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 L'esercito del duca (di M.N. Covini): ZUPONI (termine da indagare)
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Alberto82
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Posted - 30/04/2010 :  07:43:23  Show Profile  Reply with Quote
salve,
ultimamente sto leggendo "l'esercito del duca- organizzazione militare e istituzioni al tempo degli Sforza 1450-1480" di Maria Nadia Covini.
A pag.49 si parla di come lo Sforza abbia "rabbonito" i capi dei ribelli contadini piacentini nel 1462.
Cito testualmente "e il detto duca gli accarezzò con buona cera, et li vestì tutti ala divisa, di zumare et le calze et zuponi, onde se ne vennero tutti a casa alegri et contenti"...
Quello che capisco é che lo Sforza abbia donato loro sia divise (giornee con stemma?) che imbottito le loro calzabraghe e donato gambeson/ zuppe d'arme...
Queste ultimr protezioni non erano molto utilizzate sia x il periodo che x l'area descritta (controllando fonti iconografiche e non)...quindi...cosa mi dite?
Grazie e cordiali saluti

enionline
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Posted - 30/04/2010 :  08:10:55  Show Profile  Visit enionline's Homepage  Click to see enionline's MSN Messenger address  Reply with Quote
Gli ZUPONI non sono i GAMBESON, sono paragonabili ad una sopravveste da lavoro.
Non gli ha donato una DIVISA ma li ha vestiti A DIVISA ovvero con i colori del DUCA (di solito queste sono di colorazione sforzesca).
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Giorgio
Ospite

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28 Posts

Posted - 30/04/2010 :  08:49:10  Show Profile  Visit Giorgio's Homepage  Click to see Giorgio's MSN Messenger address  Reply with Quote
sono d' accordo per il discorso "vestiti a divisa" ma non sono completamente d' accordo sul significato dello ZUPON che penso si riferisca piu al farsetto che a un tipo di sopravveste.
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Giorgio
Ospite

Italy
28 Posts

Posted - 30/04/2010 :  09:54:13  Show Profile  Visit Giorgio's Homepage  Click to see Giorgio's MSN Messenger address  Reply with Quote
se ben ricordo, la zimara o zimarra dovrebbe essere un tipo di sopravveste maschile che alcuni ricollegano alla giornea, altri la descrivono come una sopravveste più ricca e dotata di maniche, comunque sempre di tipo maschile. Al momento le uniche fonti che mi vengono in mente sono definizioni del dizionario della Crusca, quindi mi riservo di controllare su testi un po' più specifici.
Nel caso si trattasse effettivamente di questo tipo di indumento, in sostanza il duca li veste da capo a piedi, sicuramente con i colori ducali. Ecco perchè "se ne vennero tutti a casa alegri et contenti"
Escluderei però il discorso gambeson e similia. Altrettanto escludo il discorso di "imbottire le calzabraghe", pratica non confermata e, nel caso fosse effettivamente praticata, da ricollegare a mio avviso al solito fatto modaiolo di plasmare il proprio aspetto mediante imbottiture strategiche all'interno dei capi di vestiario, un po'come coi farsetti. Non credo che il duca si sia preoccupato di donare dei nuovi polpacci in bambagia a questa gente, ma qui siamo nel campo delle supposizioni...

Edited by - Giorgio on 30/04/2010 10:02:25
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Alberto82
Ospite

28 Posts

Posted - 30/04/2010 :  10:36:51  Show Profile  Reply with Quote
in effetti mi pareva un pò strano tutto ciò..sono d'accordo sia sul fatto che vestendoli a divisa..il duce donò delle sopravvesti e calze con i colori degli Sforza...
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Bartolo
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Posted - 30/04/2010 :  18:14:04  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
quote:
Originally posted by enionline

Gli ZUPONI non sono i GAMBESON, sono paragonabili ad una sopravveste da lavoro.



Prego postare le fonti, grazie

Quelle in mio possesso (Pisetzky, Tosi Brandi, Delucca) danno ragione a Giorgio: i termini zipone/zupone/zubone/zepone, zupa/zuppa/giuppa, zuparello/giuparello/giubberello alludono TUTTI al farsetto e NON a sopravvesti e simili.

