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 Antichi marchi sulle spade
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maurider64@gmail.com
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Posted - 17/03/2010 :  22:23:46  Show Profile  Reply with Quote
Stò studiando gli antichi marchi sulle spade.
In particolare Il lupo di Passau e l'Unicorno.
Un libro, in italiano, inglese o tedesco che tratti l'argomento
come principale, sarebbe il mio obbiettivo.
Qualsiasi informazione, ritenete potrebbe essere
utile, è benvenuta.

maurider64@gmail.com
Nuovo Abitante

Italy
198 Posts

Posted - 21/03/2010 :  03:51:05  Show Profile  Reply with Quote
German Swords and Sword Makers: Edged Weapon Makers from the 14th to the 20th Centuries
by Richard H. Bezdek ho acquistato questo libro.
Il passo successivo per me, è riuscire a sapere, se a Brescia o Milano esistono documenti antichi 1400-1470 che parlano degli antichi spadari Bresciani, può darsi che trovo quello che cerco riguardo ai marchi, per esempio, gli incidevano prima di temprare le lame o dopo? Ed altre cose che non sto qui ad annoiarvi nel dirle.
Ho notato che alcuni di Voi hanno una particolare predilezione per questi libri antichi. Per me sarebbe molto importante, mi farei volentieri il viaggio, per leggerli.
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maurider64@gmail.com
Nuovo Abitante

Italy
198 Posts

Posted - 21/03/2010 :  03:57:34  Show Profile  Reply with Quote
un altra cosa che ho dimenticato.
gli elmi a muso di cane, sono tipicamente italiani? Qualcuno sa, il più antico a che epoca risale? Poteva un tedesco riprodurre il marchio di quel tipo di elmo su una sua spada nel 1400-1450? Se non sbaglio il Boccia nelle armature di S. Maria del Curtatone in Mantova li data proprio dal 1450 in poi. Ma alcuni potrebbero essere precedenti, quindi l'amico tedesco poteva saperlo...

Edited by - maurider64@gmail.com on 21/03/2010 13:26:03
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Jeeezuz
Amministratore

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Posted - 21/03/2010 :  14:15:11  Show Profile  Reply with Quote
Allora, i "musi di cane" (se intendi i bacinetti con visiera a "cono") sono tipicamente molto italiani (nord italia per la precisione); si trovano spesso anche in miniature francesi. "Tipicamente" non vuol dire però "esclusivamente", quindi potrebbero essere anche "tipicamente tedeschi", ma in Germania era forse più comune il bacinetto con klappvisier, cioè un bacinetto con la visiera incernierata sulla fronte anziché sulle tempie e di forma molto più tondeggiante e schiacciata.
Il periodo "clou" del bacinetto "a muso di cane", a "museruola" o a "muso di porco" dovrebbe essere più o meno 1360-1420 con l'ovvio margine di incertezza dovuto alla mia ignoranza e alla diversa diffusione in Europa.
Milano esportava molte armature, soprattutto nel pieno XV secolo, anche in Germania. Ritrovare in Germania lo stesso marchio sia su una spada che su un elmo di uno stesso individuo mi pare plausibilissimo, però non so se chi fabbricava le armature allo stesso tempo fabbricasse anche le spade. Le arti erano suddivise severamente quindi non ci metterei la mano sul fuoco.
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maurider64@gmail.com
Nuovo Abitante

Italy
198 Posts

Posted - 22/03/2010 :  00:23:13  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Jeeezuz

.
Milano esportava molte armature, soprattutto nel pieno XV secolo, anche in Germania. Ritrovare in Germania lo stesso marchio sia su una spada che su un elmo di uno stesso individuo mi pare plausibilissimo, però non so se chi fabbricava le armature allo stesso tempo fabbricasse anche le spade. Le arti erano suddivise severamente quindi non ci metterei la mano sul fuoco.


innanzitutto grazie.
Una precisazione: il marchio a muso di cane lo trovo solo sulla spada, niente armatura. Il fatto è che essa è attribuita ai tedeschi di Passau del sud della Germania.
Da informazioni che devo verificare, un marchio molto simile si trova su una spada detta la "spada crocefissa" italianissima. Pare che un autore un certo Paolo Pinti ne parli. Sto cercando contatti con lui, attualmente di questa spada non so nulla. Appare quindi chiaro che le cose se fossero vere metterebbero un serio dubbio l'attribuzione tedesca della spada di cui mi sto occupando.
Un altra cosa, più che altro un consiglio. Non mi è mai capitato di cercare su antichi scritti, devo fare domanda di consultazione a chi?
Una biblioteca a Brescia? Qualche organismo che si occupa di catalogazioni antiche? La lingua che devo aspettarmi di leggere, è quella del Flos, più o meno? o latino?

