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 Farro
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carla
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Posted - 09/08/2007 :  11:51:44  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Triticum dicoccum, cereale affine al frumento, usato in epoca romana e con significato sacrale.
Specie diversa rispetto a Triticum spelta, la spelta, altro cereale invece parecchio usato nel medioevo (pare).
Ora, la questione da approfondire è:
quanto l'uso del farro si mantenga nel Medioevo nel Nord Italia, testimonianze, tracce, documenti.
nonché vantaggi, svantaggi delle varie tipologie frumenticole (questo come approccio da agrari).

In pratica: quanto può essere plausibile presentare come ricostruzione per il basso Medioevo nord-italiano (prima della crisi del '300), del pane di frumento non raffinato, di farine miste (segale, spelta, altro), di farro.

ScriptaVana
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Posted - 09/08/2007 :  13:39:08  Show Profile  Reply with Quote
http://hls-dhs-dss.ch/textes/i/I16224-1-2.php

Qui ho trovato un riferimento basato su evidenze archeologiche di resti alimentari in latrine.
Si tratta del sito di Laufen (Svizzera), la datazione indicata è XIII-XV secolo.

Visto che il nostro buon Templare è presente, forse potrebbe avviare una ricerca in siti più specifici in lingua tedesca.

Altra cosa: potrebbe essere condizionante la presenza di grange cistercensi per orientare la cerealicoltura?
In questo caso si potrebbe fare una ricerca sugli studi sulla economia cistercense (più tardi controllerò).
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 09/08/2007 :  17:05:30  Show Profile  Reply with Quote
Qualcosa di più preciso si ricava da:
LUISA CHIAPPA MAURI, Terra e uomini nella Lombardia medievale, Laterza, Roma Bari, 1997 (lo stesso si trova in Vigevano e i territori circostanti alla fine del Medioevo, a c. G.Chittolini, Edizioni Unicopli, Milano 1997, pp 81-110).

Al capitolo IV è presa in considerazione la Lomellina, in particolare al paragrafo 3 dello stesso si analizza la possessione di Sartirana di Cicco Simonetta, il riferimento cronologico è 1462-1466.
La fonte archivistica cui si rinvia è: ASMi, Registri delle Missive, cart. 57: «Giornale del libro de le razone de Sartirana segniato A contrascripto per me Iacomo Griffo podestate a nome de lo Magnificho domino Cegho Simonetta ducalis secretario»

A p 82: "Una delle principali «voci» delle entrate di Cicco Simonetta era appunto costituita dai cereali, in particolare dal frumento, sebbene non mancassero, come ovunque nella Bassa, anche segale, miglio, varie specie di legumi, lino, che figurano particolarmente neicanoni versati dai massari".

Sempre alla stessa pagina si legge che per l'inverno 1464, indicato come anno di magra, sono registrati 200 sacchi di segale e miglio.

Il rinvio alla nota 80 porta alla registrazione nel "libro de le razone" sopra indicato di 205 sacchi di frumento, 89 di segale, 85 di miglio, 28 di fave, 20 di fagioli, 2 di ceci e cicerchie.
Il riferimento è al prodotto della "Grandia" (grangia) destinato a Bergamo.

Al capitolo III, relativo alle possessioni della Certosa di Pavia, per l'anno 1413 c'è un riferimento alla semina di 110 moggia tra segale e frumento (p51).

Sempre di CHIAPPA MAURI, Paesaggi rurali di Lombardia, Laterza, Roma Bari 1990, al capitolo VII si analizza lo sviluppo agrario dell'Emilia.
L'analisi è realtiva alle possessioni del monastero femminile pavese di Santa Maria Teodote.
Il riferimento archivistico è ASMi, Archivio diplomatico, Pergamene per fondi, cartt. 675-681.

A p 211 si fa riferimento al versamento a composizione di un debito, da parte della possessione di Borgo San Donnino, di 50 moggia di frumento e 30 di spelta (febbraio 1300).