Ad esempio, avverte in proposito R. L. Pisetzky [1]:

Che al farsetto corrisponda lo zupone, e che sia portato sotto le sopravvesti è certo, nonostante quel falso accrescitivo [ndr, zupone] che potrebbe far pensare a un ampio indumento esteriore [2]. Ne troveremo particolari notizie nel Varchi e in un inventario del Cinquecento; ma anche nel Quattrocento ne danno conferma, tra l'altro, due passi esplici al riguardo. Francesco Sforza lamenta infatti che il Colleoni, in fuga precipitosa dalla Repubblica Veneta, sia stato da lui accolto "in zupone" e si mostri poi dimentico del benefizio ricevuto abbandonando il suo servizio [3]. E similmente si descrive la misera condizione del Duca d'Urbino, spodestato da Cesare Borgia. Si direbbe che l'espressione sia proverbiale e stia a significare lo stato di chi è costretto a fuga improvvisa o ridotto all'indigenza, come ora si direbbe "ridotto in camicia". Anche nella descrizione di Lodovico da Campofregoso e dei fratelli Contarini, che abbiamo citato, o in quelle della salma del Colleoni, che si vedrà più avanti, lo zupone appare sotto [2] altri indumenti. Il termine, del resto, è rimasto nel dialetto milanese seguito da un diminutivo per la camiciola di maglia aderente alla pelle: gipponin ossia giubboncino. Negli inventari genovesi troviamo zuponi o giupponi di zetonino nero, di panno paonazzo o mischio, o di saia, e anche di fustagno[4].

[1] Cfr. R.L. PISETZKY, Storia del costume in Italia, Istituto Editoriale Italiano, Milano, 1964, Volume Secondo, p. 327;
[2] Il grassetto è di chi scrive;
[3] Cfr. nota: B. BELOTTI, La vita di Bartolomeo Colleoni, Bergamo s.a., p. 243;
[4] Cfr. nota: E. PANDIANI, Vita privata genovese nel Rinascimento, in "Atti della Società Ligure di Storia Patria", XLVII (1915), p. 143
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enionline
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Posted - 01/05/2010 :  17:36:53  Show Profile  Visit enionline's Homepage  Click to see enionline's MSN Messenger address  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Bartolo
Prego postare le fonti, grazie



MA non servono !!! non funziona così ?? io so tutto tu fidati ... oppure penso me l'abbia detto un amico leggendo novella 1485 o credo che l'ho letto da qualke parte ma non ricordo.

Cmq nel libro della tua concittadina si parla di una cassa dotale dove vi sono FARSETTI e ZUPONI ... perchè specificare i due nomi se sono la stessa cosa ?? Fammici riguardare (entro 10 anni) e vedo di darti anche la pagina.
Anche se come sai non concordo con molte "visioni" dell'autrice.
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Bartolo
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Posted - 01/05/2010 :  19:21:31  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
quote:
Originally posted by enionline
MA non servono !!! non funziona così ?? io so tutto tu fidati ... oppure penso me l'abbia detto un amico leggendo novella 1485 o credo che l'ho letto da qualke parte ma non ricordo.


Questa mi ha fatto sbligare: da inserire di corsa nella raccolta dell'Eu-pensiero!

quote:
Originally posted by enionline
Cmq nel libro della tua concittadina si parla di una cassa dotale dove vi sono FARSETTI e ZUPONI ... perchè specificare i due nomi se sono la stessa cosa ?? Fammici riguardare (entro 10 anni) e vedo di darti anche la pagina.
Anche se come sai non concordo con molte "visioni" dell'autrice.



Verifichiamo insieme, anche perchè sarebbe certamente una clamorosa contraddizione se davvero saltasse fuori quello che dici!

Il testo di T. BRANDI, Abbigliamento e società a Rimini nel XV secolo (Panozzo, Rimini, 2000) contiene un dizionarietto dei termini volgari più ricorrenti nei documenti relativi all'abbigliamento: consultando le voci zepone e zuparello (p. 141) il rimando è, in entrambi i casi, a farsetto; più indietro, a p. 76, si cita: "Sigismondo possedeva sontuosi farsetti (zeponi, zubba)".

