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 Fabbricanti, Lavoratori e Mercanti di Armi Bianche a Brescia (XV - XVI sec.)
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Sir De Ricci
Abitante

Italy
849 Posts

Posted - 27/11/2017 :  09:10:48  Show Profile  Visit Sir De Ricci's Homepage  Reply with Quote
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Buongiorno a tutti

Volevo qui esporvi un lavoro di ricerca storico/archivistica sulla fabbricazione di armi nella città di Brescia nel secolo XV con alcuni excursus sul secolo XVI.

la mia ricerca è stata effettuata con i dati presi dai registri d'Estimo, atti notarili e cancellereschi dei secoli citati, trovati all'interno dell'Archivio di Stato di Brescia da parte di Giuseppe Nova (ricercatore archivistico Bresciano).

Inizialmente la ricerca era un semplice elenco di coloro che compaiono nei registri e nelle Polizze che si dichiaravano lavoranti nel settore della produzione di armi, poi ho inserito praticamente tutti i nominativi con i loro dati in EXEL, così da permettermi uno studio più comodo dei dati e delle informazioni; quello che ne è uscito sono montagne di informazioni più o meno interessanti.

le principali voci di settore analizzate negli archivi sono:

- Spadarius
- cortellarius
- Armarolus

poi incrociando i dati con un precedente lavoro di ricerca della pubblicazione di "Francesco Rossi - Armi e Armaioli Bresciani del '400 - edizione 1971 commentari dell'ateneo di Brescia" sono emerse parecchie informazioni interessanti, che ci danno un quadro socio/economico sulla produzione di armi bianche nel basso medioevo e nel primo Rinascimento.

in primis le informazioni ci danno una idea della strutturazione del "lavorante di armi", questi infatti erano raggruppati in corporazioni con regolamenti precisi che determinavano la "bontà" dell'artigiano, con un iter che lo portava ad inizio carriera da semplice "garzone" sino a diventare "Magister" previo esame da parte degli alti organi della Corporazione.

quindi la prima considerazione è che vi era un organo di controllo ben strutturato, sotto cui tutti praticavano, con l'obbiettivo di tutelare l'interesse generale del settore (come detto prima con la certificazione degli operatori, ma anche con potere di acquisto/contratto per ottenere vantaggi commerciali).

le informazioni che seguono sono le varie specializzazioni che si trovano in tutto il '400 di ogni artigiano. nei registri infatti compaiono alcune volte la descrizione della "specialità" dell'artigiano.

si nota il semplice Spadarius che si era specializzato nel forgiare e rifinire le punte delle spade: "Lavoratore di puntali de Spada" o specializzato nel fabbricare i Pomi: "limator di Pomi de Spada", seguono i "Tiratori de Ferri" i "Molatori di Lame"... insomma dai primi registri di epoca Malatestiana, in cui gli Armaioli erano censiti solamente per il "macro Raggruppamento" degli "Armaioli", dal 1450 circa in poi (epoca Veneta) iniziano a comparire nelle descirzioni le specializzazioni, sino a sfociare in epoca rinascimentale a precise descrizioni: "Armarolus et mercatorus de lame a Mediolanum".

interessante poi è analizzare chi fossero e da dove provenissero questi Armaioli che operavano nella città di Brescia, possiamo notare che il luogo di provenienza era sinonimo di una specializzazione in determinati settori:

- fabbricanti armature (a piastre e maglia) citati nel
raggruppamento degli Armarolus/Magliarolus, la
maggior parte di loro provenivano da Milano/Mediolano

- fabbricanri di Spade: citati nel raggruppamento
degli Spadarius la maggiorparte era di Brescia

- fabbricanti di coltelli: citati nel raggruppamento
dei Cortellarius la maggior parte era di Brescia

- Fabbricanti di Lance, scudi e speroni: citati nel
raggruppamento dei Lanzari, Scudari e Speronari sono
quasi tutti originari di Bergamo

- Fabbricanti di Balestre: citati nel raggruppamento
dei Balestrari sono quasi tutti provenienti da regioni
extra territoriali, esempio: Genova, Treviso ed addirittura
Fiandre e Spagna: "Estimo del 1457 Zanino de Fiandra e
Johannes Spagnolo".

