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 Colori affresco [indice 09.0]
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kusturiza
Ospite

76 Posts

Posted - 14/08/2007 :  13:34:27  Show Profile  Reply with Quote
Sono capitato qui per caso cercando lumi sull'uso dei colori negli affreschi del XIV-XV sec.
Ho letto qua e là ma ho le ideee confuse.
Chi mi aiuta a riassumere?
Ovvero vorrei sapere: quali erano i colori usati nel periodo (denominazione, aspetto cromatico e composizione delle miscele che adottavano).
Grazie a tutti

carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 14/08/2007 :  13:55:06  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
inevitabile consigliarti

Cennino Cennini
Titolo: Il libro dell'arte
Neri Pozza editore
ISBN 88-7305-910-4
Pagine 344
Euro 22,00

Credo che sia una delle edizioni più recenti del noto e dettagliato manuale di "pittura" scritto nel XV secolo.
In questa edizione oltre al testo originale (credo che sia integrato utilizzando due copie diverse, o qualcosa del genere), con note, c'è una breve trattatzione sui singoli pigmenti che l'autore cita.
E' una panoramica sulle tecniche, i materiali, il mododi rendere i vari dettagli nella pittura.
Inevitabile per chiunque voglia cimentarsi con una ricostruzione delle tecniche pittoriche dell'epoca (fine spot pubblicitario)
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kusturiza
Ospite

76 Posts

Posted - 14/08/2007 :  15:15:49  Show Profile  Reply with Quote
Grazie, ma non voglio cimentarmi...
la mia curiosità è solo letteraria.
Cercheò il libro annche se in periodo agostano è praticamente impossibile....
Se qualcuno comunque vuole darmi delucidazioni qui... grazie.
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 14/08/2007 :  17:28:04  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Riassunto:

la maggior parte sono colori di origine minerale

- naturali
- artificiali o di sintesi

macinati con perizia, poichè spesso la granulometria influenza la rifrazione e la diffuzione della luce, modificndo l'intensità del colore stesso.

Con il preparato variava la resa cromatica, la capacità coprente, il costo. Per cui esistevano pigmenti più costosi, usati per i dettagli più preziosi o per committenti ricchi, e colori meno costosi, usati per sfondi, ampie superfici, committenti pidocchiosi.
Altra variante: pittore bidonista, per contratto acquistava pigmento pregiato e dietro le quinte usava pigmento di analogo colore e scarso valore...

Problemi inerenti la pittura a fresco:

l'alterazione del colore con la luce, per cui alcuni preparati avevano meno valore

fenomeni di ossidazione o cambiamento di sostanza per reazione con i leganti del fondo, per cui nel tempo alcuni preparati si sono completamente trasformati

fenomeni di reazione fra pigmenti diversi, per cui alla fine il risultato era uno schifo, quindi certe mescolanze o certe sovrapposizioni il bravo pittore sapeva che non andavano fatte...

Fra gli esempi più clamorosi di trasformazione c'è quello relativo agli ossidi di piombo che entrano nella composizione del bianco: celebre la crocifissione "in negativo" nella chiesa inferiore di Assisi.

(continua stanotte, con Cennino sottomano e il Ball a fianco, perchè non ricordo le formule chinmiche e i minerali...)
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kusturiza
Ospite

76 Posts

Posted - 14/08/2007 :  17:51:59  Show Profile  Reply with Quote
mi raccomando...
quali erano i colori usati nel periodo XIV-XV sec per gli affreschi (solo) (denominazione, aspetto cromatico ecc)
grazie mille (e quattro
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 14/08/2007 :  19:31:29  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
Un riassunto, non esaustivo dei colori che Cennino consiglia in fresco, secondo l’analisi che ne dà F. Frezzato in Cennino Cennini, Il libro dell'arte, Neri Pozza editore

Blu

Azzurrite: carbonato basico di rame, dello stesso gruppo della malachite. Instabile nel tempo tende a trasformarsi nella forma malachite, virando dal blu a tonalità verdi.

