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 Lanterne schermate prima metà XV sec.
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GenesioPanza
Visitatore

Italy
4 Posts

Posted - 14/12/2015 :  16:18:32  Show Profile  Reply with Quote
salve a tutti spero di essere nella sezione giusta, faccio parte di un gruppo storico, rievochiamo un gruppo di armati della prima metà del XV sec., nella fattispecie stiamo attrezzando un bivacco ma le mie ricerche si sono impantanate quando ho cominaciato a cercare fonti riguardanti le illuminazioni da campo che non fossero le classiceh fiaccole o i moccoli.
Stavo cercando riferimenti sia iconografici che archeologici riguardo le lanterne schermate da campo in legno.
Le fonti che ho spulciato sono tutte in riferimento al 400 anglosassone o di epoche successive.
Interessant a questo proposito il dipinto "la giornata buia" di Bruguel in cui si vede molto chiaramente un paesano che tiene con la mano sinistra una lanterna schermata sicuramente realizzata in legno.
La mia domanda è questa, esistono fonti che dimostrano se questo tipo di illuminazione fosse usata anche in italia, e se si con che tipo di materiali lignei erano realizzate le lanterne? com'erano schermate?

spero possiate aiutarmi, sono impantanato :)

Gabriele
Ospite

48 Posts

Posted - 18/12/2015 :  23:39:05  Show Profile  Visit Gabriele's Homepage  Reply with Quote
Ciao!

Si vede almeno una lanterna di quelle che descrivi nella Sala Capitolare del convento agostiniano di Monticiano (SI), affreschi.

(questo magari rientra in "fuori dai soliti schemi": https://www.flickr.com/photos/andrea_carloni/18666367054)

Edited by - Gabriele on 19/12/2015 00:12:20
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GenesioPanza
Visitatore

Italy
4 Posts

Posted - 19/12/2015 :  18:44:38  Show Profile  Reply with Quote
grazie della risposta... in realtà avevo già visionato un po di dipinti e affreschi, ma non sono riuscito a comprendere se le lanterne schermate in legno avessero un qualche tipo di diffusione e se si tra quali ceti sociali e in quali situazioni...

quella che mi hai gentilment postato non si riesce a capire se sia fatta di legno o di metallo...

volevo cimentarmi in questa ipotesi ricostruttiva ma sto incontrando molta difficoltà per venirne a capo, ad esempio?

di che materiale era composta la schermatura? pergamena, pelle, carta pecora, vetro?

nella stiva della Mary Rose, la nave da guerra inglese affondata nel cinquecento, sono stati rinvenuti dei resti di una lanterna, ma la parte della schermatura è andata purtroppo perduta....

https://www.flickr.com/photos/thorngrove/5992264250/in/photostream/

Edited by - GenesioPanza on 19/12/2015 18:49:27
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Gustovic
Nuovo Abitante

Italy
146 Posts

Posted - 19/12/2015 :  19:02:20  Show Profile  Reply with Quote
Vedi se riesci a trovare qualcosa qui https://www.pinterest.com/macs_shop/lanterns/
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GenesioPanza
Visitatore

Italy
4 Posts

Posted - 20/12/2015 :  16:29:22  Show Profile  Reply with Quote
ottime fonti grazie, dal punto di vista della costruzione, il problema non si pone, riguardo la schermatura le sole immagini non riescono a fugare le mie perplessità...

credo dovrò fare riferimento a qualche tipo di fonte documentale, magari da qualche parte sono citati i materiali di costruzione delle lanterne...
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Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 22/12/2015 :  19:13:58  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Dunque...il panorama dei materiali si presenta altamente variegato!

Alcuni sostengono che la prima descrizione di una lanterna nell'Europa medievale, sia quella contenuta nella Vita di Re Alfredo (Life of King Alfred), opera del monaco gallese Asser, vissuto nel X secolo.
Una delle tante traduzioni postume dal latino riporta quanto segue:

«The king, therefore, set himself to consider by what means he might shut out the wind, and by a skilful and cunning invention ordered a lantern to be beautifully constructed of wood and ox-horn, since white ox-horns, when shaved thin, are as transparent as a vessel of glass. Into this lantern, then, wonderfully made of wood and horn, as I before said, a candle was put at night, which shone as brightly without as within, and was not disturbed by the wind, since he had also ordered a door of horn to be made for the opening of the lantern. By this contrivance, then, six candles, lighted in succession, lasted twenty-four hours, neither more nor less. When these were burned out, others were lighted».

