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jarilanzoni
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Posted - 17/10/2009 :  10:36:59  Show Profile  Visit jarilanzoni's Homepage  Reply with Quote
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Originally posted by Jeeezuz

OT
ciao Jari, si' sono anche qua perche' su Flickr ho beccato Bartolo che mi ha suggerito di venire a discutere qua di alcuni dettagli. Sto cercando di mettere un po' in riga il mio gruppo per quanto riguarda la """filologicita'""" e soprattutto me stesso e qui vedo che c'e' gente molto esperta in materia che spesso si attiene ai miei stessi criteri di ricerca iconografica, anche se devo dire che il livello di accuratezza di alcuni mi sconforta. Soprattutto qui almeno NON si parla di quanto uno e' piu' o meno figo nel combattimento.
/OT



Già, intuisco a cosa ti riferisci.

In merito alla mia nota, mi ero sbagliato, si trattava di Ificrate che adottò un elemento interessante: "Introdusse anche un modello nuovo di corazza, sostituendo il lino* alle maglie e al bronzo. Con ciò rese il soldato più sciolto, perché lo alleggerì, pur facendo in modo che fosse nello stesso tempo difeso."

*stratificato e indurito in bagni di aceto e sale!
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Signo
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Posted - 18/10/2009 :  13:47:03  Show Profile  Reply with Quote
Linothorax ?
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jarilanzoni
Nuovo Abitante

226 Posts

Posted - 18/10/2009 :  23:36:54  Show Profile  Visit jarilanzoni's Homepage  Reply with Quote
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Originally posted by Signo

Linothorax ?



era un amico di Asterix...?
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Bartolo
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Posted - 19/10/2009 :  07:53:56  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
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Originally posted by jarilanzoni
In merito alla mia nota, mi ero sbagliato, si trattava di Ificrate che adottò un elemento interessante: "Introdusse anche un modello nuovo di corazza, sostituendo il lino* alle maglie e al bronzo. Con ciò rese il soldato più sciolto, perché lo alleggerì, pur facendo in modo che fosse nello stesso tempo difeso."

*stratificato e indurito in bagni di aceto e sale!



Prendere in causa "Ificrate" è già qualcosa, per quanto un po' troppo generico...
Domando a chi conosce questo interessantissimo passo: è possibile circostanziare meglio la citazione, indicando l'opera dalla quale è tratta, la datazione e possibilmente anche i riferimenti precisi per luogo di conservazione/collocazione degli eventuali manoscritti a noi pervenuti? In mancanza, la fonte "de relato" (opera antica o moderna che riporta la fonte in oggetto).

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jarilanzoni
Nuovo Abitante

226 Posts

Posted - 19/10/2009 :  09:13:06  Show Profile  Visit jarilanzoni's Homepage  Reply with Quote
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Originally posted by Bartolo

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Originally posted by jarilanzoni
In merito alla mia nota, mi ero sbagliato, si trattava di Ificrate che adottò un elemento interessante: "Introdusse anche un modello nuovo di corazza, sostituendo il lino* alle maglie e al bronzo. Con ciò rese il soldato più sciolto, perché lo alleggerì, pur facendo in modo che fosse nello stesso tempo difeso."

*stratificato e indurito in bagni di aceto e sale!



Prendere in causa "Ificrate" è già qualcosa, per quanto un po' troppo generico...
Domando a chi conosce questo interessantissimo passo: è possibile circostanziare meglio la citazione, indicando l'opera dalla quale è tratta, la datazione e possibilmente anche i riferimenti precisi per luogo di conservazione/collocazione degli eventuali manoscritti a noi pervenuti? In mancanza, la fonte "de relato" (opera antica o moderna che riporta la fonte in oggetto).



Sì, Cornelio Nepote (http://it.wikipedia.org/wiki/Cornelio_Nepote). I testo proviene da una delle edizioni del "Il De viris illustribus", fornisco poi i dati specifici questa sera ma è una vecchia edizione.
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Bartolo
Amministratore

Italy
2920 Posts

Posted - 15/10/2016 :  11:54:22  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Di seguito la traduzione dall'inglese di un testo proposto sul sito del Victoria & Albert Museum di Londra, a commento di un contenitore in cuoio originale del 1400-1500 c. (inv. 15-1891): http://collections.vam.ac.uk/pdf/O128018/comb-case-and-unknown/

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Davies sostiene che, in realtà, le molteplici tecniche di cuir bouilli non siano mai state effettivamente ben verificate.
Il cuir bouilli differisce da altri pellami strutturati in quanto, dopo il trattamento, esso è rigido (senza supporto) e resistente all'acqua e ciò è indice del fatto che la struttura della pelle è stata alterata per mezzo di una reazione chimica. Diversamente la pelle rimarrebbe flessibile, a meno che non sia rivestita di un mezzo di irrigidimento o montata su un materiale di supporto.
La studiosa suggerisce che il vero e proprio cuir bouilli era realizzato prendendo pelle conciata al vegetale e saturata con acqua, quindi riscaldata fino ad una certa temperatura appena prima che cominci a restringersi, rimuovendola dall'acqua calda e sagomandola immediatamente, se necessario cucendola mentre è ancora bagnata. In questo modo il legame molecolare della pelle è indebolito, ma non completamente rilasciato, consentendo che il riallineamento limitato della sua struttura molecolare avvenga in modo più controllato. In alternativa, se l'applicazione della fonte di calore è confinata alla solo superficie della pelle bagnata, allora è possibile che il ritiro avvenga esclusivamente nello strato esterno della pelle, producendo un effetto di indurimento superficiale e rinforzando la struttura.
Si ipotizza che tramite impreganti a base di oli, resine e cere, può essere possibile modellare la struttura della pelle a caldo, nonchè produrre una decorazione superficiale più dettagliata perché altrimenti questa decorazione verrebbe falsata dal fenomeno di ritiro, successivamente alla lavorazione.

Cfr. Conservation of Leather and related materials (ed. Marion Kite e Roy Thomson, 2006), 'Cuir Bouilli' - Capitolo 10 a cura di Laura Davies, pp. 94-102


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Bartolo
Amministratore

Italy
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Posted - 16/05/2017 :  18:54:33  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Nel contesto del pellame indurito le fonti scritte riportano il termie cuirbouilli (cuerbully), che significa cuoio bollito.
Il procedimento, ricostruito da J. Waterer (NOTA IN CALCE), prevedeva innanzitutto l'immersione della pelle in acqua fredda, poi il riscaldamento o essicazione di questa direttamente in una matrice, quindi la copertura con cera dopo l'asciugatura. Questo tipo di trattamento del pellame si pone in relazione con quanto praticato nel Medio Oriente.
[omissis] Il primo documento che attesta l'utilizzo del cuirbouilli è la Chanson d'Antioche, datata circa 1185 (Sumberg 1968; Ffoulkes 1912 [1967], p. 100).


NOTA - J.W. WATERER, Leather and the Warrior: An Account of the Importance of Leather to the Fighting Man from the Time of the Ancient Greeks to the Second World War, Northampton, 1981, pp. 18-19

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Quanto sopra è stato tradotto liberamente dal seguente articolo in polacco, con abstract in inglese:

A. MICHALAK, Czy w sredniowieczu na ziemiach polskich uzywano skórzanych pancerzy?, Arma et Medium Aevum. Studia nad uzbrojeniem sredniowiecznym, eds. P. Kucypera, P. Pudlo, G. Zabinski, Torun, pp. 53-73

Scaricabile da Academia.edu [sito attivo il 16/05/2017]: https://tinyurl.com/ksdfbv9
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