il cuore, fatto questo eclatante, ma molto spesso si vedono offerte terre e stanziamento (con il regime dell'hospitalitas: un terzo delle terre in aree di confine) in cambio della difesa del limes. L'epoca delle grandi opere a questo punto è finita.
Nuove forze, nuove culture, nuove autonomie, una frammentazione che sfuma nell'anarchia, come sempre quando un calderone si rimesta completamente e poi si lascia a sobbolire per decantare un nuovo assetto…
Si perde la memoria di molte cose che non sono più necessarie, di altre tornano più utili soluzioni nuove.
Gli stessi commerci, se la popolazione si è ridotta di numero e le esigenze anche, subiscono una contrazione: piccoli regni, piccoli agglomerati, corti meno raffinatamente amanti del lusso e dello spreco, hanno richieste minori, che possono essere soddisfatte sul territorio. Le infrastrutture necessarie ai collegamenti perdono quindi di interesse, e questo si appaia ad una frammentazione politica che di fatto crea frontiere anche commerciali. La riduzione dei traffici commerciali è un effetto, non una causa.
A monte di tutto, arrivano nuove popolazioni, ad ondate successive, ciascuna con la sua cultura, le sue usanze, il proprio sentire, e si impattano su di una cultura che ormai stava perdendo unitarietà dal suo interno. FOrse era effettivamente giunto il tempo che qualcosa rimestasse il calderone, gettandovi il lievito dell'Europa moderna…
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carla
Moderatore

1367 Posts

Posted - 14/07/2006 :  16:32:54  Show Profile  Reply with Quote
...seguito della meditazione...

Alla fine, ci si trova di fronte alla millenaria questione, senza risposta univoca, su quale sia la forma migliore di
organizzzione politica: la frammentazione e le autonomie locali, o i grandi stati coordinati ed accentrati che omogeneizzano le istanze locali… e qui la storia si fa attualità e dibattito vivo…
Di fatto, la controparte degli splendori rinascimentali è l'affermazione delle Signorie, degli assolutismi, degli equilibri tenuti con eserciti di massa sempre più numerosi, degli satati nazionali moderni. E la stessa cultura rinascimentale cresce all'ombra delle corti, per finanziare le grandi feste in cui il potere politico si rappresenta e si glorifica, concedendo briciole di panem et circenses in cambio del consenso… cosa peraltro non nuova e non condannabile… ha avuto una splendida ricaduta sulla creatività e sullo sviluppo delle tecniche e delle lavorazini e dei commerci, trainati da quel gran motore che è sempre stata la guerra… forse si può discutere sulle differenze fra stati endemici di scontro fra popolazioni in espansione demografica e quindi alla ricerca, a volte disperata, di terre, e le grandi guerre dell'età rinascimentale guidate dalla volontà di espansione ed affermazione di singoli grandi regnanti. Insomma, personalmente preferisco sospendere il giudizio sui Galli e gli Unni e i Goti e i Longobardi etc. etc. che pressati alle spalle da altri popoli sono migrati cercando sfogo nelle aree mediterranee, a fronte di un Carlo V che ha mosso il mondo per avere un impero personale su cui non tramontasse mai il sole…
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RobertoCesareAugusto
Ospite

10 Posts

Posted - 07/06/2007 :  01:07:31  Show Profile  Click to see RobertoCesareAugusto's MSN Messenger address  Reply with Quote
Io non credo che la forma artistica subisca un arresto nel periodo medievale.
Ha potuto procedere solo a piccoli passi perche fortemente ostracizzata dalla chiesa di Roma che in questo periodo io penso abbia messo il suo sigillo sul potere politico in tutta Europa. Nonostante cio però ci sono state comunque lasciate magnifiche opere in tutti i campi; letterari e architettonici soprattutto.
Mi spiego:
in una Europa terrorizzata dalle invasioni barbariche nel primo periodo del medioevo e tormentata dalla lotta all'infedele musulmano nel secondo periodo, l'uomo è spaventato sia dall'invasore che dal tribunale inquisitorio e pertanto non riesce ad esprimersi come vorrebbe nel campo artistico.
Assistiamo però alla nascita di un'"arte interiore", spirituale e simbolica che sfocerà nell'edificazione principalmete di chiese ed abbazie prima, grazie al lavoro dei cistercensi e poi addirittura all'evoluzione di quel romanico che diventerà slancio e simbolo nelle misteriose cattedrali gotiche.
Il simbolismo dell'arte gotica è quanto di più affascinante possa trasmettere un'arte che parli all'intimo dell'uomo che non sia ad esclusivo appannaggio della chiesa cristiana e poi sull'elemento architettonico della cattedrale gotica andrebbero veramente spese pagine sulla tecnica di costruzione e sulla particolarità del messaggio dell'edificio.
Sempre in campo architettonico non tralascerei assolutamente quegli elementi nati dall'incontro tra le civiltà arabo-normanna come testimoniano numerosi edifici dislocati nel sud dell'Italia e in Spagna.
La decorazione delle ceramiche arabe fece veramente scuola e fu nel medioevo che sorsero numerosissime scuole di lavorazione delle ceramiche colorate (la nostra "maiolica" prende il nome dall'isola spagnola di Majorca dove si trovava un importante centro di lavorazione delle ceramiche).
Io aggiungerei inoltre i numerosi castelli che la necessità di difesa dai nemici ha portato ad edificare.
Insomma io non credo si debba parlare di regressione artistica nel periodo medievale piuttosto di un'arte simbolica, criptica e interiore in campo spirituale e di un'arte di difesa se vogliamo riferirci alle fortezze edificate.
Visto che l'argomento del forum è incentrato sull'espressione artistica vorrei concludere sottolineando l'opera lettararia per eccellenza che meglio esprime il carattere simbolico dell'arte del periodo:
La "Commedia" di un certo Dante che l'umanità non potrà non definire "Divina".

