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 Curiosità dal Tempio de Rimino [indice 09.0]
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Tromolone
Ospite

Italy
49 Posts

Posted - 26/01/2011 :  14:31:17  Show Profile  Reply with Quote
A seguito di un altra visita al duomo di Rimini, ho notato alcune cose che prima mi erano sfuggite e che mi son balenate nella testa dopo aver letto il libro riguardante gli studi sul restauro del Tempio avvenuto nel 2000. Il suddetto libro si chiama "IL TEMPIO DELLA MERAVIGLIA: GLI INTERVENTI DI RESTAURO AL TEMPIO MALATESTIANO PER IL GIUBILEO" di Cetty Muscolino, Ferruccio Canali ed edito da ALINEA EDITRICE nel 2007.
In questo libro si parla espressamente di una connessione molto forte tra il signore di Rimini e il filosofo Giorgio Gemisto Pletone, descritto come un conoscitore delle dottrine antiche, probabilmente legato a culti ellenici (perciò pagani) ma soprattutto, numerologo.
Quest'ultima definizione ci aiuta a capire quanto sto per esporvi in quanto potrebbe dare una spiegazione plausibile riguardo alla struttura del Tempio.

Chi visita il duomo di Rimini, potrà senza dubbio notare, già prima di entrare all'interno, una struttura armonica e senza alcun dubbio improntata sul numero 3.
3 sono le cappelle interne per ogni lato, 3 i bassorilievi che decorano le basi degli archi delle cappelle nei 3 lati visibili, 3 gli archi della prima fascia posti all'esterno (nella seconda fascia ci doveva essere un arco che sovrastava quello centrale della prima) ma soprattutto, le spoglie del filosofo bizantino riposano nella 3a tomba del lato destro. Riguardo quest'ultima, si può anche pensare che sia stata messa in quel punto per ordine cronologico (le spoglie di Pletone sono arrivate all'indomani della crociata in Morea che si conclude nel 1465, dunque in un periodo che si interpone tra la costruzione delle tombe di Basinio da Parma, Giusto dè Conti e la morte di Roberto Valturio), ma visto anche il fattore numerologico, si può ipotizzare che sia stata messa lì per una ragione.

La presenza del numero 3 potrebbe essere vista come una rappresentazione della Trinità cristiana, ma il fatto che all'interno, vi sia un bassorilievo raffigurante un Mercurio a dir poco "colossale" (è decisamente più alto rispetto ai "colleghi" dei bassorilievi vicini i quali sono comunque rappresentati più grandi rispetto agli altri uomini), ci fa ragionevolmente pensare ad un collegamento con l'Ermete Trismegisto dei culti esoterici.
Un'altra connessione con la dottrina del filosofo è ritrovabile anche nel corpus iconografico del Tempio. Vengono infatti raffigurati déi, muse, putti e sibille al posto di scene di matrice cristiana.

Un'altra cosa che non avevo notato, è la "sinistra" rappresentazione del profilo di Sigismondo. Se in alcune medaglie, il signore è rappresentato anche con il profilo destro, all'interno del duomo egli è rappresentato solo col suo profilo sinistro. Gli avversari politici del tempo diedero la spiegazione della crescita di un corno sul lato destro della fronte (cosa per altro provata da un'ispezione della tomba avvenuta mi pare verso la fine del 700' che portò alla luce un'escrescenza ossea proprio sul lato destra della fronte), ma è possibile anche che vi sia una motivazione più nascosta.
Che sia allora un'indicazione?
Probabile. Come pure probabile è la connessione tra il dipinto di Piero della Francesca e i lati del Tempio.
Nell'affresco, sono rappresentati Sigismondo in ginocchio, rivolto verso San Sigismondo; dietro di loro due cani, uno bianco e uno nero.
La chiave di lettura moderna vede il cane rivolto verso Sigismondo, quello bianco, come una rappresentazione del bene e quello nero, viceversa, del male. I due personaggi umani invece, sarebbero lì a contemplarsi a vicenda.
Una chiave di lettura simile, così semplice e lineare, penso si discosti troppo dalla struttura iconografica misterica del Tempio.

Con questo non intendo dire che quello che penso sia giusto, solo che possa essere un altro modo di leggere il dipinto.

