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 Villaggio rurale del 1250 (circa) del nord Italia [indice 06.0]
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jackyeale
Ospite

51 Posts

Posted - 03/05/2011 :  12:11:47  Show Profile  Reply with Quote
Avete testi, link, immagini o altre fonti dalle quali si possa capire come erano realizzate le abitazioni rurali del nord Italia (nello specifico l'area Lombarda) nel XIII secolo? Il tutto per una sorta di plastico di un piccolo agglomerato di "case" poste in riva ad un fiume con campi arabili ed eventualmente un piccolo mulino.
Non mi sono ancora posta il problema se il tutto debba appartenere all'uno o all'altro signore, di certo parlo di un mezzadro che possa lavorare la terra e costruir casa su di essa (di proprietà del signore? di sua proprietà? dubbio...)

Mauri XIII Sec
Nuovo Abitante

133 Posts

Posted - 10/05/2011 :  19:19:47  Show Profile  Reply with Quote
Forse posso esserti di qualche spunto. Io abito in un paese della provincia bresciana che ha nome Travagliato (Triviado per l'epoca), ed era, assieme ad altri paesi limitrofi, proprietà di un monastero che ne amministrava le terre. Il paese in questione, elencato nei beni del monastero di S. Faustino Maggiore in una bolla di Papa Innocenzo II del 1133, rimase ai monaci fino al 1189, quando fu dato in feudo assieme ad altre terre all'abate Giovanni I dei Palazzi e alla sua nobile famiglia che li possedettero fino al 1379.
(GUERRINI P.: il monastero di S. Faustino Maggiore-"memorie storiche della diocesi di Brescia", 1931, pag. 30)...
tutta questa lunga premessa per dirti che il paese che vuoi ricostruire potrebbe essere proprietà di un monastero; infatti i monaci, incoraggiano ed attuano il dissodamento della terra fornendo il bestiame e gli arnesi da lavoro, pongono a disposizione del contadino il mulino per macinare il grano e concedono in usufrutto e in proprietà la terra quando si assumono l'impegno a ridurla a coltura migliore. Infatti, in un altro documento redatto a Goslar nel 1053 dall'imperatore Enrico III si sancisce una permuta di latifondi del territorio demaniale bresciano tra il vescovo di Brescia Olderico e l'abate Paterio del monastero di S. Pietro in Monte. Il vescovo cede all'abate le terre che si trovano nei fondi di Triviado e Danacho ammontanti a 130 jugeri che sono zone paludose in cambio dei castelli con relativi fondi di Casalmoro, Carpenedolo e Aquafredda che sono bonificati.
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jackyeale
Ospite

51 Posts

Posted - 11/05/2011 :  11:08:08  Show Profile  Reply with Quote
Grazie Mauri, beh un pò tutti i paesi li in zona erano di proprietà di monasteri, anche Castegnato (uno a caso tra i molti) effettivamente era nato sotto proprietà del Monastero di S. Giulia e quindi pensavo di ipotizzare una nascita simile. Quello che ancora non so è più che altro come venivano costruite le abitazioni rurali in questi luoghi, se con legno, fango e paglia o pietre. Sono tutti elementi facilmente reperibili nel territorio bresciano ma vorrei realizzare un plastico che abbia riscontri filologici in documenti...
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ivan
Nuovo Abitante

France
184 Posts

Posted - 11/05/2011 :  21:35:45  Show Profile  Visit ivan's Homepage  Reply with Quote
Io avrei un link per una serie di foto che Fief et Chevalerie aveva fatto a Xaintrie, però non possoro mettere il link secondo il regolamento.
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Mauri XIII Sec
Nuovo Abitante

133 Posts

Posted - 13/05/2011 :  20:32:50  Show Profile  Reply with Quote
Beh, io credo che nella zona della paianura lombarda, visto il grande lavoro di dissodamento dei terreni, il materiale più abbondante e praticamente a costo zero fossero ciotoli e pietre, come testimoniano anche, in tempi più recenti i numerosissimi cascinali (dove abito io ce ne sono alcuni risalenti al XV secolo)che puntellano la pianura. Ad esempio, la filosofia "uso quello che mi offrono le circostanze" la danno alcune cascine nei pressi delle cave di botticino, i cui muri son fatti, oltre a sassi, anche con pezzi scartati di marmo, per farti un esempio. Ovviamente, dove c'erano i soldi c'erano anche le risorse; molti castelli del territorio bresciano son costruiti con grosse pietre squadrate non autoctone che sicuramente son state importate, però il medio borghese o il contadino dovevano usare quello che avevano, come il legname che forse, in alcune aree lombarde era più reperibile che in altre. Aggiungo uno spunto buttato li: nel castello di Malpaga (BG) ci sono molti affreschi e alcuni mostrano scene di vita contadina (XVI sec.), e si vedono delle case di legno coi tetti di paglia :)
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Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 13/05/2011 :  22:01:07  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
quote:
Originally posted by ivan

Io avrei un link per una serie di foto che Fief et Chevalerie aveva fatto a Xaintrie, però non possoro mettere il link secondo il regolamento.