Edited by - maurider64@gmail.com on 22/03/2010 01:44:16
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Jeeezuz
Amministratore

1092 Posts

Posted - 22/03/2010 :  01:16:08  Show Profile  Reply with Quote
calma, non credo di aver capito bene.
Il "marchio a muso di cane" che è?
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maurider64@gmail.com
Nuovo Abitante

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198 Posts

Posted - 22/03/2010 :  01:46:49  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Jeeezuz

calma, non credo di aver capito bene.
Il "marchio a muso di cane" che è?


un marchio inciso sulla spada che raffigura un bacinetto a muso di cane.
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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 22/03/2010 :  08:39:55  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by maurider64@gmail.com
[br Non mi è mai capitato di cercare su antichi scritti, devo fare domanda di consultazione a chi?
Una biblioteca a Brescia? Qualche organismo che si occupa di catalogazioni antiche? La lingua che devo aspettarmi di leggere, è quella del Flos, più o meno? o latino?




innanzi tutto archivio di stato; occorre cercare nel capoluogo attuale a cui faceva capo l'area all'epoca.
Sino all'Adda quindi andrei a Venezia. Poi si tratterebbe di scartabellare i vari fondi, in genere occorre chiedere prima un appuntamento o per lo meno avere idea di cosa cercare e farsi indirizzare dagli archivisti stessi.
Esistono però anche un sacco di pergamene già edite, non necessariamente in edizione critica a volte solo trascritte e pubblicate, quindi esaminerei prima questo tipo di raccolte. Qui cedo la parola a Scripta, perché non ho presente il panorama effettivo dell'epoca, e quali opere cercare; questo tipo di edizioni si trovano in genere nelle grosse biblioteche universitarie facenti capo ai Dipartimenti di Storia, in questo caso per scovarli conviene utilizzare direttamente Azalai.
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maurider64@gmail.com
Nuovo Abitante

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198 Posts

Posted - 22/03/2010 :  19:02:45  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by carla
occorre cercare nel capoluogo attuale a cui faceva capo l'area all'epoca.Sino all'Adda quindi andrei a Venezia.


Brescia era sotto influenza veneziana nel XV secolo. Sicuramente meglio Venezia che Milano.
Brescia è sempre vissuta all'ombra di Milano, a torto secondo me. E' più facile che a Milano si trovino trascritti i vari Misaglia e company, piuttosto che "fabri" bresciani, anche se grandi quantità di armi arrivavano dalla Val Trombia.
Marketing lombardo - pragmatismo veneto.
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ScriptaVana
Amministratore

3076 Posts

Posted - 23/03/2010 :  08:43:08  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by carla
innanzi tutto archivio di stato; occorre cercare nel capoluogo attuale a cui faceva capo l'area all'epoca.
Sino all'Adda quindi andrei a Venezia.


quote:
Originally posted by maurider64@gmail.com
Brescia era sotto influenza veneziana nel XV secolo. Sicuramente meglio Venezia che Milano.



Non è del tutto esatto, poiché la concentrazione dei fondi e la istituzione degli Archivi si verifica in periodo pre e post unitario, non rispettando pertanto una ripartizione secondo criteri strettamente geopolitici: buona parte della documentazione di istituzioni in territorio bresciano si trova conservata presso l’Archivio di Milano.

In ogni caso conviene consultare la Guida generale agli Archivi di Stato: fornisce una panoramica dei fondi conservati in ogni singolo Archivio
http://www.maas.ccr.it/h3/h3.exe/aguida/findex_guida


Alternativamente, quasi ogni Archivio di Stato dispone di un proprio sito che rende possibile la consultazione dei fondi conservati, ad esempio
http://www.archiviodistatomilano.it/
http://www.archiviodistatovenezia.it/


per Brescia il collegamento non è attivo

Per quanto concerne le possibilità di esito in ricerche archivistiche si può essere abbastanza pessimisti, se l’intenzione è puramente l’individuazione della forma grafica del marchio nella documentazione.

