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Jorge da Burgos
Nuovo Abitante

213 Posts

Posted - 07/08/2007 :  13:50:19  Show Profile
Salve a tutti, torno tra voi dopo quasi un anno e di questo chiedo venia.
Le ferie estive risvegliano il calligrafo che tengo sopito quasi tutto l'anno,ed ecco quindi che inizio a macinare galle e cercare Vetriolo Verde in giro per Roma. Riprendo le penne d'oca che il mio fornitore fiorentino mi spedisce gia' temperate e cerco brani da riscrivere a mano.
In pratica pero' mi manca la cosa fondamentale,un supporto su cui scrivere.
Ho utilizzato in questi anni una carta simil-pergamena comprata in cartoleria, filologicamente pessima.
So gia' pero' che non sarei in grado di lavorare vera pergamena,un procedimento troppo complicato per un novellino come me.
Volendo quindi utilizzare normale carta,qual'e' quella migliore?
Mi piacerebbe una carta prodotta artigianalmente ma non so dove cercarla e nemmeno se ancora qualcuno la produce con gli stracci e colla di coniglio.
Voi cosa mi consigliate?
Un saluto ed un ringraziamento

Claudio

ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 07/08/2007 :  14:07:39  Show Profile
Bentornato.
Benone! Un altro copista.
Quasi quasi si potrebbe recuperare l’idea dello scriptorium virtuale (http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=135)

Il massimo sarebbe potersi rivolgere a qualche artigiano di Fabriano, o tentare l'autoproduzione.

Al di là delle imprese eroiche, puoi cercare la carta tipo "alcantara" solitamente si trova in esercizi commerciali per belle arti.
Nel caso avessi difficoltà o volessi visionare anticipatamente un campione fammi sapere che provvedo.

La pergamena si trova comunque in commercio: qui a Milano il costo oscilla intorno ai 18 euro per un foglio formato A3 circa (ed è una rapina, malgrado sia molto diminuito).
Vale sempre l'offerta di cui sopra.

Il limite della alcantara: è carta di straccio, ma di cotone (100%), il che pone un limite alla approssimazione con carte medievali.

Avvertenza d'uso: è possibile che l'inchiostro tenda a spandere, anche in ragione della maggiore o minore fluidità.
Si può ovviare semplicemente "lisciando" la superficie della carta con un oggetto liscio, tipo pestacarne, fondo di bottiglia e simili.

Ricordo che di carta e relative compatibilità cronologiche e di ambito d’uso si è parlato in
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=144

Nel caso tu volessi cimentarti direttamente con la lavorazione della penna d’oca ti ricordo
http://www.villaggiomedievale.com/scheda.asp?ID=106
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=511
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Jorge da Burgos
Nuovo Abitante

213 Posts

Posted - 07/08/2007 :  14:37:53  Show Profile
quote:
Originally posted by ScriptaVana

Bentornato.
Benone! Un altro copista.
Quasi quasi si potrebbe recuperare l’idea dello scriptorium virtuale (http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=135)


Ti ringrazio,purtroppo cio' che produco non e' ancora degno di essere visto da terzi,faccio tutto da autodidatta ed i risultati sono appena incoraggiati
quote:

Il massimo sarebbe potersi rivolgere a qualche artigiano di Fabriano, o tentare l'autoproduzione.

Al di là delle imprese eroiche, puoi cercare la carta tipo "alcantara" solitamente si trova in esercizi commerciali per belle arti.
Nel caso avessi difficoltà o volessi visionare anticipatamente un campione fammi sapere che provvedo.


Girando per la rete ho scoperto un'antica tradizione artigiana di carta prodotta a mano in quel di Amalfi,la ottengono con stracci di cotone per il 100%,non e' lino ma potrei chiudere un occhio, lei che ne pensa?
quote:

La pergamena si trova comunque in commercio: qui a Milano il costo oscilla intorno ai 18 euro per un foglio formato A3 circa (ed è una rapina, malgrado sia molto diminuito).
Vale sempre l'offerta di cui sopra.


