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 QUESTO L'HO FATTO IO
 Arciere fiorentino
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pg rovo
Nuovo Abitante

Italy
202 Posts

Posted - 26/01/2007 :  12:40:14  Show Profile  Visit pg rovo's Homepage  Reply with Quote


Questo è il mio costume...
Sta subendo modifiche costantemente, ad esempio oggi ho le pantabraghe, ed onestamente penso ci sia ancora moltissimo da fare...
Due cose per tutte: le passamenerie da eliminare (ma tutta la casacca intendo rifarla) e cosa che più mi cruccia le calzature: quelli sono stivali che usano nei cortei cinquecenteschi.
Qualcuno ha schemi o nomi di siti dove trovare delle calzature del primo '300?
Il posto alle spalle non vi stuzzichi (pur essendo una ricostruzione ottocentesca)... da lì ci hanno sfrattato per farci la sede di un campo da golf, che peraltro non faranno.
Purtroppo quel posto mi dicono stia andando in malora

Bruno Chionetti
Abitante

Italy
520 Posts

Posted - 26/01/2007 :  13:39:02  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage  Reply with Quote
Dunque... nelle foto da quella distanza si può solo che essere molto approssimativi nella valutazione...
Foto 1 in alto a sinistra. Sei a capo scoperto, nonostante la presenza del cappuccio non si andava mai a capo scoperto, infinite le tipologie di copricapi facile realizzarne di molto semplici.
Il cappuccio è veramente molto profondo, direi troppo, per una persona che deve avere le mani libere diventa di impaccio, se ne documentano quasi a mantellina ma non troppo di frequente e per persone che debbano restare ferme immobili esposte alle intemperie (nell'iconografia soprattutto pastori)Sembra inoltre realizzato in materiale leggero...tela? per offrifre protezione ed una certa impermeabilità deve essere in lana spessa. Non capisco perchè hai due cinture, se una è per la faretra è inutile, puoi tranquillamente appenderla alla cintura principale. Non riesco a vedere le forme della fibbia e delle borchie, ad ogni periodo i suoi dettagli metallici...
Le calzature viste da questa distanza sembrano belle, nella forma e nella pelle, anche se sembra di vedere una cucitura centrale della tomaia che è poco filologica...ma se tu dici che non sono buone allora è solo un impressione. Ecco perchè, come dicevo anche ad altri, bisogna fare dei dettagli fotografici ravvicinati per avere giudizi sull'equipaggiamento
Foto 2 alto a destra. Dal braccio destro alzato sembra che sotto la tunica non hai nulla, camicia e mutandoni sono fondamentali.
Non capisco cosa indossi sul petto...una protezione in cuoio? Non capisco cos'è quell'oggetto giallo e rosso al tuo fianco destro.
Foto 3 in basso.
Non mi esprimo sugli armamenti perchè non è il mio campo. Comunque il bacinetto così a punta dovrebbe datare la tua ricostruzione verso l'ultimo quarto del '300, tanto per avere un idea della collocazione temporale...ma tu parli del primo 300 ove una cerveliera o un bacinetto più tondeggiante sarebbe più adatto.
Sul petto cosa indossi? una specie di "pair of plates" o una corazzina? come è costruita?
La tunica non è certamente una bellezza, passamaneria a parte la stoffa sembra "setosa" e moderna. Panno di lana è l'unico consigliabile. Bisogna individuare il periodo esatto perchè per tutto il 300 le mode cambiano e l'inizio non è uguale alla fine.

Nel testo parli di "pantabraghe" cosa sono? Se rievochi un periodo precedente alla seconda metà del '400 non potrai indossare altro che calze a gambe separate tenute su da una stringa legata ad una cintura passante per il bordo superiore delle mutande. In panno di lana ovviamente.

Per le scarpe, potresti tentare di fartele, qui non posso suggerirti siti commerciali ma fatte da artigiani costano molto ma molto di più...

Se hai bisogno di documentazione scrivimi, per il '300 non abbondo ma vediamo cosa si può fare....

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pg rovo
Nuovo Abitante

Italy
202 Posts

Posted - 26/01/2007 :  14:18:23  Show Profile  Visit pg rovo's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Bruno Chionetti

Foto 1 in alto a sinistra. Sei a capo scoperto, nonostante la presenza del cappuccio non si andava mai a capo scoperto, infinite le tipologie di copricapi facile realizzarne di molto semplici.