Procedendo per ipotesi.
Documenti che riportino i disegni dei marchi potrebbero essere le matricole delle Arti, questo per suggestione dalle matricole notarili che necessariamente, con il nome proprio, della famiglia, il patronimico e la cronologia della iscrizione, riportano anche il signum del notaio.
Non v’ha garanzia che ciò si verifichi anche per altre Arti; in ogni caso, l’unica documentazione specifica per spadai / armorai si trova in

Archivio di Stato di Bologna
Fabbri spadai

http://patrimonio.archiviodistatobologna.it/asbo-xdams/scheda.jsp?noImg.x=1&db=asboAnagrafe&hierStatus=&openDoc=553&toElement=6&qrId=3se052b7861c01d0&pageToShow=1


Archivio di Stato di Firenze
Corazzai e spadai

http://www.archiviodistato.firenze.it/nuovosito/index.php?id=223&no_cache=1&sword_list[]=corazzai&sword_list[]=spadai


Un percorso alternativo è l’individuazione dei nomi di spadai/armorai e sulla base di questi procedere alla ricerca nei fondi archivistici (il che implica una conoscenza linguistica di base di latino e di volgare coevo, oltre ad un minimo allenamento paleografico, ma più grafologico per il secolo XV).

Tuttavia, anche presupponendo buona fortuna e cospicui tempi di ricerca, i documenti rintracciabili improbabilmente riporterebbero graficamente quanto ricercato, piuttosto si potrebbe trovare una descrizione verbale nel caso di inventari particolarmente accurati.
Sì è a livello di mera speranza.

Altra possibilità, sempre sul piano archivistico, è ricorrere ai fondi editi, ad esempio sono parzialmente pubblicati online i registri delle missive sforzesche

La memoria degli Sforza
http://www.lombardiabeniculturali.it/missive/


Dalla pagina di ricerca, provare ad inserire alcune combinazioni
http://www.lombardiabeniculturali.it/missive/ricerca/


Sul piano bibliografico segnalo

FRANGIONI LUCIANA, Aspetti della produzione delle armi milanesi nel XV secolo, in Milano nell’età di Ludovico il Moro. Atti del convegno internazionale 28 febbraio-4 marzo 1983, Milano 1983 (Comune di Milano, Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana), pp. 195- 200

E più specifico

ROSSI FRANCESCO, Armi e armaioli bresciani del '400, Ateneo di Brescia, Brescia 1971 e 1972

Non conoscendo direttamente questi testi, l’indicazione vale semplicemente come suggerimento di ricerca; particolarmente sarebbe bene sfruttare bibliografia e note in calce per individuare altre risorse di letteratura e documentarie.

Ancora, varrebbe la pena di consultare gli indici delle annate de

Archivio Storico Lombardo (dal 1916)
http://www.istitutodatini.it/biblio/riviste/a-c/asl16.htm


Archivio Storico Italiano (dal 1842)
http://www.istitutodatini.it/biblio/riviste/a-c/asi1.htm


Mi scuso di non poter provvedere direttamente, ma essendo privo di un computer “casalingo” devo affidarmi a prestiti, o al luogo di lavoro. Il che non lice.

Nel caso la ricerca bibliografica suggerita avesse frutto, e se fosse difficoltoso reperire direttamente testi o articoli, credo che Carla ed io potremo attivarci per venirti in aiuto.

BV
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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 23/03/2010 :  09:01:09  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by maurider64@gmail.com

Brescia era sotto influenza veneziana nel XV secolo. Sicuramente meglio Venezia che Milano.
Brescia è sempre vissuta all'ombra di Milano, a torto secondo me. E' più facile che a Milano si trovino trascritti i vari Misaglia e company, piuttosto che "fabri" bresciani, anche se grandi quantità di armi arrivavano dalla Val Trombia.
Marketing lombardo - pragmatismo veneto.



...non esattamente... Brescia era nostra decisamente, non si tratta di "influenza"; così come Bergamo e le sue valli, che addirittura "passarono" sotto il dominio della Serenissima per sfuggire al giogo dei Milanesi.