Edited by - RobertoCesareAugusto on 07/06/2007 01:14:20
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il buon Templare
Nuovo Abitante

Italy
499 Posts

Posted - 07/06/2007 :  17:13:13  Show Profile  Visit il buon Templare's Homepage  Click to see il buon Templare's MSN Messenger address  Reply with Quote
l'Augusto con l'aggiunta del Cesare c'ha proprio ragione.
Condivido pure con l'esimia Carla.
Ma siccome Roma Imperiale m'interessa quasi quanto il medioevo, vorrei dire la mia.
Dunque Cesare Augusto, fa notare che all'epoca la Chiesa aveva bandito moltissime attività che si strascicavano imperterrite in quel calderone ribollente che è l'epoca tardo antica.
Per rendere un attimo l'idea...posso fare pubblicità?vorrei segnalare una voce di Wikipedia da me scritta...che riguarda appunto le rovine romane.
Comunque, in breve, per rendere l'idea, all'epoca tardo-antica, in quel terribile crogiolo, sopravvivevano attività che la società civile riteneva nobili e valide: tipo il nostro andare in palestra per tenersi in forma, l'esercizio fisico.
Infatti l'attività fisica era piuttosto importante; ma anche l'alfabetizzazione e la cultura era fondamentale: a Roma l'andare a teatro era quasi un obbligo, grazie al teatro dunque non solo i figli dei nobili patrizi disponevano di fonti di insegnamento culturale (come gli schiavi-maestri provenienti dalal Grecia), ma col teatro anche i poiù poveri ragazzi potevano arricchirsi.
In breve mens sana in corpore sano.
La funzione implicitamente paideutica che avevano tali imponenti strutture nell'atto di essere usate per svolgere favole, tragedie o commedie era importantissima: infatti mentre quegli ottomila in media spettatori di un teatro romano assistevano alla storia imparavano qualcosa utile per la vita grazie ala trama dello spettacolo messo in scena.
Non mi dilungo sull'evoluzione del pensiero che s'è avuto nell'epoca classica.
La cosa rilevante che volevo far notare nel teatro, non è tanto il cosa si vedeva e cosa si imparava...ma era proprio il teatro!
Il teatro romano era un capolavoro dell'arte e dell'architettura romano classica.
La ricchezza di decorazioni, ornamenti presenti soltanto nella parte che oggi corrisponde alle quinte: l'orchestra, era assolutamente inimmaginabile, per il semplice motivo che a noi oggi giorno nemmeno un'orchestra intatta c'è giunta.
Possiamo solo immaginare quali capolavori a cielo aperto e coperto solo da tendone potevano essere, ecco alcune foto di orchestre di teatri romani ancora in parte integri:

Questo è il teatro romano di Sabratha in Libia. un capolavoro: con tre piani di orchestra e più di 50 colonne in marmo!!