Interessante,temo si tratti pero' di pergamena non adatta alla scrittura se non previo trattamento,giusto?
quote:

Ricordo che di carta e relative compatibilità cronologiche e di ambito d’uso si è parlato in
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=144


Sara' mia cura leggerlo con calma
Riguardo le penne d'oca purtroppo mi e' difficile reperirle dalla fonte,anche visitando qualche contadino dovrei accontentarmi di quelle cadute naturalmente,spesso schiacciate,visto che non oso chiedere il permesso di spennarle.
Mille grazie per i consigli
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 07/08/2007 :  16:01:28  Show Profile
quote:
Originally posted by Jorge da Burgos
lei che ne pensa?



La prego, non mi dia del lei: già son vanitoso di mio [FCDF Fate Conto Di Faccine].

Sulla carta: alcantara o di produzione Amalfitana non ha molta importanza essendo entrambe prodotte con stracci di cotone.

E' un difetto per la filologia ricostrutiva, ma dal punto di vista dell'esercizio di copista poco importa.

Sarebbe utile verificare se la produzione amalfitana riporta filigrana, purché questa non sia in forma di monogramma o peggio il nome della ditta per esteso.
A questo riguardo l'alcantara, in fogli di 100x70, riporta solo una piccola "A" nell'angolo in basso a destra.

Piuttosto può essere importante valutare la grana onde capire quale sia meno soggetta ad assorbire eccessivamente l'inchiostro con effetto "carta assorbente".

Sulla pergamena.
In linea di massima è trattata e pronta per la scrittura, particolarmente il lato vello, eventualmente previo uso di sandracca o gesso: se ne è parlato con MadonnaFrancesca in http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=502.

Il lato carne invece può richiedere un trattamento di pomiciatura (raschiatura con pietra pomice) o addirittura un assottigliamento con coltello da scarnitore, che è lavoro, lungo, ingrato e rischioso.
Tutto dipende dalla partita a disposizione del commerciante; nel caso avverto che la pergamena che si trova qui a Milano è piuttosto spessa, più adatta alla riproduzione di documenti che di pagine di codici soprattutto se si pensa ad una fascicolazione delle pagine e successiva legatura.
Se invece ci si limita a riprodurre i soli recto e verso della pagina manoscritta il problema non sussiste.

Sul fatto di riuscire a strappare una penna ad un’oca viva consiglierei prima di rivolgersi agli armigeri per farsi dotare di armatura completa: Carla sa tutto sulla formazione da combattimento a “V” di un branco di oche.

Quanto al timore di mostrare le proprie realizzazioni: da parte mia, e credo di parlare anche a nome di MadonnaFrancesca, non c’è intenzione di “massacrare” il prossimo.
Se dobbiamo sbellicarci dalle risate lo facciamo a parte … [FCDF].

Potrebbe essere utile anche per chi volesse avvicinarsi alla scrittura e avere un confronto con diverse esperienze e abilità.

BV
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Jorge da Burgos
Nuovo Abitante

213 Posts

Posted - 07/08/2007 :  16:27:57  Show Profile
Sono perfettamente d'accordo col darci del tu,attendevo solo una conferma.
Tornando alla diatriba carta-pergamena,da quello che ho capito devo rivolgermi alla prima,vista la grandezza dell'opera che mi sono sciaguratamente prefissato (le Rime del Petrarca).
Temo che la carta di Amalfi presenti vistosa filigrana,cerchero' quindi in rete il tipo Alcantara,utilizzando la prima solo come carta da lettera.
La grana credo di aver capito sia preferibile fine,giusto?
Solo un dubbio,questa carta ha i bordi intonsi,cosa significa?
So che per intonso si intende un libro nuovo,che presenta pagine unite non tagliate,ed in senso lato qualcosa di mai utilizzato,per dei fogli significa avere bordi sfrangiati?
Inoltre essendo ancora in esercizio non posso certo far pratica sulla pergamena.
Non appena i mezzi tecnici me lo permetteranno vi mostrero' le mie opere e se vi strappero' due risate,ben vengano.
Temevo piu' il contadino che le oche,ma se cosi' dite ne assaliro' una solitaria, o attendero' la muta.
Potrei anche attendere che l'oca deceda per cause piu' o meno naturali, e rifornirmi prima della cottura.
Saluti e ringraziamenti

Claudio


Edited by - Jorge da Burgos on 07/08/2007 16:34:54
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 07/08/2007 :  17:13:25  Show Profile
quote:
Originally posted by Jorge da Burgos
Tornando alla diatriba carta-pergamena,da quello che ho capito devo rivolgermi alla prima,vista la grandezza dell'opera che mi sono sciaguratamente prefissato (le Rime del Petrarca).