Ho pensato che ci possa essere una connessione fra l'affresco e l'esterno dopo essermi reso conto del collegamento tra personaggi umani e cani.
Il cane bianco e Sigismondo, rivolti verso sinistra, rappresenterebbero la vita, fors'anche l'avvenire o la verità filosofica espressa dalle scienze esoteriche, da ciò che per gli altri è sinistro. Il cane nero, accostato a San Sigismondo (rappresentato per altro con le fattezze dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, l'imperatore che diede la carica di cavaliere a Sigismondo e a Novello e che morì nel 1437) sarebbe da collegare alla morte o al passato.
Il concetto di vita (sinistra) e morte (destra), potrebbe essere espresso anche all'esterno del Tempio. Gli archi della fiancata destra fungono da cappella per le tombe dei grandi letterati della corte di Sigismondo (oltre a quelle postume). Negli archi del lato sinistro, non ci sono tombe. Ora, si può dire che probabilmente sarebbero state occupate successivamente, ma non ci sono certezze in merito. Dov'è scritto che le tombe avrebbero "decorato" anche la fiancata sinistra? Ecco il perchè del richiamo al concetto di vita/morte e alla connessione di questo rispetto all'affresco dell'artista di Borgo.

Un'altra curiosità riguarda la resa del volto dell'imperatore nell'affresco.
In un dipinto del Pisanello risalente al 1432-33, l'imperatore è rappresentato con la tipica berretta in pelliccia e con la barba bianca che scende in una maniera tipica del nord-europa. Nella rappresentazione di Piero della Francesca del 1451, si vede invece la solita berretta, ma una barba tipicamente bizantina. E se ci fosse un'altra connessione?
Se andiamo a vedere le poche rappresentazioni di Pletone (addirittura postume rispetto al dipinto malatestiano) si può notare una certa somiglianza. Se così fosse, la precedente ipotesi riguardante la concezione vitalistica cadrebbe, a fronte comunque di una maggiore connessione fra Pletone e Sigismondo, il quale è rappresentato in adorazione di quello che sarebbe il suo mentore, il suo ispiratore.
Cosa ne pensate??

Edited by - Tromolone on 26/01/2011 14:33:00
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Tromolone
Ospite

Italy
49 Posts

Posted - 01/02/2011 :  17:54:39  Show Profile  Reply with Quote
So che rischio l'OT scrivendo tanti post di seguito, ma devo assolutamente scrivere per cercare di chiarire le posizioni precedentemente prese o meglio, ribaltarle.

So di aver scritto tante volte senza pensare troppo alla veridicità di talune affermazioni, sento perciò il bisogno di redimermi per le cose che ho scritto prima cercando di impostare delle discussioni su ipotesi almeno suffragate da osservazioni comprovate o costruite su basi più solide.

Dopo aver eseguito letture in merito alla figura del filosofo Giorgio Gemisto Pletone, dopo essermi "infarinato" tentando di comprendere la dottrina del filosofo e quella di riferimento, ovvero di Platone; dopo aver letto approposito delle connessioni riscontrabili tra la filosofia platonica e il credo gnostico, sono arrivato alla formulazione di alcune ipotesi decisamente più realistiche sui significati nascosti del Tempio Malatestiano.

Inizio subito dicendo che secondo me papa Pio II non si discostava troppo dalla realtà quando predicava la natura blasfema del Tempio Malatestiano.
In esso sembrerebbero riflettersi infatti tutte le componenti della dottrina neoplatonica di Pletone.

Tornando al discorso sul dipinto di Piero della Francesca, sono ormai abbastanza sicuro nel dire che il santo rappresentato non è, come la storia dell'arte ci insegna, l'Imperatore Sigismondo di Lussemburgo, ma il filosofo bizantino.
A comprova di ciò vi offro delle immagini di riferimento.

Nel seguente riquadro è visibile un ritratto, probabilmente realizzato dal Pisanello e riferibile al 1432-33 nel quale viene rappresentato l'imperatore Sigismondo di Lussemburgo con il peculiare copricapo in pelliccia.
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/af/Pisanello_024b.jpg
Proprio questo copricapo ha fatto pensare che il dipinto di Piero della Francesca, si riferisse allo stesso personaggio.
Nella seguente immagine possiamo vedere il viso del santo ritratto da Piero della Francesca:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3b/Piero%2C_Sigismondo_Pandolfo_Malatesta_before_Saint_Sigismund_03.jpg
(mi scuso per la grandezza delle immagini ma più piccole non le ho trovate)

Come possiamo vedere la tipologia di copricapo è simile, ma non uguale. Su questa però ci soffermeremo in seguito.
Andiamo ora a guardare l'aspetto fisionomico dei due ritratti.