Lazurite (lapislazzuli): solfoallumosilicato complesso, in genere intimamente mescolato a calcite, con presenza di pirite. Dà l’intenso, pregiato blu oltremare (cosiddetto perché i giacimenti erano in oriente, Afghanistan).
La qualità dipende dala percentuae di calcite, più era puro e blu più costava; veniva “purificato” per reazione con la lisciva (carbonato di potassio). Talvolta miscelato con biacca. In genre non alterabile.

Bianco

Biacca: carbonato basico di piombo (in natura idrocerussite). Prodotto di sintesi fra i più antichi. Molto coprente. Instabile in freco, si trasforma col tempo in solfuro o in biossido di piombo, annerendo. Costo basso.

Bianco di Sangiovanni: è il bianco di calce, carbonato di calcio otenuto per caronatazione all’aria della calce spenta. Consigliato in fresco piuttosto che la biacca. Resiste alla luce, compatibile con altri pigmenti. Tende atrasformarsi in solfato di calcio per reazione con acidi, soprattutto in ambiente di inquinamento urbano, con aumento di volume, rigonfiamento e distacco della pellicola pittorica.

Gialli:

Giallorino: stannato di piombo. Ne esistevano due forme ottenute con procedimenti diversi e costo diverso. Il termine potrebbe sovrapporsi al massicot, nel nord Europa ossido di piombo. Gli stannati di piombo, nelle loro varie forme e sfumature cromatiche, hanno elevato potere coprente, sono resistenti alla luce, non reagiscono con altri pigmenti né con la calce.

Orpimento: trisolfuro di arsenico. Minerale naturale, macinato dà un giallo caldo, giallo oro. Inoltre di sintesi. Incompatibile con i pigmenti di piombo e rame. Sconsigliato in muro, in realtà è stabile se asciutto, ma con l’umidità tende a decomporsi e sbiadire.

Rossi:

Cinabro (naturale) o vermiglione (di sintesi): HgS, solfuro di mercurio; sconsigliato in fresco perché annerisce.

Ematite: ossido di ferro, macinato dà colore rosso sanguigno. Molto stabile.

Minio: ossido di piombo. Preparazione di sintesi. Elevato potere coprente. Sconsigliato in fresco perché tende ad annerire.

Dal giallo al rosso:

Ocra: terre naturali di natura argillosa con ossidi e idrossidi di ferro in varia percentuale; limonite, goethite e lepidocrocite danno ocre gialle e giallo-brune, l’ematite dà ocre rossastre. Il biossido di manganese è presente in qulle più scure, terra di Siena e terra d’ombra. Colori stabili, coprenti, molto diffusi.

Sinopia: è un’ocra rossa, usata anche per abbozzare le figure da dipingere in fresco.

Verdi:

Verderame (verdigris): acetati di rame di sintesi, con tonalità dal verde al verde-azzurro. Poco coprente, quindi si consigliava di mescolarlo con biacca. Piuttosto stabile.

Verdeterra (terra verde): dalla macinazione di minerali argillosi ricchi in ferro, allumosilicati complessi (celadonite, glauconite). Stabile in fresco, compatibile con gli altri pigmenti. Costo basso, colore non particolarmente brillante ma usatissimo, ad esmpio come base per gli incarnati.

Nero: carbonio ricavato da vegetali combusti. Cennino tralascia il nero d’ossa.

Edited by - carla on 14/08/2007 19:32:25
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kusturiza
Ospite

76 Posts

Posted - 15/08/2007 :  14:41:25  Show Profile  Reply with Quote
Grazie Carla. Sei un tesoro! (chi trova un'amica..)
Hai matenuto la promessa e la tua segnalazione del libro del Cennino mi sarà sicuramente utile.
Tuttavia, visto che non posso assaltare la vetrina di una libreria chiusa a ferragosto (cosa da non credere) e rubare il tomo, vorrei capire da te o da altri volonterosi questo...

il libro (leggo dalla recensione sul sito di neri Pozza) è "La presente edizione, curata da Fabio Frezzato, sottopone per la prima volta il testo cenniniano a un esame integrale e contestuale. Come scrive Giorgio Bonsanti nella sua prefazione, Frezzato «ha ristabilito la migliore lezione oggi accessibile del libro. Ha indagato i fatti storici e biografici, inquadrando la presenza padovana di Cennino nella realtà della città a quel tempo… Ha ricostruito la storia di ognuno dei quattro codici superstiti … Ha fornito risposte esaurienti alle curiosità del lettore, mettendogli a disposizione anche un indice commentato e spiegato dei colori, un dizionario dei termini e dei materiali, una bibliografia estesa e puntuale». Un’edizione esemplare, per la quale è «perfettamente appropriato il termine di “definitiva”».