Se le foto vengono caricate su FLICKR e poi linkate sul forum (vedi istruzioni qui: http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=521) è consentito, purchè non vi siano sulle immagini stesse riferimenti a siti di gruppi o iniziative commerciali.
Resta inteso che ti assumeresti integralmente la responsabilità di una eventuale violazione del copyright delle immagini linkate. A te la decisione.
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 13/05/2011 :  23:43:11  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
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Originally posted by Mauri XIII Sec

Beh, io credo che nella zona della paianura lombarda, visto il grande lavoro di dissodamento dei terreni, il materiale più abbondante e praticamente a costo zero fossero ciotoli e pietre, come testimoniano anche, in tempi più recenti i numerosissimi cascinali (dove abito io ce ne sono alcuni risalenti al XV secolo)che puntellano la pianura.


Lì bisogna però analizzare in dettaglio "quale" zona della pianura.
La fascia pedemontana che dalle colline scende sino più o meno a Malpaga è caratterizzata da superfici vecchie, esposte all'alterazione e alla pedogenesi attraverso più cicli glaciale-interglaciale. In pratica, hai parecchi metri di suoli argillosi, e poi in profondità le ghiaie, ma con tutta una fascia di transizione con ciottoli residuali silicei, comunque alterati e poco resistenti. Questo almeno allo stato "baturale" dellapianura. Se giri attualmente nei campi vedi in superficie ciottoli sparsi, ma, a parte che sono appunto i nuclei rimasti dopo una pesante alterazione, quindi conciatini, derivano anche dalla lavorazione profonda dei terreni in età contempranea, e dal rimodellamento stesso delle superfici, con moviemntazione di terre. In pratica, oggi vediamo delle ghiaie che in antico erano sepolte in profondità e non facilmente raggiungibili. Solo nella fascia dei terrazzi più bassi lungo il Serio il cCherio e l'oglio, hai ghiaie dell'ultimo glaciale,e quindi sane e ben affioranti.
D'altra parte, tutta o quasi la copertura di argille rbefatte che ammantava le superfici antiche - il cosiddetto "ferretto" degli autori passati - è stata smantellata fra alto basso medioevo, palmo a palmo, per farne mattoni. Il famoso cotto del romanico lombardo è quello che resta della superficie originaria della pianura. Il processo è continuato sino all'eEtà mmoderna, quindi in quei territori è più probabile l'uso del legno, oppure appunto di mattoni.
Diverso il caso della fascia pedemontana, che poteva sfruttare i versanti (vedi appunto Botticino), e della fascia più a sud, con ghaie dell'ultimo glaciale o del post-glaciale, sane e ben conservate.
D'altra parte, sui terrazzi bassi e in sponda, le ghiaie affirano, quindi un benestante che avesse voluto una casa di rappresentanza, poteva farsele portare a carrettate.
Come al solito, dipende dal livello sociale...

(fonti: Ferliga, Bini, Corbari, in stampa - L'alta pianura fra Serio e Oglio. in: Carta Geologica d'italia alla scala 1:50000, Foglio Bergamo, Servizio Geologico d'Italia)
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Mauri XIII Sec
Nuovo Abitante

133 Posts

Posted - 14/05/2011 :  12:39:46  Show Profile  Reply with Quote
E' vero, ho erroneamente generalizzato dimenticando di specificare che mi riferivo al territorio del bresciano e dintorni, che è il luogo con più cave di sabbia e ghiaia e quindi ipotizzavo che la sua morfologia anche antica del terreno, permettesse lo sfruttamento in superficie di sassi e pietre. Quindi, se ho capito bene, vi era anticamente uno strato geologico di terreno formato da argilla, in alcune parti della pianura, che nel tempo è stato asportato per farne mattoni e che i ciotoli medio-grandi fossero a livelli profondi quindi poco fruibili. Molto interessante; avrei una curiosità: io sapevo che le immense foreste che macchiavano la pianura erano state nel tempo, se non completamente, quasi del tutto sfruttate e tagliate dai Romani e chi prima di loro per farne materiale da costruzione e superfici coltivabili; mi chiedevo quanto di queste foreste fosse ancora presente nel XIII secolo e quindi utilizzabile. Posso avere qualche spunto di ricerca? Graaaaaaaaazie ;)
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 16/05/2011 :  09:45:47  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
In genere la deforestazione antropica è rapida e devastante, ma appena subentra un periodo di crisi, il bosco riprende terreno... Prima della deforestazione romana, parte della pianura era stata disboscata ad esempio fra il Bronzo Medio e il Bronzo Recente (Barnabò Brea, Cardarelli, Cremaschi, 1997 - Terramare: la più antica civiltà padana, Electa). Poi però in epoca romana l'ecosistema si era ripreso a sufficienza per offrire nuovo materiale ai romanucci.
Anche in epoca altomedievale si ha una riavanzata delle coperture boschive, che in Italia settentrionale arretra nuovamente con la ripresa delle città e lo sviluppo del Comune, che modifica il territorio a sé circostante. Ci sono dei lavori di dettaglio in proposito, tipo:

