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 ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI
 Vestiario XV sec: parti nascoste o poco visibili [indice 02.2.3]
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Bartolo
Amministratore

Italy
2946 Posts

Posted - 24/03/2007 :  18:50:51  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
PREMESSA
E' un dato di fatto che molti particolari del vestiario, in quanto non immediatamente visibili (o addirittura celati) all'osservatore, non sono di facile ricostruzione.
Non per questo, tuttavia, siamo "abilitati", per partito preso, a copiare passivamente e acriticamente quanto fatto dai più.
E' quindi necessario, in mancanza di reperti originali - rarissimi per l'abbigliamento - scavare tra l'iconografia, districarsi tra il guazzabuglio dei soggetti rappresentati dai nostri antenati, con l'obiettivo di identificare quello che - miracolo! - mostra un po' più chiaramente l'interno del farsetto, il fissaggio del bottone, il risvolto del cappello, l'intreccio del laccio, insomma ogni dettaglio in genere che può rendere più credibili (perchè meglio realizzate) le nostre riproduzioni.

Non è dunque un esercizio fine a se stesso, bensì una pratica che può condurre, talvolta inaspettatamente, anche a ipotizzare nuove metodologie costruttive dell'abito o dell'accessorio preso in considerazione (per la serie l'archeologia sperimentale è meno distante dalla ricostruzione di quanto si pensi...)

INVITO
Tutto ciò premesso, senza arrivare ad aprire centinaia di post su argomenti che, tutto sommato, potrebbero risultare di scarso interesse per l'utente medio (specie se non ricostruttore), vi invito a sbizzarrirvi qui con ogni genere di scritto o immagine, purchè attinente a quanto di volta in volta preso in esame.


Bartolo
Amministratore

Italy
2946 Posts

Posted - 24/03/2007 :  19:07:03  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Inizio io.

Parlando di "panni da gamba" maschili del XV secolo, comunemente noti come CALZABRAGHE, si documentano diverse varianti compositive per i motivi esterni: a tinta unita, dimidiate (= a due colori), divisate (= recanti colori della casata di appartenenza), addogate (= a strisce, tipiche quelle di area veneta), ecc.
Tali differenziazioni trovano vasto riscontro visivo nell'iconografia e in riferimenti testuali (lasciti "mortis causa", inventari, ecc). Conseguentemente, la maggior parte dei ricostruttori/rievocatori può disporre di basi sufficienti per non compiere eccessive "castronerie".
Ma cosa dire, invece, dei piedi? Quali riferimenti documentari ci consentono di ricostruire con cognizione di causa la variante della calzabraga "a staffa" (dita e calcagno scoperti, striscia di stoffa sotto la pianta), piuttosto che quella a piede intero (dove la stoffa avvolge tutto il piede)? Esistevano davvero entrambe? Sono le uniche documentabili?
Io credo che se ci mettiamo a cercare tutti insieme, possiamo ricavare qualche buon punto di partenza...

Invitandovi a tirar fuori le vostre fonti, da parte mia vi porto un riferimento alla foggia "a staffa", il primo (e ahimè l'unico) che finora sono riuscito a reperire:





Autore: Hinrik Bornemann
Titolo: Kalvarienberg (dettaglio), Heisterbacher Altar
Locazione: Germania
Periodo: 1450 circa
Fonte: sito http://edoc.hu-berlin.de (URL: http://edoc.hu-berlin.de/dissertationen/kunstgeschichte/reichel-andrea/HTML/reichel-appc.html)

Conoscete altri riferimenti iconografici?

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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 24/03/2007 :  19:22:39  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Un'immagine di calzabraga a staffa mi pare del '300, in una miniatura l'aveva fatta vedere a Calolzio anche la Bassi, ma non ricordo la fonte... proverò a metterla sotto torchio...

Edited by - carla on 24/03/2007 19:23:03
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Bruno Chionetti
Abitante

Italy
520 Posts

Posted - 24/03/2007 :  20:41:25  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage  Reply with Quote
Soggetto arduo...rarissimamente ritratto, del resto non c'è logica ad andare in giro senza scarpe.... ne ho solo due che mostrano inequivocabilmente una calza con staffa:
-Chieri (TO) Battistero del Duomo, Flagellazione di Cristo, Guglielmo Fantini(?) ca. 1430 (uno dei fustigatori è privo di una scarpa e mostra la staffa, è "consuetudine" raffigurare tra i torturatori di Cristo persone mal vestite e con difetti fisici)
Se andate in questo luogo munitevi di un binocolo perchè gli affreschi sono sul tamburo della cupola. Il ciclo è particolarmente interessante per una serie notevole di particolari inconsueti e riflette lo stile grottesco del Jaquerio.
- San Severino Marche (MC) Cripta di S. Lorenzo in Doliolo, L. e J. Salimbeni, deposizione dalla Croce, inizi XV (un uomo seduto in un angolo si è tolto calza e scarpa e tenta di togliersi una spina dalla pianta del piede, la calza giace a lato)
Sui Salimbeni c'è poco da dire, basti dire: Oratorio di S. Giovanni Battista ad Urbino. Nei curiosi affreschi a monocromo, ci sono dettagli molto interessanti per il ricostruttore.