Cfr. A. S. COOK, Asser's life of King Alfred. Translated from the text of Stevenson's Edition, Ginn & Company, Boston (1906), pp. 62-63
https://archive.org/stream/asserslifeofking00asseiala/asserslifeofking00asseiala_djvu.txt

Per quanto la lanterna fosse già nota almeno fin dall'epoca romana, stando ad Asser, l'invenzione delle lanterne in legno con pannelli in sottilissimo corno bovino sarebbe quindi da attribuire ad Alfredo "Il Grande", Re degli Anglo-Sassoni dal 871 al 899.
Senza alcun dubbio, il corno è ben rappresentato nell'iconografia, ben identificabile laddove gli artisti ritraggono pannelli traslucidi di colore bigio/opaco, che rendono poco o nulla intuibile la fiamma della candela all'interno.

John Howe, in un articolo scritto per la rivista interna alla "Company of Saint George", accenna all'utilizzo estensivo della mica nella manifattura delle lanterne, un minerale facilmente riducibile in placche/scaglie ed offrente buona trasparenza e resistenza al calore, pur a fronte di una estrema fragilità (si veda http://www.treccani.it/enciclopedia/mica/).
Attestazioni documentarie si troverebbe nel testo di J. CASPALL, Making Fire and Light in the Home pre-1820, che tuttavia non possiedo nè ho potuto diversamente consultare (non sembrano disponibili versioni testuali on-line: se qualcuno dovesse rintracciarle, le condivida qui per cortesia).

Howe riferisce anche che Mariano di Jacopo, detto Taccola, nell'opera De Machinis (1449) raccomanda attacchi di cavalleria notturna con l'ausilio di lanterne contenenti candele, spiedi e scudi. Le lanterne, montate su elmi o all'estremità di aste fissate alla sella tramite anelli di ferro, consentono di tenere le mani libere, in modo tale che i cavalieri possano difendersi e al contempo attaccare il nemico; il Taccola raccomanda di realizzarle in corno, oppure in legno con pannelli in tessuto di lino. L'autore evidenzia il vantaggio delle lanterne rispetto alle torce, in quanto la fiamma è schermata dal vento o dalle intemperie.
Cfr. J. HOWE, Medieval lanterns, in Dragon. The Voice of the Company of Saint George, n° 9, January 1997, pp. 6-21
http://www.companie-of-st-george.ch/cms/sitefiles/dragon-9.pdf

A supporto della effettiva validità del lino, vorrei richiamre il fatto che anche le impannate delle finestre erano realizzate con questo materiale, posto in tensione su di una intelaiatura di legno e previamente imbevuto nella trementina per raggiungere la trasparenza desiderata.
Testimonianza di ciò vien data in un documento del XIV sec, citato da Schiapparelli (1908) e in tempi più recenti riportata "de relato" dal Thornton (1992):

Ospedale di Gesù Pellegrino, Libro del Camerlingo (1384)
«a dì XVII di dicembre spesi in fare la finestra della chamera, in panno, in bollette, in trementina, nel legname; e ogni cosa computato montò in tutto - s.x.».

Cfr. A. SCHIAPPARELLI, La casa fiorentina e i suoi arredi nei secoli XIV e XV, rist. anast. Le lettere, Firenze (1983), p. 119;
Cfr. P. THORNTON, Interni del Rinascimento Italiano 1400-1600, Leonardo Editore, Milano (1992), p. 29.

Quanto all'utilizzo della carta come semitrasparente per lanterne, J. Howe prende in causa il noto chimico-metallurgista Vannoccio Biringuccio (Siena 1480 - Roma 1537). In effetti Vannoccio, nel Libro X del trattato De la pirotechnia, uscito postumo nel 1540, scrive che in occasione delle celebrazioni dei Pontefici a Roma si organizzavano festeggiamenti a Castel Santangelo, mettendo in ciascuno spazio vuoto tra le merlature «...dua lanternini, fatti d'un foglio di carta bianca sopra un vaso tondo di terra: et mettonvi poi dentro un candelo per ciascuno acceso, per la notte: il che, per la distantia della vista, vedere quella bianchezza lucida e trasparente, con quantità ordinata, mostra un molto bel vedere...».
Cfr. Pirotechnia del S. Vannuccio Biringuccio senese; nella quale si tratta non solo della diuersità delle minere, ma ancho di quanto si ricerca alla pratica di esse. E di quanto s'appartiene all'arte della fusione, ò getto, de metalli. Far campane, arteglierie, fuochi artificiati, & altre diuerse cose utilissime. - Nuouamente corretta, et ristampata. Con la tauola delle cose notabili. - In Venetia : appresso P. Gironimo Giglio, e compagni, 1559, libro X, folio 342v

E' molto probabile che la carta venisse cosparsa di olio, per rendere meno rapida la combustione in caso di contatto accidentale con la fiamma della candela (v. oltre).