Il primo, rappresenta un uomo dai tratti marcatamente continentali, con naso aquilino, barba relegata al solo mento e occhi chiari.
Il secondo personaggio è invece rappresentato con tratti più mediterranei. Presenta un naso un pò rincagnato, occhi grandi e scuri e una barba con doppia punta, tipica della moda bizantina. Oltretutto presenta pure un prolungamento della stessa barba che si allaccia alle basette e si spegne sotto i capelli lunghi del personaggio (altra cosa che il dipinto del Pisanello non fa vedere).
Lo stesso abbigliamento appare differente. Mentre l'imperatore sfoggia una veste damascata con pelo a livello del colletto, il santo del Tempio è abbigliato con indumenti di sapore antico, com'è apprezzabile in quest'immagine:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/16/Rimini034.jpg

Andando invece a guardare un presunto ritratto del filosofo, visibile in una miniatura del proemio “ad Magnanimum Laurentium Medicem patriae servatorem” delle Enneadi di Plotino, possiamo notare la somiglianza col personaggio del dipinto riminese:
Il personaggio della miniatura presenta la stessa struttura del naso, la stessa barba, capelli lunghi (moooolto lunghi qui) e occhi scuri come il santo malatestiano.
E il copricapo?

Sinceramente, non so se i bizantini portavano un copricapo di questo tipo, ma il fatto di aver trovato una medaglia, certamente moderna, ma che rappresenta sicuramente il filosofo bizantino, mi fa pensare che la strada sia quella giusta:

In questa medaglia si può vedere il filosofo che indossa un berretto che parrebbe a tesa larga, ma se andiamo a vedere la zona della tesa posta sopra la tempia di destra, possiamo notare una sovrapposizione della stessa come se la parte frontale fosse a sè stante rispetto al resto. La tesa stesa, doveva rimanere orizzontale, ma alzando la "visiera", la parte posteriore sarebbe andata giù formando una sorta di caschetto simile a quello del dipinto di Piero della Francesca.

D'altronde ci sono altre osservazioni che riportano al filosofo greco.
Basti ricordare, a proposito del corpus iconografico, le decine di bassorilievi che rappresentano strumenti musicali, un ambito, quello della musica, molto caro al filosofo.
La stessa dottrina astrologica è rappresentata nella Cappella dei Pianeti, anche se di pianeti non ce ne sono. Vi sono infatti impresse le immagini dei simboli zodiacali e quelle degli dèi invocati da Pletone nella sua "preghiera al sole". Lo stesso sole, è posto al di sopra di tutti gli altri dèi, seguendo gli insegnamenti di Pletone.
Abbastanza strano per un periodo in cui ancora regnava la filosofia aristotelica.

Da queste ipotesi che stanno ormai diventando delle certezze, per quel che mi riguarda, sto cercando di muovermi per capire altri significati nascosti.
E' possibile che esistano dei collegamenti tra l'iconografia del tempio e gli insegnamenti dei vangeli gnostici?
In questo momento sto cercando di muovermi in questa direzione e mi pare di aver trovato qualcosa.
Si tratta comunque solo di ipotesi, non fondate su basi solide.

Un'osservazione definibile come "platonica" è relativa alla realizzazione delle iconografie di alcuni dèi.
Abbiamo già detto della possibile presenza dell'Ermete Trismegisto, ma in questo caso dobbiamo accostarci al Fedro di Platone per capire qualcosa.
Nel Fedro, si parla del mito del carro alato, nel quale l'uomo viene presentato come tripartito in due parti fisiche ed una spirituale.
Le due parti fisiche sono i cavalli che trainano il carro mentre quella spirituale è rappresentata dall'auriga (sempre un dio).
Nei bassorilievi del tempio, oltre a Venere che presenta un carro trainato da 2 cigni (ma probabilmente, solo perchè veniva raffigurata così nell'antichità), sia Marte che la Luna sono rappresentati con un carro trainato da due cavalli. Il fatto che sia una divinità femminile, sia una maschile siano state rappresentate in questo modo, potrebbero far riferimento alla tripartizione per entrambi i sessi.

Una possibile lettura gnostica è invece possibile vederla nella rappresentazione dei cani del dipinto di Piero della Francesca. Essendo due animali della stessa specie ma rappresentati cromaticamente e direzionalmente opposti, potrebbero stare a simboleggiare la dicotomia luce/ombra riscontrabile nel Vangelo gnostico di Giovanni.

Ci sarebbero altre cose da dire, ma penso sia meglio fermarsi per non incappare nell'errore precedentemente fatto di scrivere tutto quel che mi veniva in mente a proposito degli studi sul Tempio e soprattutto per tenere fede a quanto esposto nel prologo di questo intervento.

Spero qualcuno possa intervenire per dirmi cosa ne pensa, per fare critiche o anche per aiutarmi nella comprensione dei simboli.
Tra l'altro, qualcuno sa dirmi se il copricapo del santo può essere bizantino??
Non mi fido poi troppo di quella medaglia, mi pare un pò troppo moderna.

