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 LA TAVERNA DI FRITTOLE
 Guerre d'Italia [1494 - 1559]
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Gabriele
Ospite

48 Posts

Posted - 22/10/2015 :  20:27:39  Show Profile  Visit Gabriele's Homepage  Reply with Quote
Penso le Guerre d'Italia siano note a tutti, ma per farsi un'idea: https://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_d'Italia_del_XVI_secolo

Credo sia opinione comune l'ascrivere le cause dello scoppio di questi fattacci per lo più a scelte scriteriate del Ducato di Milano in periodo ancora prettamente Medievale.

A scuola mi hanno insegnato che il Medioevo si conclude nel 1492, quando le potenze Europee scoprono l'America.

L'Italia non partecipa a questa grande scoperta.

Ora, leggendone io vi vedo ancora molti tratti medievali, almeno fino alla fine dell'intervento di Papa Giulio II.

La mia domanda per voi è: come le considerate? Con riferimento all'ambito geopolitico dell'Italia della fine Quattrocento, le Guerre d'Italia (o parte di esse) si possono considerare ancora medievali? Perché?
O al contrario, perché no?

Giusto per far due chiacchere e per vedere cosa ne pensate.


Ho provato a cercare "Guerre italiche e Guerre d'Italia" con scarsi risultati, se non altro manca un topic dedicato.

Sigan
Nuovo Abitante

Italy
159 Posts

Posted - 23/10/2015 :  10:59:11  Show Profile  Visit Sigan's Homepage  Reply with Quote
Ciao, ti do una "mia" impressione sul discorso medioevo/rinascimento.
io ritengo che non si può tirare una linea precisa per identificare l'anno esatto di transizione fra i due periodi. Noi siamo soliti identificarla nei viaggi di colombo, ma se proprio vogliamo andare a vedere in Italia il rinascimento potrebbe nascere a cavallo del XV secolo, diversamente da altri paese europei che potrebbero portarlo anche oltre a quello convenzionalmente riconosciuto. Però, spingere il medioevo italiano sino a meta XVI secolo mi sembra un'azzardo.
saluti
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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 23/10/2015 :  13:44:13  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
E' l'idea che ho anch'io, non ho risposto prima perché ho poco tempo per sviscerare una serie di considerazini.

Di per sé, oggi, Rinascimento è un concetto ch esi tende a riferire di più agli aspetti culturali, proprio perché come evidneziato sopra, i suoi limiti variano molto da luogo a luogo, e sono oltretutto soggetti a interpetazioni diverse. Si parla ripetutamente di Rinascenza per vari momenti del Medioevo, ma il concetto, se riferito al XV-XVI è molto vago, e come periodizzazione storica ormai è poco usato.
Se devo guardare a una periodizzazione omogenea, al Medioevo segue l'Età Moderna.
Il limite, del tutto convenzionale, è stato scelto in concomitanza della scoperta dell'America, ma date altrettanto valide, per svariati motivi, sono apparse agli storici anche la caduta di Costantinopoli e l'invenzione della stampa a caratteri mobili.
Attualmente, ha prevalso la scoperta dell'America, ma anch ele altre due hanno solidisime motivazioni.
Appare evidente con ciò come la data precisa sia una mera convenzione, utile per capirsi quando si parla.

Anche qui nel portale abbiamo scelto un limite che potesse essere univoco, oltre che consolidato nella letteratura del settore, perché è necessario avere dei "paletti" precisi per non debordare all'esterno del campo di interesse del portale stesso.

Appena ho un po' di tempo - forse non oggi - sviluppo meglio il tema, perché comunque esso porta a specificare meglio i criteri con cui viene posta la fine del periodo medievale, e ad approfondirne quindi significato e portata, tutte cose - queste ultime - che, riguardando il Medioevo, rientrano negli argomenti qui trattati.

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Gabriele
Ospite

48 Posts

Posted - 03/11/2015 :  22:08:19  Show Profile  Visit Gabriele's Homepage  Reply with Quote
quote:
non ho risposto prima perché ho poco tempo per sviscerare una serie di considerazini.