La prebenda dei sacerdoti del patronato di Santa Maria Teodote delle chiese di Santa Maria di Borgo e Santa Margherita di Toccalmatto comprende, tra altro, 24 staia di frumento e 16 di spelta (p222).

Altra fonte: BONVESIN DA LA RIVA, De Magnalibus Mediolani. La meraviglie di Milano, Bompiani, Milano 1983.
Capitolo IV (p79): «I nostri territori, fertili di feraci frutti, producono una cos' granbde e così mirabile abbondanza di ogni sorta di granaglie, grano, segale, miglio, panìco, donde si ricava il paniccio ...»
Purtroppo niente dato quantitativo, ma se pure vi fosse sarebbe necessario applicare la cautela che si riserva ai campanilisti.

Questo da una lettura molto veloce dei testi citati.

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carla
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2197 Posts

Posted - 09/08/2007 :  17:20:30  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Optime. Conosco il testo della Chiappamauri, e nei dati citati conferma quanto sostiene il Montanari (in Montanari, Flandrian, Storia dell'alimentazione, Laterza) secondo cui in Italia settentrionale il farro occupa un posto del tutto marginale nell'economia, mentre dominanti sono il frumento, e fra i cereali poveri spelta e segale (miglio preferenziale in Piemonte, se non ricordo male); con un passaggio graduale nelle percentuali spostandosi verso l'interno dell vallate alpine o nei periodi di carestia (soprattutto dal XIV).
Mentre sempre nello stesso testo fa notare come una particolarità il fatto che il farro mantenga una certa importanza in area tedesca (intendendo quell'oltralpe che si estende sino alla Svizzera; quindi le tue latrine quadrano perfettamente.
Sicuramente le grange cistercensi hanno un'influenza sulla cerealicoltura; e probabilmente razzolando in quella tipologia di archivi potrebbero saltare fuori altri dettagli...
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ScriptaVana
Amministratore

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Posted - 09/08/2007 :  20:59:26  Show Profile  Reply with Quote
Un’idea balzana: considerare il prodotto, ovvero il pane, oltre alla materia, cioè i cereali per la panificazione.

Ho pensato prima agli statuti di corporazioni, per cui potrebbe essere utile vedere:
MORANDINI FRANCESCA, Statuti delle arti dei fornai e dei vinattieri di Firenze (1337-1339) con appendice di documenti relativi alle arti dei farsettai e dei tintori, L.S. Olschki, Firenze 1956)

Dagli statuti di corporazioni ed arti alla legislazione statutaria dei comuni, ad esempio

Statuti del Comune di Dervio 1389 (http://www.dervio.org/qd/docs/statuti/index.htm) [1]

XVIIII. De Querendo Pristinarios et Tabernarios (http://www.dervio.org/qd/docs/statuti/1/019.htm)
Controllo su forni e taverne: si fa riferimento al fatto che il pane debba essere “bianco”

CLXVIIII. De Vastantibus Blada et Legumina (http://www.dervio.org/qd/docs/statuti/4/169.htm)
Si parla di granaglie e miglio

CCVII. De Incantu Datii Frumenti (http://www.dervio.org/qd/docs/statuti/5/207.htm)
Indicazione del dazio imposto sul pane di frumento

Purtroppo non su web
Belluno. Statuti del 1392, Testi scelti, tradotti e annotati da Enrico Bacchetti. Presentazione di Gherardo Ortalli, Viella, Roma 2005
XXXI. Disposizioni riguardanti il dazio del pane

Sulla legislazione comunale e in particolare sui dazi sarebbe necessario operare un minimo di esegesi.
Ad esempio: il dazio è imposto come misura protezionistica, il dazio grava su prodotti “santuari”, il dazio al contrario colpisce i generi di maggiore consumo?

Chiaramente questo esula dall’obiettivo di questa discussione, che è verificare le attestazioni di uso di determinati grani, in un determinato periodo, in una specifica area geografica.