Edited by - Bruno Chionetti on 24/03/2007 20:41:51
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Bartolo
Amministratore

Italy
2946 Posts

Posted - 31/08/2007 :  23:02:02  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Nel mio ultimo viaggio in Inghilterra ho fatto razzia di nuovi libri e ho trovato una nuova fonte per le calzabraghe con staffa. Ovviamente sono felice di poterla condividere con voi:





Reperto: Medaglione in vetro colorato
Raffigurazione: mese di gennaio o febbraio
Dimensioni: diametro 25 cm
Periodo: fine XV sec.
Conservazione: The Burrell Collection, Glasgow Museums (45.83)
Provenienza: Philip Nelson Collection; acquistato da Sir William Burrell tramite Wilfred Drake, nel 1944 (un tempo si trovava presso il Castello di Hutton).
Note: lo stile richiama quello della vetrata ritraente San Giovanni a St Peter Mancroft, Norwich, Regno Unito (databile tra il 1480 al 1500).

L'immagine e le informazioni sono state tratte (e riadattate) dal volume:
Gothic art for England 1400-1547, a cura di Richard Marks e Paul Williamson, con l'assistenza di Eleanor Townsend, Victoria & Albert Publications, Londra, 2003, p. 297


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Bruno Chionetti
Abitante

Italy
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Posted - 05/09/2007 :  19:36:34  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage  Reply with Quote
Hans Multscher Sterzinger Altar (Altare di Vipiteno)Tavola "la nascita di Cristo,(1457) splendida visione di una staffa non riportata ma continuazione della stessa pezza.

Pubblicata su: Hans Multscher der Sterzinger Altar. Ulrich Soding, Athesia 1991....oppure vi prendete una bella vacanza in sud tirol e ve lo vedete a tre cm dal naso....
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Simon Rahl
Ospite

32 Posts

Posted - 18/09/2007 :  09:55:29  Show Profile  Visit Simon Rahl's Homepage  Click to see Simon Rahl's MSN Messenger address  Reply with Quote
Una domanda: generalemente se non si avevano calzabrache a piede intero usavano qualcosa al posto degli odierne "calzettini"??
E sotto le brache portavano qualcosa al posto delle odierne "mutande".
Se non centrava nulla con la discussione scusatemi ma la curiosità e la volontà di essere più filologici possibile è grande.

Un saluto a tutti
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MarcoV
Nuovo Abitante

217 Posts

Posted - 18/09/2007 :  10:06:05  Show Profile  Visit MarcoV's Homepage  Reply with Quote
Su questo argomento chiamo in cattedra il buon Chionetti, ma posso rapidamente dirti che sotto le brache, al posto delle odierne mutande, si portavano proprio le mutande!!!
Basta prendere una delle centomila Crocifissioni e guardare come sono celate le pudende dei ladroni...
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 18/09/2007 :  10:23:20  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Al solito, è anche una questione di epoche. Dal '300 in poi sono ampiamente documentate delle cose aderenti alte una spanna sul fianco che potremmo chiamare mutande, in qualche testo si trova un termine di derivazione latina, variamente modificato, sarabullae o sarabulae o altro; vedi ad esempio gli affresci di Lentate sul Seveso.
Prima abbiamo apparentemente poco, tranne le famose braghe della Maciejowski; che non risolvono il problema perché comunque non si capisce se sono l'unico capo o se sotto c'è qualcosa.
Però c'è anche una lunga tradizione, che traspare fra le righe non disegnate (ho l'impressione che all'epoca l'intimo non fosse così sbandierato come negli sloggimanifesti odierni...), di indumenti maschili aderenti, penso (da quello che mi raccontano i vostri congeneri, personalmente... ehm... non ho esperienza...)per ragioni di comodità e sostegno; striscie tipo perizoma, ma forse anche cose più strutturate, di derivazione "gallica" attraverso i romani del II secolo o giù di lì. Si trova infatti il termine "femoralia" che indica, in epoca imperiale, un indumento relativamente aderente con coscia coperta (avete presente i legionari di Asterix?) che era normalmente adottato dall'esercito. Ora, la regola benedettina accenna al problema, sottolineando da un lato che il monaco dever possedere solo la veste e la sopravveste, ma specificando che se esce dal convento deve prendere dal guardarobuiere fra le altre cose x paia di femoralia, da restituire al rientro. Quindi il problema si sposta secondo me sui termini: femoralia indica ancora un indumento analogo a quello tardoantico oppure è sinomnimo di bracae?
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Bruno Chionetti
Abitante