Infatti adesso ho una cuffia (le foto non sono recentissime ma mi interessavano i vostri pareri)
quote:
Il cappuccio è veramente molto profondo, direi troppo, per una persona che deve avere le mani libere diventa di impaccio, se ne documentano quasi a mantellina ma non troppo di frequente e per persone che debbano restare ferme immobili esposte alle intemperie (nell'iconografia soprattutto pastori)Sembra inoltre realizzato in materiale leggero...tela? per offrifre protezione ed una certa impermeabilità deve essere in lana spessa.
La larghezza è dovuta al fatto di tirare con l'arco: così posso spostarla sulla spalla. In alternativa la accorcio completamente "al collo" perchè con una misura media la corda dell'arco ci picchia sopra (già provato).
quote:
Non capisco perchè hai due cinture, se una è per la faretra è inutile, puoi tranquillamente appenderla alla cintura principale. Non riesco a vedere le forme della fibbia e delle borchie, ad ogni periodo i suoi dettagli metallici...
le due cinture perchè su di una c'è una borsa (la cosa rossa che vedi più avanti, quella gialla è una stricia di stoffa che richiama i colori della mia squadra) ed un coltello, l'altra per la daga (o la spada).
Le fibbie dovrei controllare bene in base al periodo ma dovrebbero essere abbastanza corrette.
Le faretre all'epoca o erano dei semplici sacchi, e quelli venivano anche legati alle cinture, o avevano fogge come quella che mi sono rifatto, e venivano portate a tracolla.
Al momento come faretre a spalla ho trovato solo degli arcieri francesi a cavallo, che comunque scendevano a terra per il tiro.
quote:
Non capisco cosa indossi sul petto...una protezione in cuoio? Non capisco cos'è quell'oggetto giallo e rosso al tuo fianco destro.
Chiamasi incuoiata, era la protezione base degli arcieri per quasi due secoli, cambiavano chiaramente un po' le fogge.
quote:
Sul petto cosa indossi? una specie di "pair of plates" o una corazzina? come è costruita?
E' una corazzina, ripresa da vari testi, sotto avrebbero dovuto esserci piastre in ferro, io no ho messe alcune in ottone...
quote:
Nel testo parli di "pantabraghe" cosa sono? Se rievochi un periodo precedente alla seconda metà del '400 non potrai indossare altro che calze a gambe separate tenute su da una stringa legata ad una cintura passante per il bordo superiore delle mutande. In panno di lana ovviamente.

Esattamente la stessa cosa che descrivi, anche se, come per buona parte delle stoffe, devo rivederle...
L'arco tecnicamente non è un longbow, in quanto pur essendo a sezione a "D" non è abbastanza lungo (altezza dell'arciere + un pugno - canone edoardiano).
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Bruno Chionetti
Abitante

Italy
520 Posts

Posted - 26/01/2007 :  17:41:34  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage  Reply with Quote
Bene,
Cuffia, meglio di niente, ma sembra che i ricostruttori anteriori al XV secolo conoscano solo la cuffia, che oltretutto spesso si portava sotto ad un altro copricapo, ripeto, esistono migliaia di fogge perchè non riprodurne una semplice ed uscire dagli schemi?

Cappuccio. Dunque, forse non mi sono spiegato, così lungo è praticamente una mantellina e comunque sia, cappuccio (ed ancora di più una mantelina) non sono capi da indossare sempre e comunque, hanno soprattutto funzione pratica, quando piove o fa freddo quindi è molto meglio non indossarlo e non ti impaccia nel tiro (anche se ho in mente delle figure dal salterio di Luttrell che ne hanno sicuramente di media lunghezza e tirano)Se lo fai aderente alle spalle e più corto non credo ti darà problemi anche usandolo per il tiro.

Cintura. Le scarselle non sono così diffuse come noi ricostruttori abbiamo universalmente deciso perchè fa comodo nasconderci le cose moderne...nell'iconografia se ne vedono meno di 1 ogni 10 uomini. E ad uso militare sono totalmente assenti in quanto impedimenti. Quando sei armato la cintura è quella della spada e ci porti la daga, e va bene.
Quando sei in versione arcere ci metti la faretra se la porti alla cintura e nient'altro.
Se sei in versione civile allora ci metti la scarsella ed eventualmente una daga o un coltello per mangiare.
Per le fibbie se hai dubbi scannale che te lo dico al volo. Le minuterie metalliche cono il mio campo di studio primario ho quintali di documentazione e moltissimi originali.

Come già detto non mi pronuncio per le parti armamento che non sono il mio campo. Per un arcere e per giunta italiano comunque sono cosa assai rara anche lì bisogna scegliere il periodo preciso, perchè con le epoche cambiano le protezioni.

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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 26/01/2007 :  19:19:03  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Bruno Chionetti

Cappuccio. Dunque, forse non mi sono spiegato, così lungo è praticamente una mantellina e comunque sia, cappuccio (ed ancora di più una mantelina) non sono capi da indossare sempre e comunque, hanno soprattutto funzione pratica, quando piove o fa freddo quindi è molto meglio non indossarlo e non ti impaccia nel tiro (anche se ho in mente delle figure dal salterio di Luttrell che ne hanno sicuramente di media lunghezza e tirano)