In epoca viscontea abbiamo tracce documentarie soprattutto a livello locale (tipo gli statuti bergamaschi; la distruzione degli archivi milanesi ante Sforza da queto punto di vista limita le possibilità a livello di ducato), cito come riferimento Mainoni – Economia e politica nella Lombardia medievale, Gribaudo, 1994, che però tratta soprattutto l’area bergamasca; inizialmente si ha una gestione del mercato del ferro come dazi appalatati a scala locale, e applicati sia alla produzione delle valli bergamasche che a quella trumplina.
Tra 1353 e 1368, quindi sotto giovanni Visconti, la gestione cambia, e viene istituita la ferrareza domini, con fondaci in cui confluisce tuta la produzione sia di ferro grezzo che di semilavorati o prodotti finiti. Offiziales ed amministratores, praticamente alle dipendenza del Visconti, gestivano i singoli fondaci, instaurando un regime di monopolio del ferro, in cui lo stesso Visconti era imprenditore, in quella tipica confusione fra pubblico e privato che caratterizza i regimi del periodo. In pratica il ferro era venduto allo stato e acquistato presso lo stato.
Questo si traduce in un danno economico per le valli produttrici, analogo a quello che si ha per la gestione del reparto tessile. Il risultato finale della politica economica viscontea sarà quindi la rivolta delle valli bergamasche negli anni ’60 del Trecento, legata al tessile, e più in generale la dedizione a Venezia di ampie parti del territorio visconteo. Brescia è persa nel 1426, e prima del ’30 anche Bergamo la segue.
Questo ha come ripercussione la carenza di ferro e acciaio nei fondaci, e quindi la necessità di trovare il modo di rifornirsi del metallo: Filippo Maria Visconti abolirà la ferrareza, ritrasformando il tutto in un dazio appaltato su tutto il dominio.
Da quel momento, il ferro trumplino è sotto la nostra giurisdizione; si può cercare, però, a scala locale, le edizioni dei vari statuti delle comunità di valle etc., che probabilmente esistono anche nel bresciano come nella bergamasca (la pubblicazione degli statuti locali ha avuto forte incremento negli ultimi decenni sull’onda dell’interesse per le identità locali), dove in genere si trovano capitoli dedicati anche alla gestione della siderurgia.


...San Marco!
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maurider64@gmail.com
Nuovo Abitante

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Posted - 24/03/2010 :  00:13:25  Show Profile  Reply with Quote
ScriptaVana, Carla.
Un enorme grazie. E' molto più di quanto potessi mai sperare. La vostra preparazione è sorprendente.

Sono d'accordo che è davvero difficile che si può trovare il disegno dei marchi, ma come prove punto ad aspetti che possono sembrare secondari ma che dimostrerebbero invece la incisione italiana. I tedeschi avevano procedure accertate sulla incisione dei marchi, devo dire che il controllo qualità da loro esisteva e funzionava perfettamente, sto cercando le procedure bresciane, attualmente non ne so molto.
Se le mie ricerche avranno un qualche risultato positivo, la vostra disponibilità in un aiuto è e sarà, molto apprezzata.
Mi metto al lavoro, sarà lungo, ma sono testardo come un mulo...

Posto sotto un altro marchio riportato sempre sulla stessa spada ce ne sono 4. Questo è sicuramente un simbolo religioso, molto probabilmente in uso nel sud della Germania, precisamente Passau, li il vescovo era anche il proprietario delle botteghe, Solingen invece usava solo il lupo, non associava simboli religiosi. Ma questo simbolo è probabile che sia raffigurato da qualche parte anche da noi. Le mie ipotesi sono 3 esso può:
Raffigurare la fonte battesimale.
Raffigurare il calice della comunione.
Raffigurare il vescovo con le braccia alzate.
Oppure semplicemente qualcosa a cui non ho pensato.



Normalmente la lettura dei marchi nelle spade va fatta sempre da destra verso sinistra tenendo la lama con la destra, indicazioni diverse, vedi la spada di S.Maurizio, indicano che le trascrizioni erano rivolte da un lato al proprietario della spada e dall'altro lato al nemico.
Sinceramente, vi saluto.
Maurizio

Edited by - maurider64@gmail.com on 24/03/2010 00:36:23
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Sir De Ricci
Abitante

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Posted - 16/11/2017 :  13:03:00  Show Profile  Visit Sir De Ricci's Homepage  Reply with Quote
Ahhhhh che bello ritornare dopo moltissimi mesi, se non anni, a rileggermi i vari argomenti! :D

cooomunque risalve!
leggendo posso dare un contributo alla discussione invitandovi a leggere il raro volume "CAINO" di Roberto Gotti
http://www.ilcerchio.it/caino.html

infatti all'interno si trova (a mio avviso) la più completa ricerca oplologica riguardo le lame dei poli produttivi Bresciani del XIV/XV/XVI/XVII e parte del XVIII secolo. dove oltre che allo studio di fonti archivistiche sulla parte commerciale, è presente un vasto studio metallurgico eseguito in collaborazione con l'università di Brescia.