Beh, sulla cosa io ne so... Torno qui con un gap di dieci giorni.

L'avere precisi limiti temporali è fondamentale. Serve a darsi delle regole! Eppure, se io voglio rievocare una figura, riferirmi al "Quattrocento" diventa estremamente complicato. Una distinzione si può fare tra primo e secondo Quattrocento, ma resta difficile.
Mettiamo che, come rievocatore, io decida di darmi una regola. Di norma, o almeno questo è quello che capita a me, si inquadra il singolo personaggio col secolo cui fa riferimento - e questo di per sé crea incomprensioni assurde.

Non trovo a livello del tessuto di istruzione di base del rievocatore la concezione che "il secolo" nel medioevo non vada bene come unità di misura, specie nel Quattrocento. E da qui la mia considerazione.


Insomma, una questione spinosa! È molto interessante quello che dice Sigan:
quote:
ma se proprio vogliamo andare a vedere in Italia il rinascimento potrebbe nascere a cavallo del XV secolo


La Caduta di Costantinopoli e l'invenzione della Stampa. Sono entrambi periodi di grande rivoluzione, a livello europeo, ma è anche vero che, nell'ottica del singolo cittadino, queste innovazioni non si propagano immediatamente. Io credo che, per cercare di "rievocare", sia necessario stabilire tre periodi forti, alla fine del Quattrocento italiano. Uno sia l'autunno del medioevo. Uno sia il primo ventennio, diciamo, delle Guerre d'Italia. E uno sia la primavera del rinascimento. In questi periodi (e parlo sempre solo di nord italia), la visione che fino l'ultimo cencioso essere umano in Italia ha può essere considerata "omogenea" - e, pertanto, generalizzata in qualche maniera.

Sempre nell'ottica di far due chiacchere, non scendiamo troppo in roba tecnica, stiamo sul leggero, se siete d'accordo :)
Tra l'altro, per quanto possa sembrare stupido, la cosa può avere ripercussioni riguardo gli ingaggi e le manifestazioni (per quanto possano interessare) su suolo italico. Ma, soprattutto, l'interfaccia con gli altri appassionati!

PS: sto aspettando una mail, da qui il tempo libero :-/
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carla
Amministratore

2192 Posts

Posted - 04/11/2015 :  08:22:31  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
La divisione in periodi è ampiamente dibattuta dagli storici, come dicevo sopra.

Si scelgono come limiti degli eventi che abbiano portata epocale, ovvero che influenzano durevolmente e stabilmente tutto l'assetto del "mondo conosciuto". "Punti di non ritorno", oltre i quali tutti i rapporti fra gli uomini mutano, e gli equilibri cambiano. Ovvio che la ricaduta si fa sentire con un certo ritardo, si diffonde pian piano arealmente e attraverso i vari strati di popolazione; ma il segnale, forte e chiaro, si sente comunque, e spesso, se ci si fa caso, si riverbera anche sulle cose minute, senza che il singolo individuo magari se ne accorga.
Pensa sempre all'attuale: noi abbiamo attraversato piccoli "cambi", periodizzazioni di ordine minore, ma non ce ne siamo accorti. E' solo oggi, a distanza di decenni, che percepiamo di essere "di un'altra generazione", che - faccio un esempio - l'11 settembre ha segnato una svolta, o cose del genere...

La stampa ha permesso la diffusione economica del libro; si tira con sé tutte le riforme e le controriforme religiose, perché da lì può fiorire la libera lettura, oppure la produzione di manuali facili per indottrinare i fedeli. Questo sullepersone ha un impatto forte. Si diffonde la capacità di leggere, anche solo il libro di preghiere, ma è già un passo.

La caduta di Costantinopoli altera irreversibilmente tutti gli equilibri politici nell'Occidente. Anche qui, non avere più una controparte cristiana a Est, ma avere a che fare con la pressione turca (Lepanto e Vienna sono le punte estreme) ha cambiato tutte le carte in tavola, innescando fra l'altro quelle politiche che hanno portato i re stranieri anche a fare le Guerre d'Italia.