La PISETZKY, da parte sua, come hai potuto leggere sopra, è talmente categorica da non lasciar scampo a diverse possibili interpretazioni.

Per scrupolo ho verificato anche in M. G. MUZZARELLI, Il guardaroba medievale. Vesti e società dal XIII al XVI secolo (Il Mulino, Bologna, 1999). Anche in questo testo, nel dizionario che chiude la pubblicazione, si legge alla voce zipparello "indumento maschile corto, analogo al farsetto" e vengono fornite tra parentesi le accezioni zupparello e zipone (p. 362)

O. DELUCCA conferma a più riprese quanto fin qui detto nella sua corposa opera sull'abitazione riminese (bibliografia e breve recensione in http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=581).
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enionline
Forum Admin

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1183 Posts

Posted - 02/05/2010 :  11:11:48  Show Profile  Visit enionline's Homepage  Click to see enionline's MSN Messenger address  Reply with Quote
Confermo quanto da te illustrato anche se mi rimane il dubbio sul fatto del perchè negli atti notarili lo stesso indumento sia indicato con nomi diversi (vedi Muzzarelli), cmq non trattasi di GAMBESON.
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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 02/05/2010 :  18:27:28  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
può darsi che i due termini siano sinonimi, oppure che indichino due oggetti della medesima categoria, con differenze minime ma sostanzialli per loro, che però a noi sfuggono. Esemplifico: metti che uno sia quello con bottoni e l'altro quello con lacccetti e per loro sia vitale questa distinzione, noi non ce lo sogneremmo mai, limitandoci al massimo a notare che quel capo poteva essere "allacciato O abbottonato".
E' il problema che si incontra con le fonti scritte, purtroppo, per cui esistono divergenze fra autori sull'interpretazione dei termini ed in alcuni casi dei risotti incredibili... motivo per cui curo di tenermene fuori finché possibile...

Cmq., non è più da "abbigliamento" che da biblioteca, il topic? magari così sfugge ad altri che potrebbero dare delucidazioni...
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Bartolo
Amministratore

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2920 Posts

Posted - 03/05/2010 :  08:03:47  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
quote:
Originally posted by carla
Cmq., non è più da "abbigliamento" che da biblioteca, il topic? magari così sfugge ad altri che potrebbero dare delucidazioni...



Giusta osservazione:

la presente discussione è stata trasferita dalla sezione LA NOSTRA BIBLIOTECA.
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medioivo
Visitatore

3 Posts

Posted - 20/09/2014 :  09:15:24  Show Profile  Reply with Quote
Sempre nell'ESERCITO DEL DUCA sono citati anche zupparelli di velluto (tessuto a mio avviso poco adatto ad un indumento esclusivamente protettivo come un gambeson) ed anche nel GLI SFORZA: LA CASATA NOBILIARE CHE RESSE IL DUCATO di Caterina Santoro si riporta una missiva con indicato zuppone de velluto cremexino
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Gabriele
Ospite

48 Posts

Posted - 19/09/2015 :  22:37:09  Show Profile  Visit Gabriele's Homepage  Reply with Quote
Se posso, vorrei intromettermi con un semplice ragionamento.

La Covini, testo citato da Alberto82, indica una riforma importante introdotta dal governo sforzesco: mettere in ordine la famiglia d'arme e la fanteria provisionata, donando, ad esempio a quest'ultima, giornee di panno divisate (e di velluto agli ufficiali in comando). La trasformazione viene indicata come prodigiosa, con una serie di "compagnie modello" da sfoggiare (e sto parafrasando il testo della Covini). EDIT: a dire il vero, nel 1462 Galeazzo Sforza non è ancora duca e non so quanto Francesco avesse possibilità economiche per mettere già in atto la riforma dell'esercito. Rivedendo alcuni appunti, sembra che ad aver speso molto per vestire l'organico di soldati provisionati dal Ducato sia stato Galeazzo, appunto, al quale va ascritto il sogno di trasformare la famiglia d'arme in un modello esemplare. Quindi l'esempio dei rivoltosi è precedente.

quote:
Cito testualmente "e il detto duca gli accarezzò con buona cera, et li vestì tutti ala divisa, di zumare et le calze et zuponi, onde se ne vennero tutti a casa alegri et contenti"...