Purtroppo obbligatoriamente, proprio per ragioni economiche.
Salvo azzeccare un terno al lotto.

Visto che ti cimenti con il Petrarca segnalo uno studio sulla scrittura dello stesso che anticipa i principi grafici della successiva umanistica: ARMANDO PETRUCCI, La scrittura di Francesco Petrarca, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1967, un breve abstract dell’opera si trova in http://dida.let.unicas.it/links/didattica/palma/testi/petruccia.htm

Incidentalmente: non hai detto che tipo di scrittura pensi di utilizzare.

quote:
Originally posted by Jorge da Burgos
La grana credo di aver capito sia preferibile fine,giusto?



Chiedo scusa, il termine che ho utilizzato è facile a fraintendimenti: in altri termini intendo la “ruvidezza” della superficie che è in funzione del grado di compattezza della pasta utilizzata.
In ogni caso, che io sappia, l’alcantara ha un solo tipo di gradazione, da qui il suggerimento di “compattarla” mediante lo strofinamento con superficie liscia.

quote:
Originally posted by Jorge da Burgos
Solo un dubbio,questa carta ha i bordi intonsi,cosa significa?
So che per intonso si intende un libro nuovo,che presenta pagine unite non tagliate,ed in senso lato qualcosa di mai utilizzato,per dei fogli significa avere bordi sfrangiati?



Esatto: i margini sono irregolari e presentano uno spessore inferiore, tener presente comunque che il margine è intorno a 1 mm o poco più.

Sempre a tua disposizione.

Buon lavoro (e cave paperam).
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Jorge da Burgos
Nuovo Abitante

213 Posts

Posted - 07/08/2007 :  17:26:37  Show Profile
Dunque,per non far troppo torto al Petrarca che avversava il gotico e preferiva la littera antiqua,mi cimenterei con quest'ultima, o al massimo con una rotunda.
Faro' delle prove su carta "commerciale" in attesa di trovare l'Alcantara,che volendo vi sottoporro' per critiche,correzioni e suggerimenti.
Utilizzero' un pennino mitchel n°3 o penna d'oca di medesima larghezza di tratto.
Temo che dovro' per il momento usare inchiostro da stilografica nel frattempo che riesca a produrre inchiostro metallogallico decente.
Riguardo le oche, " de ore paperae salva me, Domine...
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 07/08/2007 :  22:40:14  Show Profile
Approfitto del tuo riferimento alla scrittura di Petrarca per aprire una discussione ad hoc:
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=645

Se mi permetti un consiglio: al posto di usare un pennino metallico, prova con un calamo ricavato da una semplice canna palustre o ramo di salice (al limite anche il bambù), non sarai costretto ad adattarti per il modulo (grandezza) della scrittura inoltre potrai sperimentare diversi tagli del becco fino ad individuare quello che meglio ti si confà.
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Jorge da Burgos
Nuovo Abitante

213 Posts

Posted - 07/08/2007 :  22:51:27  Show Profile
Interessante il post su Petrarca e la littera antiqua,me lo leggero' con calma.
Riguardo al calamo ti diro' che in questi anni ho provato a scrivere con tutto,dalle penne di gallina agli aculei dell'istrice,con i calami vegetali trovo difficolta' in quanto assorbono l'inchiostro e non lo cedono al foglio,forse c'e' un sistema per renderli impermeabili (nel senso di accumulare un poco di inchiostro senza assorbirlo ne spanderlo tutto al primo tratto).
Il pennino metallico soprattutto se munito di serbatoio mi e' molto piu' congeniale,assieme alla penna d'oca nella quale inserisco una sottile scheggia di legno a mo' di rudimentale serbatoio.
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MadonnaFrancesca
Nuovo Abitante

San Marino
162 Posts

Posted - 08/08/2007 :  17:45:52  Show Profile  Visit MadonnaFrancesca's Homepage
Benvenuto! o Bentornato!