La scoperta dell'America scardina tutto il sistema economico precedente. Si aprono nuovi mercati e il traffico si sposta sull'Atlantico, le antiche potenze legate al Mare Nostrum restano a guardare e languire, l'immissione di grandi quantità di metallo prezioso sui mercati ha pesanti impatti sulle Borse a scala europea... oooops... mi è sfuggito... ma il senso comunque è quello...

Insomma, tre nodi epocali.
Non è un caso che, al di là della scelta specifica, si parli ormai di "lungo XIV secolo", ovvero, il cosiddetto Cinquecento inizia più o meno attorno al 1480 e finisce verso il primo decennio del '600. Già l'anticipazione la dice lunga sulla questione del limite: già prima della scoperta dell'America, l'Occidente sta mutando, quindi i fattori che entrano in gioco sono molteplici e complessi.
Sceglierne uno slo come simbolo è una semplificazione dettata dalla comodità.

Poi occorre anche valutare i singoli campi. Le velocità della storia non sono tutte uguali, e non variano contemporaneamente. L'economia ha una sua storia e dei suoi punti minori di svolta, l'armamento i suoi propri, l'arte idem etc. etc.
Da qui - come giustamente noti - l'assurdità delle artificiose cselle "il Trecento", "il Quattrocento"... mica il mondo cambia ogni volta allo scoccare della mezzanotte dell'anno 300, 400 etc.!

Dal punto di vista dell'abbigliamento, ad esempio, la svolta si percepisce secondo me già negli ultimi decenni del Quattrocento, nettissima, con forme che preludono, che hanno già in sé tutti gli sviluppi cinquecenteschi. Prima, le variazioni sono più sfumate, graduali, come una sorta di continuum.
Per dirti, il mio abito del 1490 è ben diverso da quello che uso per il centro del secolo, mentre la sopravveste che ho da primi deceni del '400 è dificilmente riciclabile per la seconda metà... nel primo caso si tratta di differenze sostanziali nel modo di pensare il corpo, nel secondo solo di dettagli e particolari.
In ambedue i casi comunque, a voler essere rigorosa, devo stare attenta, così come devo porre attenzione nella scelta dell'acconciatura relativa, elemento apparentemente frivolo ma che completa l'immagine che l'Uomo (la donna) dell'epoca doveva dare di sé per apparire "a posto".

Su questi argomenti si trovano tanti spunti su
Mark Bloch - Apologia della storia (o Il Mestiere di storico)- Einaudi
Galasso - Nient'altro che Storia - Il Mulino
Duby - La storia continua - Bompiani
G. Sergi - L’idea di Medioevo fra senso comune e pratica storica - Roma, Donzelli, 2005
Pietro Corrao, Paolo Viola - Introduzione agli studi di storia - Roma, Donzelli, 2002

tutti testi che affrontano più o meno alla larga il metodo dello storico, ovvero il perché si fanno determinate scelte, interpretazioni, partizioni.
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Gabriele
Ospite

48 Posts

Posted - 15/12/2015 :  12:25:15  Show Profile  Visit Gabriele's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by carla


Non è un caso che, al di là della scelta specifica, si parli ormai di "lungo XIV secolo", ovvero, il cosiddetto Cinquecento inizia più o meno attorno al 1480 e finisce verso il primo decennio del '600. Già l'anticipazione la dice lunga sulla questione del limite: già prima della scoperta dell'America, l'Occidente sta mutando, quindi i fattori che entrano in gioco sono molteplici e complessi.
Sceglierne uno slo come simbolo è una semplificazione dettata dalla comodità.



Interessantissima questa risposta! Grazie, mi leggerò qualcosa nei prossimi giorni :D
Non avevo mai sentito, tra l'altro, la dicitura lungo XIV secolo. Se ne parla in quei riferimenti? Sembra un concetto interessante!
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