Questa è la bellissima orchestra del teatro romano di Merida in Spagna, con tanto di statue che ancora ornano gli spazi.
I teatri romani sono in assoluto a mio parere il miglior esempio per mostrare quali vette raggiunse l'arte in un tempo così lontano all'epoca moderna quale la nostra.
Mi vien da pensare certe volte che forse l'epoca moderna era la loro.
Comunque questo del teatro è il migliore esempio per capire la terribile sorte che spettò a numerosissimi capolavori dell'antichità.
Ecco il perchè probabilmente della regressione artistica: la letterale cancellazione totale dell'arte e dell'architettura precedente!
Non è un'esagerazione: infatti posso citare moltissimi esempi a partire da Roma proprio: sempre tenendo come base il teatro romano: il gigantesco teatro romano di Marcello a Roma, aveva un'orchestra in base alle dimensioni, di cinque piani con più di 100 colonne in marmo ed altrettanti capitelli corinzi deocrati..volete mettere l'effetto visivo di tale capolavoro??
Tuttavia tale monumento, pur essendo usato fino al 536 con un ultimo spettacolo indetto da Teodorico, fece una teribile fine nell'Alto Medioevo.
Ma da nessun popolo barbaro, dai romani stessi: infatti le maestose titaniche ed imponenti vestigia di Roma Imperiale divennero molto semplicemente delle cave a cielo aperto per l'edilizia del medioevo.
Infatti dal travertino di Roma, cioè dalle gradinate del Colosseo, dai podi bianchi dei templi e dalle pavimentazioni delle piazze, si poteva ricavare dell'ottimo cartongesso per i muri delle abitazioni. Le insulae e le domus infatti erano tutte state depredate e saccheggiate ed il livello urbano-pedonale della città si era rialzato, a causa soprattutto del sacco di Roma del 410 e 455, di quasi un metro.
Dai piani superiori delle abitazioni di Roma imperiale si svilupparono i muri in cartongesso delle abitazioni medievali.
Ma ciò che fa più impressione di Roma antica sono le sue colonne in marmo: infatti a Roma furono TUTTE abbattute con la forza delle braccia.
Le colonne infatti venivano legate sopra la metà con grosse corde e venivano tirate con la forza delle braccia, in attesa che o il busto della colonna cedesse e si spezzasse, o che cedesse il capitello e quindi tutto l'architrave.
Probabilmente all'epoca c'era un odioso disprezzo per le opere con le colonne.
Quindi grazie alla Chiesa, che bandì il paganesimo (ed a Roma fu difficilissimo estirparlo del tutto), abolì gli spettacoli di ogni genere, dai teatrali alle sfide nelle arene alle gare coi cocchi, le innumerevoli opere architettoniche mastodontiche che un tempo avevano svolto così bene il loro dovere di intrattenimento, ora si trasformavano in cave a cielo aperto, utili soprattutto per erigere le nuove chiese.
Non c'è chiesa a Roma senza un capitello od un cippo od una colonne proveniente da un templio romano.
Altre colonne romane che sparirono utilizzate per le chiese e per il reimpiego, furono quelle delle orchestre dei grandi teatri di Roma: si parla del teatro di Marcello e dell'Odeon di Domiziano. Queste due strutture avevano un'orchestra di almeno quattro piani. Se si considera che ogni piano di un orchestra di un teatro latino era costruito con 25/40 colonne, con altrettante statue sugli spazi, queste strutture risultavano dei veri e propri capolavori dell'arte e dell'architettura romana.
Erano soprattutto esteticamente belli da vedere.
Quindi a Roma moltissime strutture romane si trasformarono in vere e proprie cave a cielo aperto. Iuntile dire che fine fecero le almeno 90 colonne del teatro di Marcello e le 70 dell'Odeon di Domiziano.
Oltre ad essere asportate dai teatri, le colonne vennero tolte soprattutto ai pronao dei vari templi di Roma.
Tutto ciò per fare capire che all'epoca la regressione artistica avveniva nel preciso istante che la colonna toccava terra e si frantumava o nel momento che veniva dato alle fiamme un edificio pagano, oppure proprio mentre si cancellavano i bassorilievi di un templio dal suo timpano.
A partire da questo momento vi è la cosidetta regressione artistica del medioevo.
In quanto all'epoca si pensava solo ed esclusivamente all'utuiltà delle cose lasciate dal mondo antico e non si sarebbe mai pensato in tempo di guerre con popoli vicini bellicosi ed il forte timore che spargeva nell'aria la Chiesa.
Da qui si perse l'utilità di erigere gigantesche terme per il popolo, in quanto già esporre il proprio corpo era una netta eresia, perlopiù se costruivi le terme chi ti dice che poi un domani non ti arrivano gli Ostrogoti che te le occupavano e te le distruggevano? (come peraltro accadde).
Inoltre il concetto di popolo penso si fosse già perso perchè il cittadino suddito c'era già come concetto credo...
Infine, oltre alle terme, inutilissime erano le reti di acuqedotti, come molti hanno già asserito, a che ti serviva??
Se 20 parasanghe =(unità di misura greco romana uguale a 6 kilometri)
più a nord avevi un popolo bellicoso che non vedeva l'ora di impossessarsi delle tue più calde e fertili terre..