MAURIZIO
quote:
se a Brescia o Milano esistono documenti antichi 1400-1470 che parlano degli antichi spadari Bresciani, può darsi che trovo quello che cerco riguardo ai marchi, per esempio, gli incidevano prima di temprare le lame o dopo?


la risposta è: Si il marchio avveniva prima della Tempra (almeno per le Spade Bresciane) poichè con l'analisi al microscopio è emerso che il solco lasciato veniva battuto quando la lama era ancora rovente, a fine della forgiatura, gli strati superficiali infatti sono stati sottoposti alla tempra e alle varie smerigliature.

CARLA
quote:
quote:
Originally posted by maurider64@gmail.com

Brescia era sotto influenza veneziana nel XV secolo. Sicuramente meglio Venezia che Milano.
Brescia è sempre vissuta all'ombra di Milano, a torto secondo me. E' più facile che a Milano si trovino trascritti i vari Misaglia e company, piuttosto che "fabri" bresciani, anche se grandi quantità di armi arrivavano dalla Val Trombia.
Marketing lombardo - pragmatismo veneto.


...non esattamente... Brescia era nostra decisamente, non si tratta di "influenza"; così come Bergamo e le sue valli, che addirittura "passarono" sotto il dominio della Serenissima per sfuggire al giogo dei Milanesi.


Brescia a prescindere dall'appartenenza al Ducato o alla Repubblica era produttore sotto contratto, cioè stipulava accordi di fornitura con chiunque. ovviamente dopo il 1426 (passaggio sotto la Repubblica Serenissima) la stra grande maggioranza delle produzioni era riservata alla stessa, ma i vari resoconti ricavati dall'archivio di stato di Brescia provano un costante rapporto commerciale con il ducato di Milano e molti altri comuni Italiani ed Esteri!
un aneddoto curioso è la vicenda in un armaiolo Bresciano (non ricordo il nome ora) è stato scoperto dalle guardie mentre stava uscendo dai confini Serenissimi con varie lame, desinate a Milano, ma fra queste comparivano alcune lame per spade a 2 mani. subito viene arrestato e multato, perchè era vietatissimo esportare lame di spade a 2 mani, essendo queste "armi troppo importanti e preziose per essere vendute a chiunque".

detto ciò, nello stesso libro è presente un capitolo intero riguardante tutti i punzoni conosciuti del distretto Bresciano, con catalogazione che riporta alla fonte produttrice (le varie famiglie/imprese di forgiatura), infatti grazie a questa ricerca tantissime lame che erano state catalogate come prodotti milanesi, da un certo Caino, forgiatore di Via delle Lame di Milano sono state tutte smentite a favore appunto della reale appartenenza produttiva: la Serenssima città di Brescia.

vi saluto


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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 20/11/2017 :  12:34:35  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Sir De Ricci

Brescia a prescindere dall'appartenenza al Ducato o alla Repubblica era produttore sotto contratto, cioè stipulava accordi di fornitura con chiunque.




...ovvio. Solo i Visconti si pensavano di poter monopolizzare tutte le produzioni strategiche dei territori sottomessi; la Serenissima aveva vedute più larghe, e i risultati all'epoca le davano ragione.
Mi riferivo solo all'appartenenza politica, dire che una parte di territorio è sotto l'influenza dello stato di cui fa parte, è per lo meno buffo (come dire oggi che "Brescia è sotto l'influenza italiana", il che non è, come dato oggettivo e a monte di qualsiasi valutazione di merito).
Poi, per quanto riguarda le questioni commerciali, era libera di vendere anche attrezzi di importanza strategica come le armi a chi voleva (o per lo meno, una parte di esse).

Bentornato, e grazie per la segnalazione... mi era sfuggito, e nemmeno ho mai sentito nominare in valle una specifica produzione di lame a Caino... vedi tu quanto scarso interesse si riserva alla storia delle armi bianche!
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Sir De Ricci
Abitante

Italy
850 Posts

Posted - 20/11/2017 :  16:13:17  Show Profile  Visit Sir De Ricci's Homepage  Reply with Quote
quote:
Bentornato, e grazie per la segnalazione... mi era sfuggito, e nemmeno ho mai sentito nominare in valle una specifica produzione di lame a Caino... vedi tu quanto scarso interesse si riserva alla storia delle armi bianche!


grazie Carla! mi sento un pò il figliol Prodigo, ma devo dire che alla fine della fiera si sta meglio in VM!mi sento a Casa!!