Per quanto concerne specificamente l'Italia, il Thornton (1992) riferisce:
«Le lanterne erano piuttosto comuni. Venivano per lo più realizzate con fogli sottili di ferro, spesso stagnati per combattere la ruggine, forati in modo da lasciar passare la luce, oppure con aperture più larghe schermate con corno, alabastro, carta o vetro».
Cfr. P. THORNTON, Interni del Rinascimento Italiano 1400-1600, Leonardo Editore, Milano (1992), p. 282

L'utilizzo del vetro sembrerebbe documentato per particolari lanterne, dette "fanali":

«L'origine di questa specie di grande lanterna è assai antica. I Romani avevano lanterne di forma cilindrica da portare in mano o da appendere, ed esemplari ne furono trovati a Pompei, a Ercolano e altrove. Una pittura vascolare, che raffigura preparativi per un sacrificio, mostra un servo che reca una specie di fanale. Erano allora in uso i fanali anche per uscire di notte nella strada. Una pietra incisa del Museo di Berlino rappresenta Eros munito di lanterna; è famosa una statuetta di piccolo schiavo con lanterna in mano (v. cucullo, XII, p. 82). Nel Medioevo si avevano fanali formati da una specie di gabbia alla quale si applicavano tavolette di corno o di alabastro e poi lastre di vetro per proteggere il lume, secondo si rileva dai romanzi cavallereschi; e in quel tempo i fanali erano anche portatili. Successivamente i fanali andarono variamente modificandosi. Alle pareti di corno, di mica o di carta oleata si è venuto sostituendo il vetro o il cristallo, e l'armatura ha assunto forme diverse con ornamenti talora assai ricchi e fastosi. Nei secoli XV e XVI grandi fanali erano collocati sui palazzi per illuminazione e ornamento».
Cfr. S.L. STRANEO e L. SUTTINA, voce "fanale" in Enciclopedia Italiana (1932)
http://www.treccani.it/enciclopedia/fanale_(Enciclopedia-Italiana)/

Seguono esempi di lanterna tratti da iconografia (cliccando sui link si apre l'immagine, provvista di relativa didascalia).
Gli esempi sono meramente rappresentativi dei materiali impiegati per le pannellature; per quanto concerne le numerose varianti tipologiche della struttura, riterrei la gallery sopra suggerita dall'utente Gustovic più che esaustiva.

Probabili pannelli in carta, lino o pergamena
(escluderei il vetro perchè la trasparenza non è rappresentata)
https://www.pinterest.com/pin/326088829249318918/
https://www.pinterest.com/pin/326088829249319053/

Probabili pannelli in corno
https://www.pinterest.com/pin/326088829249318969/
https://www.pinterest.com/pin/326088829249319189/

Pannelli in vetro
https://www.pinterest.com/pin/326088829249318901/

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ANDREA CARLONI (alias Bartolo)
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Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 03/01/2016 :  16:29:27  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Riporto alcune considerazioni fatte in privato con l'amico Ezio Zanini (non iscritto al forum), che ha preso le mosse dall'analisi della seguente immagine, tratta dal Mendelschen Hausbuch:

Amb. 317.2° Folio 15 verso (Mendel I), 1425 c.
http://www.nuernberger-hausbuecher.de/75-Amb-2-317-15-v/data

Ezio scrive: "Io mi sono interessato soprattutto del tavolinetto basso, con fessura e zeppe per tenere fermi ed in piano - come in una pressa - i fogli di schermatura delle lanterne. L'artigiano sembra li stia raschiando (procedura che richiamerebbe alla pergamena) anche se il metterli in posa potrebbe far pensare proprio a scaglie di corno precedentemente scaldate (mancherebbe in tal caso ogni riferimento al metotodo: fuoco, bollitura etc.). Il fatto che le lanterne siano nella maggior parte dei casi a sezione tonda, secondo me, depone a sfavore alla tesi di pannelli di lino (che vedrei meglio in tensione tra telai in piano). Chissà, magari c'è chi sa dire qualche cosa in più in merito".

Da parte mia ho osservato che la tipologia delle lanterne che vengono mostrate appese nella miniatura in questione é tipica Oltralpe, in particolare in Germania (struttura metallica forata); in questo caso il materiale principe per i pannelli, stando ad altri confronti per la stessa area geografica, é effettivamente il corno.
La didascalia in tedesco, all'interno del sito, conferma questa tesi: l'artigiano rappresentato è infatti definito "Horndreher", ossia "Tornitore di corno".
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archibugere
Visitatore

Italy
1 Posts

Posted - 20/05/2019 :  15:57:46  Show Profile  Visit archibugere's Homepage  Reply with Quote
Salve a tutti. Cortesemente mi potreste indcare a quale trattamento sottoporre la pergamena per renderla traslucida da utilizzare quale schermo da lanterna? Grazie Anticipatamente.
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