Cotronesi et alii, 2002 – Uomini e campagne nell’italia medievale. Laterza

o per l'area lombarda:

Chiappa Mauri, 1990 – Paesaggi rurali di Lombardia. Laterza

Chiappa Mauri (ed.), 2003 – Contado e città in dialogo: comuni urbani e comunità rurali nella lombardia medievale. Cisalpino

Rapetti, 19xx – Campagne milanesi: aspetti e metamorfosi di un paesaggio rurale tra X e XII secolo. Gribaudo

Si tratta di selezionare un'area di interesse e secondo me saltno fuori altrettanti studi di dettaglio del fenomeno, accuratamente sepolti nelle biblioteche universitarie

La questione della pianura è analoga anche nel bresciano. In generale, i fiumi costuiscono la pianura in alcuni periodi. Poi in altri incidono la superficie creata, approfondendosi una valle. Il fenomeno è ciclico, quindi la valle sarà poi riempita di sedimenti, e poi incisa nuovamente. Dato che il territorio in genere si sta sollevando, ne consegue che (sempre in genere) i livelli successivi del fiume sono sempre più incassati l'uno nell'altro. Si crea una morfologia a gradinata che scende verso il fiume, e risale dall'altra parte, e che noi geologi chiamiamo "terrazzi": ogni "gradino" o superficie, è una fase successiva della genesi della pianura. I gradini si vedono bene lungo molti fiumi, Oglio, Serio, Ticino etc.

Ora, la superficie iniziale, vecchia, resta esposta milioni di anni all'alterazione, quindi i ciottoli vengono o disciolti (calcari) o argillificati più o meno intensamente; alcuni, quarzosi, si salvano sempre perché sono resistenti. Scendendo verso le superfici più recenti, l'alterazione è minore, quindi lo spessore di argille si riduce, i ciottoli sani si trovano a profondità minore, perché sono esposte da mnor tempo.
Scendendo verso Sud, i gradini diventano minimi, dell'ordine del metro; le superfici recenti sono sempre più ampie, e la pianura appare così mediamente più "ghiaiosa".

Quindi la questione "ghiaie" dipende a) dalla distanza dal fiume, cioè su quale gradino sono b) se sono a Nord o spostato verso Sud.
Inoltre da quanto l'uomo, in millenni di attività ha grattato via
dalla superficie.
La pianura paludosa dell'epoca alto-meidevale, estesa sino a Nord di Milano, è scomparsa grazie alle bonifiche, coadiuvate dall'eliminazione dello strato (impermeabile) di argille derivate dall'alterazine delle ghiaie. In effetti, l'architettura lombarda di quei periodi è in cotto, e i microtoponimi "fornaci" sono frequenti.
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jackyeale
Ospite

51 Posts

Posted - 16/05/2011 :  10:01:26  Show Profile  Reply with Quote
Hmm molto interessante. Posso dunque supporre che in territorio Bresciano non adiacente al Monte Maddalena, quindi in zona piana,a sud del comune, vicino al letto di un fiume (ipotizzo il Mella) avrei potuto disporre o di terreni argillosi per la produzione di mattoni (qui in zona una località si chiama giustappunto ancora oggi Fornaci) o di legname. Se durante le varie "lavorazioni della superficie" da parte del fiume o da parte dell'uomo si fossero poi liberati degli strati di ghiaia e ciotoli avrei a disposizione anche questi ultimi. Dalle cave di Botticino fino in zona sud di Brescia(ipotizzo una quindicina di km)a piedi o con un carretto dubito che il mio contadino sarebbe riuscito (prima di tutto ad avere i soldi per comprare e, non meno importante) a portar via il materiale necessario per la casa.
Credo che a questo punto forse la casa del mio contadino potrebbe facilmente essere di legno, eventualmente in argilla e paglia.
Domanda da non addetta ai lavori.. L'argilla in periodo basso medievale (nello specifico XIII sec)in territorio nord italico viene usata solo come materiale da mattoni o anche come "cemento" tra più materiali?