Un’ultima trouvaille:
Biblioteca Riccardiana, ms 2526, Libro delle gabelle, metà secolo XIV http://www.istitutodatini.it/biblio/images/it/riccard/2526/dida/25va.htm

purtroppo si vede solo il dettaglio di miniatura e poco testo della gabella che menziona grano.
Vale come suggerimento, magari i fiorentini del Villaggio si incuriosiranno e potranno fornire ragguagli e meraviglie …
Appena Bruno il Vecchio finisce di inoltrarsi in banchetti e potaciones

[1] la pubblicazione dello Statuto è veramente degna di nota: presenta il testo latino e la traduzione in italiano senza attardarsi in tecnicismi per addetti ai lavori; volendo potrebbe fornire numerosi spunti di discussione e di confronto
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 10/08/2007 :  10:36:41  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Bello, molto interessante, perché scavalca un po' di luoghi comuni.
Dopo la crisi del '300, e spostandosi nelle valli, si crede che la qualità del pane peggiori e sia sempre di granaglie povere; invece qui siamo ancora nel periodo "critico", in una valle delle Prealpi in cui le condizioni climatiche sono peggiori che in pianuraq e i trasporti comunque più lunghi, eppure il concetto di pane coincide con "bianco" e con frumento; solo in un punto si trova un accenno a farine miste, comunque sottinteso miste al frumento. Poi magari nella realtà un po' di contadiname delle baite isolate faceva anche pane di sola segale, la domanda è però sempre la solita: rievoco il caso isolato, di massima sfiga (e costante nel tempo...) oppure la media del periodo per quella fascia di popolazione che stava mediamente bene?
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kusturiza
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Posted - 16/08/2007 :  16:14:27  Show Profile  Reply with Quote
Carla e Scriptavana, ci incontriamo di nuovo (e vi assicuro che è assolutamente casuale che sia capitato qui).
Interessantissimi gli statuti di Dervio (io abito nelle prealpi orobiche vicino a Lecco) e, sempre per la ricerca che sto facendo relativa al XIV XV sec. stavo giusto cercando cosa mangiavano i miei concittadini.
Parlate di rievocazione culinarie nel nord italia.
Mi aiutate per un menù povero di tutti i giorni (mattino, mezzogiorno, sera) tra luglio e dicembre (giorni feriali) per uomini che sono al lavoro all'aperto (edificazione chiesa lontana dal paese) e qualche puntata nei festivi nel paese (magari in locanda).

Domanda due: ci sono rievocazioni nella mia zona?
Salut


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carla
Amministratore

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Posted - 16/08/2007 :  17:07:32  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Domanda uno: lasciami scartabellare la bibbia

Domanda 2: si, ci sono state (nel senso che ogni anno c'è qualcosa di nuovo e qualcosa sparisce) rievocazioni a Cremeno, a Calolzio, al castello di Rossino (se non ricordo male il nome, era una struttura privata, aperta per una manifestazione del CERS). In passato anche al castello di Vezio.
L'autunno scorso il Cers aveva organizzato anche una serie di work-shop (conferenze e laboratorio pratico, con un notevole pranzo medievale...)) al Monastero del Lavello.
C'è anche un gruppo ch efa più o meno XIII.
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kusturiza
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Posted - 16/08/2007 :  17:58:49  Show Profile  Reply with Quote
Carla!!!!!
Domanda uno: cosa intendi per scartabellare la bibbia ?
Domanda due: cosa intendi "C'è anche un gruppo ch efa più o meno XIII." ??
Circa i luoghi, conosco molto bene (ci sono nato) ma non sapevo di questi eventi specifici (forse mal pubblicizzati oppure sono io distratto, senza televisione, pochi giornali locali, praticamente un eremita...
Thanks comunque.
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ScriptaVana
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Posted - 16/08/2007 :  19:51:34  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by kusturiza

Carla e Scriptavana, ci incontriamo di nuovo (e vi assicuro che è assolutamente casuale che sia capitato qui).



Casuale o voluta comunque fa piacere.
Sull'argomento sei nel regno di Carla (uno dei tanti), a meno che Bruno il Vecchio non si manifesti.