ovviamente tutti i vari Armaioli che si sono insediati nella città a partire dall'inizio del '400, se non se ne sono andati via, vengono naturalizzati bresciani. questo lo si deduce dagli atti di Cancelleria che riportano le acquisizioni di cittadinanza e gli atti di immunità (si, il lavoro di Armaiolo era così importante tanto da dare delle immunità legislative e fiscali), quindi troviamo alcune famiglie originarie di Milano, dopo un paio di generazioni sono a tutti gli effetti bresciane (ad esempio la importanti famiglie dei Vimercato o i Da Castello.)

seguono altre informazioni affascinanti: il susseguirsi delle generazioni "nell'impresa di Famiglia".
Troviamo Armaioli che arrivano in città, si insediano, fanno famiglia:
ad esempio tale "Magister Petrus de Castello Armarolus" compare nell'Estimo della Terza Quadra di S. Giovanni del 1468.
poi nell'Estimo del 1498 viene registrato "Petrus Jacobus q. Petrus de Castello Magister". quindi il Figlio ha continuato l'attività il padre Pietro dopo la sua morte (q. = Quondam "defunto") e così via nel susseguirsi degli Estimi fino al pieno '500, dove troviamo ancora la Fam. Da Castello nei vari nomi di "Franciscus, Johannes" ecc..

sempre relativamente alla cronistoria regalata dai registri, sono le informazioni sulla "carriera" (come accennavo all'inizio) che percorreva l'armaiolo: esempio. Estimo del 1424 compare tale "Jacobo et fili da Domodossola" poi si trova nel 1430 tale "Johannes da Domodossola q. Jaobo" e nel 1434 eccolo diventare "Magister Johannes da Domodossola".
abbiamo appena assistito alla carriera di Giovanni, prima collaboratore, poi lui stesso artigiano per poi diventare (probabilmente previo esame della Corporazione, Magister), Affascinante!

ultima segnalazione che tengo a fare è la discreta presenza di Donne nelle attività, infatti queste, dopo la morte del padre o del marito, proseguono con l'attività gestendo loro stesse, con l'aiuto di Figli o Fratelli l'impresa. il fenomeno lo si registra soltanto a partire del secolo XVI° in poi, ma ci tengo lo stesso a riportarlo:

- 1548 Margherita Uxor Magister Domenici - Spadarius
- 1568 Magdalena q. Michaelis - Armarolus
- 1534 Caterina et Margheita Sorelle q. Cristoforo de Cinquatis - Cortellarius

quindi anche le donne si rimboccavano le maniche a battere spade, armature e coltelli! bellissima informazione a mio avviso.

la mia ricerca non si ferma, continuo a spulciare e ricercare informazioni interessanti che "riportano in vita" tutti questi nomi, molti sono nomi dell'eccellenza dell'Armeria Italiana nel mondo, con molti pezzi conservati in musei prestigiosi, ma appunto è bello anche ricostruire parzialmente le loro vite lavorative e non.

man mano continuerò a pubblicare in questo Topic i vari aggiornamenti, sperando che qualcuno di voi possa magari aggiungere qualche altra informazione che possa ricomporre un quadro più completo.

a presto.

Sir De Ricci
Abitante

Italy
849 Posts

Posted - 27/11/2017 :  15:12:08  Show Profile  Visit Sir De Ricci's Homepage  Reply with Quote
Continuo con l'analisi dei dati della Ricerca Archivistica riportata qui sopra (chiunque voglia riceverla basta che mi mandi un PV e sarò lieto di inviarla)

riporto dei numeri per dare una idea di quello di cui stiamo parlando.
prendendo in esame le seguenti voci d'Estimo:

Secolo XV compreso fra il 1426 e il 1490

voci totali analizzate: 89
- Armarolus: 24
- Spadarius: 43
- Cortellarius: 20
- Altri: 2

Secolo XVI compreso fra il 1530 e il 1590

voci totali analizzate: 186
- Armarolus: 68
- Spadarius: 92
- Cortellarius: 20
- Altri: 6

questi dati ci forniscono interessanti punti di studio, infatti possiamo vedere un sensibile aumento della popolazione degli Armaioli in genere fra un secolo e l'altro, oltre che ad un esponenziale aumento durante il proseguire di ogni secolo.

le cause sono da identificare, come spiega il Rossi in "Francesco Rossi - Armi e Armaioli Bresciani del '400 - edizione 1971 commentari dell'ateneo di Brescia", a fattori principalmente Economici e Politici.

basta incrociare questi dati con i principali accadimenti storici delle varie epoche e ci accorgiamo che in concomitanza appunto di tali eventi, la popolazione aumenterà o diminuirà.