Volendo rabbonare questi rivoltosi, è evidente che il duca li vesta del titolo di fanteria provisionata, "con tutti gli oneri ed onori derivanti" - e dico vestiti letteralmente, se prendiamo per buona la filosofia descritta da Muzzarelli (opera citata sopra).

Se a questo si aggiunge la lettura di "La novellaja mercenaria. Vita Militare, esercito e stato nella corrispondenza di commissari, principi e soldati del secolo XV", di Francesco Storti in Studi Storici 54(2013), si avrà testimonianza di un altro evento, del medesimo anno, ma di collocazione geografia ben diversa. Cito testuale:

quote:
Prego vostra magnificentia che vogliate domandare al signore una giornea de veluto ala divisa in dono et, quando el non la gli volesse donare, che'l gli la daghi per ogni modo et poi se retenga la valuta sopra le paghe sue

e pure che risponda subito!
Sta scrivendo a Cicco Simonetta tale Giovanni Bianchi (commissario militare) per conto di Mariano di Calabria, caposquadra, che si vuole far nominare cavaliere da Ferrante d'Aragona.

Data l'urgenza della richiesta, mi viene da pensare che sia molto l'abito a fare il monaco (e il testo più avanti lo conferma). Nella vita del povero Mariano, l'abito è l'unica cosa che lo distingue dalla sua condizione precedente, e alla fine la giornea arriva!

Con questo cosa voglio dire? Che fare un dono simile, cioè del minimo di dotazione divisata, ad un gruppetto di rivoltosi li rendebbe, a tutti gli effetti, agenti ducali agli occhi di chiunque altro. Da qui l'ambizione dei poveretti al bottino di tessuto!

Qualcuno mi segue in questo ragionamento? Io ci vedo astuzia e concludo dicendo che, a mio avviso, si tratta puramente di abiti non destinati ad uno specifico uso militare (i.e. farsetti da armare), ma di divisate di rappresentanza. Vogliamo osare "uniformi" per intenderci?

Già si è citata buona parte della letteratura di cui sono a conoscenza sul significato di "zupp-".
E sono pienamente d'accordo col ragionamento di Carla
quote:
può darsi che i due termini siano sinonimi, oppure che indichino due oggetti della medesima categoria, con differenze minime ma sostanzialli per loro, che però a noi sfuggono.

pur dicendo che, dovessi vestire oggi un uomo da capo a piedi per mandarlo a lavorare nella sicurezza privata, lo doterei di calzoni, camicia e giubbotto...

Edited by - Gabriele on 06/01/2016 11:02:01
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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 07/01/2016 :  09:35:43  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Concordo col ragionamento fatto sopra.
Rileggendo a distanza di qualche anno tutti gli interventi, mi è venuta la stessa idea: vesti con i colori ducali rappresentano un'ammissione nella cerchia ducale, quindi può essere una concessione ambita, tanto da far rientrare qualsiasi velleità di rivolta.
Ciò può essere in effetti indipendente dall'introduzione poi di una vera e propria divisa, con significato di rappresentanza, in ambito militare, ovvero essere un prodromo di tale successivo uso sistematico.
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Gabriele
Ospite

48 Posts

Posted - 23/11/2016 :  23:38:08  Show Profile  Visit Gabriele's Homepage  Reply with Quote
quote:
Il castellano supplica di assegnare del velluto per confezionare uno "zippone" per Cristoforo, suo "alevo" e uomo d'armi ducale, "nel tempo over pocho avanti venesse per castellano qua".

1462 marzo 1, Cremona, castello di Santa Croce, Bianchino da Palude, castellano di Cremona, a Francesco Sforza (Fondo Visconteo Sforzesco, Carteggio Interno)

Per quanto riguarda i carteggi relativi al castello di Cremona del quale ho conoscenza, gli zuponi o ziponi non sono più nominati, mentre per i provisionati e i compagni di guardia al castello si parla spesso di "gabani", intesi come capi invernali/pesanti.
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