Italy
520 Posts

Posted - 18/09/2007 :  11:18:23  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage  Reply with Quote
Dunque,
come vedrai da questa discussione le immagini di "piedi scoperti" sono più rari del nudo integrale...perchè nel medioevo, contrariamente ai secoli più vicini tutti portavano le scarpe, anche i pezzenti, le avevano rotte ma le avevano, quindi è difficile vedere cosa c'è sotto.
Solo gli inventari ci possono suggerire qualcosa che in questo caso, come in cento altri, non potendo avere riscontro iconografico possiamo solo immaginare. Non sono topo di archivio,mi occupo solo di iconografia, ma qualcuno mi ha riportato (e quindi prendila con le molle) di aver letto riferimenti a "calcetti" cosa fossero e come si portassero resta un bel dubbio.
Il fatto che si portassero calze senza piede nella scarpa è di ordine pratico, la calza si bagna e tiene l'umido sul piede, la scarpa, fatta da un buon calzolaio, non da noi ricostruttori, teoricamente è abbastanza stagna ma il fatto che l eventuale acqua passi direttamente sul piede fa sì che il calore del piede stesso la asciughi rapidamente.
Molto diffuse erano invece le sovracalze, in pelle, ma questo è un altro discorso.

Sotto le calze, come dice Marco, c'erano le mutande.
L'iconografia principe sono le crocifissioni ed i martiri, mutande a centinaia, ripetitive alla nausea ma bisogna vederne tante per cogliere bene le fogge ed i dettagli quali le cordicelle di chiusura o il passaggio della cinghia nel risvolto superiore per il fissaggio delle calze. Più lunghe o meno, per tutto il medioevo restano pressochè invariate, tranne nelle aree nordiche-tedesche, dove a fine quattro si vedono strani slip-tanga neri ridottissimi allacciati su un lato

Edited by - Bruno Chionetti on 18/09/2007 11:21:02
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Simon Rahl
Ospite

32 Posts

Posted - 18/09/2007 :  11:25:28  Show Profile  Visit Simon Rahl's Homepage  Click to see Simon Rahl's MSN Messenger address  Reply with Quote
Grazie ad entrambi, ora farò qualche ricerca iconografica
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Bruno Chionetti
Abitante

Italy
520 Posts

Posted - 18/09/2007 :  11:54:42  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage  Reply with Quote
bene bene, quando trovi qualcosa facci sapere....
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Simon Rahl
Ospite

32 Posts

Posted - 18/09/2007 :  12:12:11  Show Profile  Visit Simon Rahl's Homepage  Click to see Simon Rahl's MSN Messenger address  Reply with Quote
grazie anche a te Bruno Chionetti!Molto esauriente!
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MarcoV
Nuovo Abitante

217 Posts

Posted - 06/10/2007 :  00:59:53  Show Profile  Visit MarcoV's Homepage  Reply with Quote
Solo un inciso per indicare che in un registro notarile inedito del 1307 conservato nell'Archivio di Stato di Genova ho trovato due documenti in cui si parla di "muande" (logicamente, mutande), connesse all'abbigliamento maschile.
L'uso, dunque, doveva essere già ben frequente almeno dalla fine del XIII, ed il loro nome antico in ambito genovese si discostava ben poco dall'attuale!
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Bruno Chionetti
Abitante

Italy
520 Posts

Posted - 06/10/2007 :  01:13:24  Show Profile  Visit Bruno Chionetti's Homepage  Reply with Quote
unciumme cangite ste miande che spussan cumme in bacalettu....
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 18/12/2008 :  23:31:04  Show Profile  Reply with Quote
Calzabraga "a staffa"

Besançon - BM - ms. 0054 - f. 006v
Salterio cisterciense, circa 1260, Germania o Svizzera
http://www.enluminures.culture.fr/documentation/enlumine/fr/rechexperte_00.htm

in cote inserite
Besançon - BM - ms. 0054
(copiate da qui così come è scritto)

Poi fate scorrere il cursore sulle icone di testo sulla destra fino ad arrivare a voir réponse n° 22

BV
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