Per quanto riguarda la carta personalmente uso carta Amalfi e pergamena (qui nelle vicinanze, infatti, c'è ancora un artigiano che se ne occupa). Inutile dire che la pergamena è il top della "carta" con cui si può lavorare.

IN questi mesi comunque mi sto occupando, assieme ad alcune rilegatrici, alla costruzione di un secondo manoscritto ed anch'io vorrei sperimentare un'altra tipologia di carta.

Ti rinnovo il mio benvenuto!
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Jorge da Burgos
Nuovo Abitante

213 Posts

Posted - 08/08/2007 :  21:10:11  Show Profile
Mille grazie madamigella!
Anch'io amerei scrivere su pergamena, ma economicamente non mi conviene, volendo realizzare un libro abbastanza voluminoso.
Potrei usarla solo nella rilegatura.
Riguardo la carta di Amalfi,come mi suggeriva Scriptavana,presenta una vistosa filigrana?
Purtroppo qui a Roma fatico non poco a procurarmi del buon materiale, sto cercando in rete dei negozi con cataloghi on-line,ancora purtroppo infruttuosamente.
Saluti

Edited by - Jorge da Burgos on 08/08/2007 21:18:01
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 08/08/2007 :  22:22:12  Show Profile
Jorge, ringrazio per le occasioni di discussione che offri.
A staffetta apro una discussione sulle filigrane in
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=646

Edited by - ScriptaVana on 08/08/2007 22:23:41
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 13/08/2007 :  21:55:21  Show Profile
Riprendo di nuovo la discussione.

quote:
Originally posted by Jorge da Burgos
ho provato a scrivere con tutto,dalle penne di gallina agli aculei dell'istrice,



Penne di gallina: difficile, il cannello ha un diametro troppo ridotto, a meno che dalle tue parti non si allevino galline direttamente discendenti dal “dodo”.

Sull’aculeo di istrice sono particolarmente interesato: hai trovato qualche fonte di riferimento circa l’impiego per la scrittura? Personalmente sono anni che li vado cercando.

quote:
Originally posted by Jorge da Burgos
con i calami vegetali trovo difficolta’ in quanto assorbono l'inchiostro e non lo cedono al foglio,forse c'e' un sistema per renderli impermeabili (nel senso di accumulare un poco di inchiostro senza assorbirlo ne spanderlo tutto al primo tratto)



Probabilmente dipende dal grado di essiccazione.
Che tipo di essenza (legno) hai sperimentato? Se è canna palustre occorre un giusto invecchiamento per ovviare al problema di un eccessivo assorbimento.

quote:
Originally posted by Jorge da Burgos
Il pennino metallico soprattutto se munito di serbatoio mi e' molto piu' congeniale,assieme alla penna d'oca nella quale inserisco una sottile scheggia di legno a mo' di rudimentale serbatoio.



Il problema del serbatoio, ne avevo accennato in questo forum, e in altro: si tratta sempre dell’habeas corpus (http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=433), purtroppo non esiste documentazione, scritta o archeologica, che attesti tale espediente.
Il che non toglie che sia soluzione utile per quanti non si pongano problemi di ricostruzione “filologica” degli strumenti e delle modalità di scrittura, ovvero: benissimo per chi inizia la pratica.

Edited by - ScriptaVana on 13/08/2007 22:07:33
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 13/08/2007 :  22:09:14  Show Profile
Chiedo scusa ai lettori: originario post duplicato.

In vino bonum et malum...

Edited by - ScriptaVana on 14/08/2007 08:24:48
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MadonnaFrancesca
Nuovo Abitante

San Marino
162 Posts

Posted - 14/08/2007 :  07:54:33  Show Profile  Visit MadonnaFrancesca's Homepage
vedo con piacere che non sono la sola ad usare gli aghi di istrice. Al momento ne ho alcuni lunghi 20 cm !!!(per fortuna non ho incontrato l'animaletto in questione)

Edited by - MadonnaFrancesca on 14/08/2007 07:55:35
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 14/08/2007 :  08:25:53  Show Profile
apriamo una discussione diversa sul tema di strumenti di scrittura "alternativi", qui:

http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=652

Edited by - ScriptaVana on 14/08/2007 08:28:49
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