Edited by - jackyeale on 16/05/2011 10:39:09
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 16/05/2011 :  11:27:14  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
...'azz... sei appena al di fuori del limite di rilevamento della "mia" carta geologica, mi sa... altrimenti riuscirei a dirti con più precisione il tipo di terreno attorno.
Ma, curiosità... poi la ricostruzione sarà esposta o visibile in qualche manifestazione?
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jackyeale
Ospite

51 Posts

Posted - 16/05/2011 :  13:35:46  Show Profile  Reply with Quote
A dire la verità ora come ora vorrebbe solo essere per mio diletto. Ma vorrei nel limite del possibile esporla nella nostra sede... ^_^
Eventualmente conosci dei testi di riferimento per approfondire la tematica in questa zona? Ho in programma la visita al museo di S. Giulia anche se non ricordo affronti in maniera approfondita il periodo da me indicato. Mauri forse ricorda meglio di me. Ad ogni modo appena ci vado relaziono se può essere di aiuto ad altri.

Edited by - jackyeale on 16/05/2011 13:47:45
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 19/05/2011 :  08:27:47  Show Profile  Reply with Quote
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Originally posted by jackyeale

Avete testi, link, immagini o altre fonti dalle quali si possa capire come erano realizzate le abitazioni rurali del nord Italia (nello specifico l'area Lombarda) nel XIII secolo?


Prescindendo dall'ovvia considerazione che sarebbe gradito che la domanda fosse corredata da:
fonti già consultate
testi già consultati
siti già consultati
metodo di ricerca seguito

giusto per contribuire col proprio ed evitare la reiterazione di informazioni già acquisite, ad evitare di sentirsi replicare: "questo già lo conosco" *



Si può iniziare a vedere

GALETTI PAOLA, Per una storia dell'abitazione rurale nell'alto Medioevo: le dimensioni della casa nell'Italia padana in base alle fonti documentarie, in «Bullettino dell'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo e Archivio Muratoriano», 90 (1982-183), pp.147-176

EAD., La casa dei contadini: strutture materiali dell'insediamento rurale nell'Italia padana (secoli VIII-XIV), in Le campagne italiane prima e dopo il Mille, a cura di B. Andreolli, V. Fumagalli, M. Montanari, Bologna, 1985, pp.163-194

EAD., La casa contadina nell'Italía padana dei secoli VIII-X, in "Quaderni medievali", 16 (1983), pp.6-28

EAD., La casa contadina nell'Italia padana dei secoli VIII- X , in Archeologia e storia del Medioevo italiano, a cura di R. Francovich, Roma, 1987, pp.97-111

EAD., Case contadine e insediamento rurale durante il Medioevo, in Insediamenti rurali in Emilia Romagna- Marche, Mílano,1989, pp. 95-102

SAGGIORO FABIO, Tra terra e acqua: problemi dell’insediamento e dell’ambiente nei territori di pianura
http://centri.univr.it/rm/biblioteca/scaffale/Download/Autori_S/RM-Saggioro-Pianura2.pdf

E l'abbondante bibliografia in
http://www.eurarc.com/bibliografie/bib/barbieri-gambi.pdf

Nota: fare attenzione alle cronologie distanti poste nei titoli, è possibile che consultando le bibliografie allegate ai singoli emergano miniere di rinvii meglio congruenti.

L'insieme dei riferimenti qui offerti è derivato dalla ricerca di circa trenta minuti con la chiave "abitazione / casa rurale medioevo"

BV

* Sì, il frangipudenda è rientrato
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jackyeale
Ospite

51 Posts

Posted - 15/06/2011 :  10:57:59  Show Profile  Reply with Quote
Wow, grazie mille!!
Il vero problema è che non ho ancora fatto ricerche ne su testi ne in archivi di alcun genere, quindi ogni suggerimento è ben accetto!

Edited by - jackyeale on 15/06/2011 10:58:29
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 20/09/2011 :  08:49:57  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Ti segnalo la presentazione di questo studio presso il Museo Archeologico di Bergamo:

“Casa abitationis nostre” Archeologia dell’edilizia medievale nelle province di Bergamo e Brescia a cura di Marco Sannazaro e Dario Gallina

non so dirti i contenuti, però essendo di quelle zone magari ci trovi dentro qualcosa di interessante.
E' edito come pubblicazione del museo: Notizie Archeologiche Bergomensi, 17, 2009
quindi lo reperisci sicuramente in Città Alta presso la sede del museo.


http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=2728
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jackyeale
Ospite

51 Posts

Posted - 20/09/2011 :  10:28:15  Show Profile  Reply with Quote
grazie mille Carla, sicuramente acquisterò i volume anche se purtroppo non riuscirò ad essere presente al convegno causa altro impegno preso in precedenza. troppe cose interessanti tutte nello stesso week end.
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