Di nuovo perdono per l'intromissione: per chi fosse interessato, il Salterio Luttrell (British Library Add MS 42130) è "sfogliabile" al sito

http://www.bl.uk/collections/treasures/luttrell/luttrell_broadband.htm

due figure di arcieri (senza cappuccio) sono visibili alla "pagina" 17

un arciere (con cappuccio) alla "pagina" 31 (ultima del codice)
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 29/01/2007 :  09:39:18  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Dunque... la pellegrina come giustamente dice Bruno, sembra di materiale troppo leggero, dovrebbe essere "protettiva" quindi lana, magari abbastanza follata da essere impermeabile; la lunghezz di tale oggettto si aggira in genere attorno ad una spanna giù dalla spalla, è una buona media, che non eslude che qualcuno se ne sia fatto di diverse e si trovi qualche iconografia, di solito però sotto poi c'era il mantello, quindi più lunga era solo stoffa sprecata, un conto è radoppiare la protezione termica delle spalle, un altro sprecare stoffa per avere più cose che si panneggiano attorno; ci sono dei reperti nel libro Textile and Clothing (quello del museo di Londra) che però hanno i margini, se non ricordo male, smangiati; da quelli si vede anche il tipo di costruzione, molto più razionale e funzionale di quello che applicano oggi molte sarte: infatti, dato che la "sporgenza" de corpo è sulla spalla (e non dietro), la mantella è tagliata come un prolungamento blandamente trapezoidale del cappuccio, e dè ampliata con l'inserimento di due gheroni triangolari in corrispondenza delle spalle; il risultato veste meglio che ampliare la mantella dietro, ed inoltre permetteva di utilizzare al meglio la stoffa senza scarti eccesivi.
Questo dell'utilizzo della stoffa al meglio, possibilmente a scarto 0 o quasi, incastrando assieme pezzi triangolari variamente ricavati ed orientati, è una delle costanti del taglio medievale, che le nostre sarte hanno ormai perso (ma nei capi di fine '800 si trova ancora); è uno degli elementi che a mio avviso vanno tenuti primariamente presenti, perchè per ricostruire al meglio secondo me occorre anche cercare di "pensare" medievale, cioè di riportarsi alla situazione effettiva di un uomo del tempo, per il quale un metro di stoffa richiedeva ore di lavoro al telaio.
Concordo con bruno anche per la veste, lana, lana, lana. Intanto perchè colori così brillanti si riuscivano ad ottenere solo su fibra animale, su quella vegetale la tintura monta poco e male. Poi percè protegge dalle condizioni meteo più varie; tieni presente che con la fine del 1200 inizia il deterioramento climatico che porterà alla piccola età glaciale, i dati delle carote antartiche e della groenlandia fanno supporre temperature medie in diminuzione, dati da grotte dell'Europa mostrano spostamento delle fasce vegetazionali (qui ci sono i lavori pubblicati da LeRoy-La Durie). Leggera, pesante, questa poi è una scelta personale. Non necessariamente grossolana, l'uomo tesse da 6000 anni, e negli ultimi 300 di nuova ha inventato solo lo jaquard e il sintetico... ovvero, si riuscivano a tessere lane finissime su telaio a pesi verticale nel VII avanti cristo (gli esemplari del museo di Verrucchio sono spettacolari...), figurati nel 1200-1300 quando Firenze & co. esportavano i loro tessuti sino in inghilterra... tipica l'armatura saia o twill, molto più diffusa nei reperti dell'armatura tela per le lane (è una questione di legatura, la saia è più legata e quindi più resistente rispetto all'armatura tela), che si trova facilmente anche oggi.
Le maniche medievali della veste (non della sopravveste) sono sia nell'iconografia sia nei reperti, strtte al polso e sull'avambraccio, questo oltretutto facilita l'arciere; il loro disegno in pianta è grosso modo trapezoidale, spesso con l'ampieza in più richiesta dal giro manica ottenuta attraverso inserti triangolari o a losanga.
Passamanerie ovviamente no; al massimo strisce tessute con le tavolette, oppure vere e proprie strisce di tessuto di diverso colore o più rico (era l'ultimo destino di vesti dismese perchè logorate in alcune parti) oppure decorazione a cordoncino applicato con piccoli punti. COmunque su di un abito "da lavoro" mi lascia perplessa... L'uomo medievale doveva muoversi, quindi no all'infestante foggia "a sacco" (che vive sull'idea che erano primitivi e non sapevano fare tagli complessi): la veste si allarga dalla vita in giù, inserendo pezzi di stoffa triangolari sul fianco e in uno spacco davanti e dietro; i reperti mostrano ampiezze da uomo che arrivano tranquillamente a 2,5 o 3 m all'orlo.
Il '300 vwede il passaggio dalla veste lunga a quella corta, sino al farsetto che domina nel '400 (sintetizzzo, so che i quattrocentisti avrebbero da dire...) quindi è essenziale definire in quale parte del '300 ti collochi...
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Bartolo
Amministratore

Italy
2946 Posts

Posted - 27/12/2013 :  20:54:24  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
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Originally posted by Bruno Chionetti
Se rievochi un periodo precedente alla seconda metà del '400 non potrai indossare altro che calze a gambe separate tenute su da una stringa legata ad una cintura passante per il bordo superiore delle mutande. In panno di lana ovviamente.



Un'immagine esemplificativa ed illuminante di questa soluzione è fornita da un dettaglio ritratto nel ciclo pittorico dell'Oratorio di Santo Stefano a Lentate sul Seveso (prov. Monza-Brianza), databile al periodo compreso tra 1369 e 1375 circa:

http://www.flickr.com/photos/andrea_carloni/11565134806/
[FLICKR - copyright Andrea Carloni, 2013]
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