comunque, sappi che il tuo @Micheleilfrer ha una copia di "CAINO" che gli ho prestato (e mai più reso ) proprio per aggiornarti del mondo di ricerca eseguito sulla Spaderia Bresciana con tutto ciò che ruota intorno.

fra la fine del medioevo e tutto il Rinascimento l'area di CAINO e NAVE (per chi non lo sapesse sono 2 paesi pedemontani a nord della città di Brescia, sulla strada che connette la Valtrompia con la città) è interessata con il fenomeno della spaderia in maniera particolare, tanto appunto da comparire sulle cartine geografiche del 1400/500 come punti importanti per la produzione di armi.

tanto per discutere, l'esercito del Frundsberg bada bene di passare nel nord-bresciano per saccheggiare armi passando per Caino e Nave (sapeva che erano importanti distretti produttivi).

come già dicevo per anni viene viene dimenticata l'esistenza di così importanti distretti per via dell'improvviso tracollo e disastro dovuto a 2 importanti inondazioni della metà del 1600, che distrugge completamente tutti i Folli senza lasciar via di ripresa. tutt'oggi molte forge sono ancora sommerse dallo strato alluvionale; altre fortunatamente no.

da Bergamasca quale sei, sarai felice di sapere che un certo Johannes Zucchini parte da Gromo (altro importante distretto) per arrivare a NAVE e CAINO, dove produrrà lame per qualche decennio, fra le più pregiate che si conoscano.

quindi Si, quanto non sapevi TU dell'esistenza di questi distretti, immagina la massa (e con massa intendo anche qualche curatore museale che dovrebbe perlomeno approfondire determinati argomenti) che attribuiva le lame di CAINO al tanto famoso, quanto inesistente, PIETRO CAINO di MILANO produttore delle pregiate lame.

ti prego di avvisare Michele di farti avere il Volume, perchè oltre che a tutto l'aggiornamento storiografico vi sono interi capitoli delle analisi metallurgiche su lame originali! dove avrai il piacere di scoprire che gli antichi maestri spadai con la loro magia alchemica, hanno ottenuto risultati tecnici FUORI DI TESTA con tempre ASSURDAMENTE PERFETTE! te ne stupirai
e con ansia attenderò un tuo riscontro in merito

Edited by - Sir De Ricci on 20/11/2017 16:15:40
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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 21/11/2017 :  08:48:32  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Sir De Ricci


comunque, sappi che il tuo @Micheleilfrer ha una copia di "CAINO" che gli ho prestato (e mai più reso ) proprio per aggiornarti del mondo di ricerca eseguito sulla Spaderia Bresciana con tutto ciò che ruota intorno.


... il bastardo... non ne sapevo nulla (probabilmente nemmeno lui...)
(fine inciso personale)

Sapevo del Frundsberg (off topic, siamo in Età moderna), ma i testi che ho dicono solo che è sceso per di là per le armi "bresciane" senza specificare i centri produttivi (fine secondo inciso).

quote:
Originally posted by Sir De Ricci


come già dicevo per anni viene dimenticata l'esistenza di così importanti distretti per via dell'improvviso tracollo e disastro dovuto a 2 importanti inondazioni della metà del 1600, che distrugge completamente tutti i Folli senza lasciar via di ripresa. tutt'oggi molte forge sono ancora sommerse dallo strato alluvionale; altre fortunatamente no.


Anche questo è un dato interessante e off topic: in quel torno di tempo, a quanto pare, sono molto diffuse le alluvioni o fenomeni di dissesto che travolgono attività produttive lungo le aste fluviali. Probabilmente a raccattare tutti i dati viene fuori un quadro dettagliato del deterioramento climatico del periodo.

quote:
Originally posted by Sir De Ricci


da Bergamasca quale sei, sarai felice di sapere che un certo Johannes Zucchini parte da Gromo (altro importante distretto) per arrivare a NAVE e CAINO, dove produrrà lame per qualche decennio, fra le più pregiate che si conoscano.


...Così bergamasca che da Nave e Caino ci passavo sempre da piccola per andare a trovare i nonni a Odolo... (fine terzo inciso)


quote:
Originally posted by Sir De Ricci


oltre che a tutto l'aggiornamento storiografico vi sono interi capitoli delle analisi metallurgiche su lame originali! dove avrai il piacere di scoprire che gli antichi maestri spadai con la loro magia alchemica, hanno ottenuto risultati tecnici FUORI DI TESTA con tempre ASSURDAMENTE PERFETTE! te ne stupirai
e con ansia attenderò un tuo riscontro in merito



...slurp...!
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