Nel caso non fossi ancora passato dalla sezione “La nostra biblioteca”: troverai alcuni riferimenti bibliografici sulla gastronomia
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=367

Non dico con certezza, forse qualche idea potrebbe venir fuori.
In ogni caso segui Carla con sicurezza.

Però converrebbe aprire una discussione ad hoc: per non perdere e il farro e la cucina "da campo" o "da cantiere".
BV

Edited by - ScriptaVana on 16/08/2007 20:06:42
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carla
Amministratore

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Posted - 17/08/2007 :  11:13:16  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
...nella fattispecie mi riferivo ad una serie di testi-base, ovvero tutta l'opera del Montanari sull'alimentazione. Se non dà idee a sufficienza, offre comunque una bibliografia sterminata da cui partire "bibbia" perchè il Montanari, Flandrin (ed.) - Storia dell'alimentazione - Laterza è un tomo alto 8 cm, formato quasi A4 e scritto con caratteri piccoli (a volte per ritrovare le informazioni sento la necessità dei versetti numerati...)

...il gruppo... non posso fare pubblicità...
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kusturiza
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Posted - 17/08/2007 :  11:41:14  Show Profile  Reply with Quote
Vedi le coincidenze:
accendo alle 11.26 e trovo la risposta di carla delle 11.13.
Siccome il PC e il collegamento ad internet impiegano quasi 10 minuti per essere operativi, praticamente stavi scrivendo la risposta nel momento in cui ho pensato: "vediamo se carla ha risposto ai quesiti".
Ok preso nota. E comprendo le difficoltà ma posso sperare di avere il menù?
Poi avremo modo di approfondire il discorso sulle tue fonti e sui gruppi che frequenti ma a cui non possono accedere neofiti...

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carla
Amministratore

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Posted - 17/08/2007 :  12:06:38  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Intanto, onore ai neofiti felini che contribuiscono a mantenere il fatidico numero dei "quattro gatti"!!!

La coincidenza cronologica è inquietante...

Le fonti sono a disposizione di tutti, sono normali libri pubblicati di cui qui ora non ho gli estremi completi, ma se razzoli su Azalai magari trovi anche la biblioteca più vicina in cui consultarli...

Prima di scrivere castronate, lasciatemi almeno il tempo di ripassare!!! io non sono un rievocatore, non ho un singolo periodo di cui so tutto, mi interesso di storia di alcuni settori, su un arco temporale vasto (anche il programma di laurea comprende storia antica e medievale, quindi...) e perciò non sempre riesco a citare a memoria con percisione. Troppa carne al fuoco significa cottura grossolana...

I gruppi sono per definizione aperti ai neofiti, non ti offendere, è che non so se sia corretto faere pubblicità in questo senso e sono troppo pigra per consultare il regolamento...

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ScriptaVana
Amministratore

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Posted - 17/08/2007 :  13:16:50  Show Profile  Reply with Quote
Sulla pubblicità ai gruppi: stando agli Statuti del Villaggio (o Regula) no, sarebbe meglio evitare.

Il che non toglie che si possa passare la segnalazione via posta privata.
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carla
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Posted - 17/08/2007 :  14:07:56  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
grazie della specifica... mi sembrava anche a me, quindi nel dubbio... già fatto
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kusturiza
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Posted - 17/08/2007 :  15:38:44  Show Profile  Reply with Quote
Va bene.
Mi attengo alle regole.
Il fatto di aver dichiarato di essere disposto ad infrangere vetrine di librerie per recuperare il Cennini non autorizza nessuno a pensare di avere a che fare con un poco di buono (quel personaggio del nome della rosa disposto a tutto per un libro...).
Sulle coincidenze inquietanti spiegatemi.
Attendo con ansia il menù e sono disposto ad aspettare che Carla si orienti nel mare magnum...
Infine chiedo lumi.
Ho personalmente alcune immagini che potrebbero interessare un'altra sezione del forum. Ho provato ad allegarle ma non ci riesco.
Come si fa?
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