Così andò in moltissimi casi...
Nemmeno con la celebre rinascenza carolingia si ebbe questa tanto ricercata rinascita dell'impero Romano...ormai erano passati troppo anni, e troppi piedi avevano calpestato le rovine di città cadute, troppe spade avevano mozzato le statue, troppe colonne erano state abbattute...troppa cultura era andata perduta.
Quindi, oltre che per motivi politico-ecclesiastici.. ci aggiungerei pure l'utilità che all'epoca avrebbe potuto avere la costruzione di un frigidarium con calidarium e tiepidarium.
Se tali strutture erano bandite dalla chiesa e si temeva per il giorno avvenire immaginando di venire attaccati nella notte dai barbari e bruciare nel sonno.
Altro ruolo presero le strade romane...dopo l'Impero, si pensò solo all'utilità che nel presente poteva concedere: quindi il travertino dava dell'ottimo calcestruzzo per erigere ogni tipo di mura, da quelle di un'abitazione, a quelle di un fortilizio, il marmo decorava le chiese, il bronzo delle innumerevoli statue venendo fuso produceva armi...dagli spazi vuoti ed inutili delle arene degli "ippodromi" e dei teatri si poteva costruirci sopra...ed allora perchè non erigere un bel "quartiere" protetto e circolare sopra un arena romana? --vedasi Lucca--teatro di Marcello Odeon di Domiziano--Circo Massimo--eccetera..la lista ve lo garantisco è infinita!
Pragonando i bassorilievi di una qualsiasi abbazia di Francia, con i basorilievi sopravvissuti a Roma dell'Ara Pacis, o di una qualche architrave di tempio romano (sempre per restare in Francia: vedasi appunto l'architrave del tempio romano di Nimes, l'edificio antico meglio conservato dell'antichità)...ci si accorge della netta differenza di stile..ma non penso sia stata per motivi di tipo artistico..perchè la moda pre-post-ante-cubista-post-medio-strutturalista del periodo voleva corpi tozzi dalle teste tonde e aureolate=(?)...questo non lo credo proprio...
Per l'arte e per l'architettura è stato un ricominciare non da zero
ma da quattro o cinque...mentre all'epoca di Roma si era già a dieci.
Coi numeri si capisce bene eh?!?!
Semplicemente si perse moltissimo di ciò che s'era raggiunto.
Tornando alle strade romane dunque, esse ricoprirono un ruolo totalmente diverso nel medioevo...ho postato una discussione sulla taverna di fandonie..(pardom), col titolo "Le strade romane".
Infatti queste in epoca medievale tornavano utilissime per gli eserciti che dovevano marciare da un territorio all'altro.
Si ha l'esempio delle strade Romane di Britannia usate da un po' tutti i popoli dell'isola a seguito dell'abbandono romano.
Le strade romane vennero usate addirittura durante le crociate...sia per andare verso la TerraSanta, sia per marciare, in TerraSanta, da un crac all'altro.
L'utilità di tali "opere del diavolo" era semplicemente e diabolicamente la stessa nel corso dei secoli...almeno la strada non cambia.
Ciò che accadde in Italia per le strutture romane durante il corso dell'Alto medioevo ( soprattutto durante le guerre gotiche) era del tutto diverso dal resto dell'Europa. Tutte le città romane dell'Impero Romano d'Occidente subirono nel V secolo un periodo di crisi ed abbandono seguito da svariati saccheggi e distruzioni, questo fatto è confermato quasi dappertutto. Dopo di questo però, le città romane nel resto d'Europa furono completamente abbandonate dagli abitanti. I motivi erano i seguenti:
La città era diventata paradossalmente un luogo meno sicuro che la campagna dei latifondisti, fu così che nelle pianure di Germania e di Francia sorsero le curtis.
In alcune colonie dell'Impero a seguito dei saccheggi dei barbari, la popolazione era stata totalmente annientata. Capitava che, durante l'epoca del Sacro Romano Impero Germanico, i missi dominici, che utilizzavano ancora le vecchie strade romane, passassero proprio sopra le fondamenta delle mura oppure delle case di ciò che era stata una fiorente colonia romana. Vedasi la storia della Colonia Ulpia Traiana in Germania.
La città veniva completamente rasa al suolo e l'intera popolazione veniva sterminata, allora certe colonie vennero cancellate dalle carte perché sparivano letteralmente. Tutt'oggi in alcune zone fra il Belgio la Germania e la Francia si sta cercando le rovine di alcune colonie romane completamente andate perdute.
Grande merito ebbe la natura che si riprese ciò che nell'epoca antica l'uomo le aveva tolto. Infatti con l'avanzata delle foreste molti siti archeologici della Germania e della Francia sono giunti a noi in buone condizioni.
Ecco spiegato in generale il perchè quasi tutto il bello dell'antichità scomparve.
Concludo con un immagine dall'antichità:Paestum com'era in epoca romana (50 d. Cr.)
http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:PaestumItalien.jpg

Ossequi.

Il buon Templare/serio stavolta.






Edited by - il buon Templare on 24/06/2007 14:47:40
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