Grazie mille a tutti quelli che interverranno.


P.s. Mi scuso ma nell'enfasi della scrittura, non ci avevo pensato

Edited by - Tromolone on 01/02/2011 18:48:29
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 01/02/2011 :  18:35:59  Show Profile  Reply with Quote
Nota

Cercate di contenere le dimensioni delle immagini inserite negli interventi al fine di:

non costringere gli utenti a modificare continuamente la risoluzione dei monitor

non "sovraffaticare" il forum

quote:
Originally posted by Tromolone
(mi scuso per la grandezza delle immagini ma più piccole non le ho trovate)



Cosa ideale sarebbe inserire l'immagine in qualche sito di servizio e dare nel forum il solo link di collegamento.

Per gli aspetti tecnici vedere in

Come inserire le foto sul forum
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=521


Grazie dell'attenzione

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Basinio
Visitatore

7 Posts

Posted - 18/10/2012 :  11:34:22  Show Profile  Visit Basinio's Homepage  Reply with Quote
Buongiorno,
da riminese e malatestiano nell'animo non potevo esimermi dal partecipare a questa discussione, molto interessante e con notevoli spunti di riflessione.

Innanzitutto trovo assurdo l'impossibilità di fare fotografie all'interno del Tempio Malatestiano: in tutta la mia vita ogni volta che vi metto piede fotografo l'inverosimile, senza che alcuno mi abbia mai fatto notare nulla. Se l'argomento è ancora di un qualche interesse, la prossima volta che mi ci troverò - un appuntamento settimanale il mio - posso provare a fotografare le strane sigle oggetto della discussione. Delle quali al momento ricordo distintamente solo quella sul piedritto destro della Cappella dei Giochi Infantili.

Generalmente sono abbastanza refrattario a teorie che non siano supportate da tesi valide, e alla discussione porto un elemento in più: considerando nel particolare lo stemma inquartato che contiene le strane sigle nella Cappella dei Giochi Infantili, non vi siete accorti che lo scudo a tacca è completamente fuori asse, allungato, quasi a perdere la sua originale struttura - di scudi a tacca il Tempio Malatestiano abbonda - come se fosse stato fatto da mani incapaci di comprendere l'originale e corretta forma?

Una mia personale ipotesi è che sia stato rifatto in un tempo molto recente, anche in considerazione del fatto che il Tempio Malatestiano venne pesantemente bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale. Sicuramente un errore grossolano del genere non potrebbe essere ascritto alle maestranze quattrocentesche.

Concludo con una nota di araldica: il fatto che all'interno del Tempio siano presenti sia bande (da sinistra in alto a destra in basso) che sbarre (da destra in alto a sinistra in basso) scaccate è indicativo solo della mutevolezza dell'araldica malatestiana. Estrema mutevolezza vorrei quasi aggiungere. Sicuramente la percentuale di bande è di molto superiore a quella delle sbarre, ma anche altrove noi ritroviamo le sbarre utilizzate in vece delle bande, in altri luoghi e da altri Malatesta, ad indicare un uso che, seppur più contenuto, merita comunque di essere preso in considerazione.

un saluto
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Ily
Visitatore

2 Posts

Posted - 14/03/2015 :  13:20:54  Show Profile  Reply with Quote
Vorrei richiamare la vostra attenzione sull'uso delle pietre nel portale esterno: porfido rosso e porfido verde antico (in alcuni casi sostituito con la serpentinite).
Si tratta di due pietre che compaiono molto spesso insieme per il loro evidente significato simbolico:
- potere temporale (sopratutto imperiale) il porfido rosso;
- potere spirituale della Chiesa il porfido verde.
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Tromolone
Ospite

Italy
49 Posts

Posted - 01/09/2015 :  11:52:25  Show Profile  Reply with Quote
C'è però da dire che i colori principali dei Malatesta, sono proprio il verde e il rosso.. la Biblioteca Malatestiana di Cesena è un esempio di utilizzo di materiali atti ad ottenere il binomio di questi colori in chiave prettamente araldica..
Non possiamo però avere la conferma che vi fosse solo questa necessità alla base dell'utilizzo di quei materiali nel Tempio di Sigismondo, perciò "tutto può essere".

Volevo comunque dire che alla fine gli studi in riferimento al tema delle SI contrarie è convogliato in un articolo su "Studi Romagnoli" del 2013, è possibile trovarlo qui:
https://www.academia.edu/5987129/Simbologie_inedite_dal_Tempio_Malatestiano_di_Rimini

Grazie a tutti per gli apporti e per la "pazienza", visto che di tanto in tanto ho sproloquiato abbastanza..
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