Prendiamo per esempio in esame la figura del “Armarolus”, quindi colui che fabbrica le armature principalmente; come abbiamo detto la popolazione di questa figura è composta principalmente da milanesi immigrati nella città di Brescia (fenomeno normale e diffuso a partire dalla dine del XIV sec.)
Il “caso” vuole che la popolazione aumenti molto con la morte del Filippo Maria Visconti nel 1447; questo probabilmente per l’instabilità economica e politica che investe il Ducato, provocando quindi una sorta di “corsa ai Ripari” da parte degli Armaioli milanesi per paura di perdere investimenti ecc..

Sempre analizzando i nostri milanesi, con la instaurazione della Rep. Ambrosiana nel 1450, c’è un sensibile calo della popolazione milanese nella città, questo perché la Rep. Ambrosiana emana leggi durissime verso gli Armaioli che esportavano la loro arte in altre città/territori, obbligandoli alla dimora obbligatoria all’interno delle mura!

Poi arriva la Pace di Lodi del 1454 e tutto si stabilizza, sentendosi più scuri (ed ormai protetti) i milanesi ritornano a popolare la Corporazione degli Armaioli di Brescia ed è proprio in questo periodo che compaiono i primi atti in cui viene concessa la cittadinanza e le immunità a molti di loro e infatti diventeranno dopo una generazione bresciani a tutti gli effetti (non vengono più censiti con il luogo di provenienza).

Fenomeno più legato agli aumenti o meno della popolazione (tengo a precisare che tendenzialmente il grafico è sempre in aumento) è quello degli accadimenti bellici! Ovviamente..
vediamo aumentare di molto gli “Spadarius” e gli “Armarolus” in concomitanza delle grandi alleanze, che poi daranno vita a guerre appunto: ad esempio durante tutta la prima parte del ‘400, le guerre di egemonia nel nord Italia fra Serenissima e Ducato, coinvolgendo ora questo stato ora quell’altro stato.


insomma, da semplici dati possiamo estrapolare molte informazioni, soprattutto se incrociate in un panorama più ampio, come quello storico degli accadimenti in generale.

Nel prossimo intervento riporterò le capacità produttive di una singola bottega/follo per dare una idea di quanto e cosa producesse in termini di armi (bianche) e in che velocità!

PS: qualcuno si potrà chiedere: “perché un armaiolo forestiero si trasferiva a Brescia per praticare la sua attività?” le ragioni sono molteplici ma anche molto chiare.

In primo luogo Brescia dispone di ampie risorse per sopperire alle richieste di una attività così dispendiosa in termini di materie prime come quella della produzione di armi: Boschi per produzione di carbone per le forge, molta acqua e materia prima (metallo) infatti in molti testi di Archivio si ritrova spesso la dicitura “bonum ferrum Brisanes” e dai riscontri storici e metallurgici, Brescia è sempre stata città dall’ottimo ferro.
La presenza di un’ottima materia prima, ha sviluppato tecniche innovative sia nell’estrazione che nella raffinazione, tanto che un recente studio dell’università di Brescia attesta che “l’alto forno” era già presente in epoca Rinascimentale (appunto sinonimo di continua ricerca tecnica) così fornendo l'industria di materiale di alta qualità e sempre più di facile reperimento.

In secondo luogo a partire dal Periodo Veneto (1426 passaggio sotto la Serenissima) vi sono grandi agevolazioni per trattenere gli Armaioli in città, dando loro immunità, sgravi fiscali e incentivi. In questo Venezia è sempre stata all’avanguardia, battendo politicamente gli avversari (nella maggior parte delle volte il Ducato di Milano).

saluti

Fonti: [Caino – di R. Gotti 2012] [F. Rossi – Armi e Armaioli Bresciani nel ‘400 – 197] [ricerche Archivio di Stato di Brescia Estimi delle Corporazioni S.Faustino/Giovanni/cittadella Nuova/cittadella Vecchia – Armaioli]

Edited by - Sir De Ricci on 27/11/2017 16:36:37
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