Essendo scritto in volgare mi sembra di capire che le tue indicazioni siano una elaborazione tua (o di altri) ma non esattamente quello che scrive il Cennino.
In attesa di avere il libro puoi indicarmi un esmpio della scrittura originale del Cennino?
Chiedo troppo?
Comunque anche se non lavorerai per me a ferragosto ti perdono...
Grazie ciao.
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 15/08/2007 :  17:45:39  Show Profile  Reply with Quote
Saluti e benvenuto,
di Cennino in questo forum si è parlato e straparlato.

Qui alcune delle discussioni con citazione di brani dal testo cenniniano, per quanto non si tratti di pigmenti il "sapore" della lingua lo hai tutto.

Solo un'avvertenza: per semplicità di trascrizione e difficoltà di resa simbolica sul forum, non è riprodotto i simbolo "."(in realtà un punto collocato a mezza altezza del rigo) e "-" per indicare i raddoppiamenti fonosintattici, esempio: .ffa' che .ssi schaldi.

http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=288
sulla fabbricazione di pennelli (in extenso)

http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=289
sulla grafite (solo un breve stralcio), link correto dopo segnalazione di kusturiza (grazie)

http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=604
macinazione del colore nero (stralcio) uso del porfido (stralcio)

http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=119
tempratura della penna d'oca (stralcio)

(per rintracciare le discussioni in cui si fa riferimento a Cennino ti sarà sufficiente inserire la voce Cennino Cennini nella funzione "Ricerca" che trovi in alto a destra nella pagina del forum)

BV

Edited by - ScriptaVana on 15/08/2007 22:26:03
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carla
Amministratore

2197 Posts

Posted - 15/08/2007 :  18:04:05  Show Profile  Visit carla's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by kusturiza
Essendo scritto in volgare mi sembra di capire che le tue indicazioni siano una elaborazione tua (o di altri) ma non esattamente quello che scrive il Cennino.




Sì, apisci correttamente... come ho accennato, si tratta di un brutale riassunto del capitolo che Frezzato dedica all'analsi dei colori, eliminando diretamente quelli ch non sono adatti all'affresco. In teoria avrebbe potuto essere una tabella, e come colonne: composto chimico, minerale, naturale o di sintesi, colore ottenuto, valore commerciale, problemi e alterazioni.
Ma non sapendo inserire una tabella qui, ho razzolato il testo di Frezzato scrivendo giùquello che corrispondeva alle varie colone... ovviamente perdendone per strada un po'... insomma, è un riassuntaccio da vigilia di ferragosto...
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kusturiza
Ospite

76 Posts

Posted - 15/08/2007 :  22:13:39  Show Profile  Reply with Quote


Grazie a Carla per tutto e a Scriptavana anche se devo segnalare che il rimando:
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=28
sulla grafite (solo un breve stralcio)
mi manda alla Mummia del passerino... (brrr)
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 15/08/2007 :  22:23:42  Show Profile  Reply with Quote
venia e corrige
http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=289
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kusturiza
Ospite

76 Posts

Posted - 13/10/2007 :  13:00:02  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by ScriptaVana

Tocca fare il frangipudenda.

Tengo a sottolineare la differenza tra miniatori e imbarattamuri: la sezione di pertinenza per la pittura è "Arte e architettura" dove Kusturiza aveva già avviato una discussione sui colori negli affreschi

http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=653

Pregherei dunque di proseguire con le indicazioni pertinenti nel post indicato.

Grazie.



quote:
Originally posted by ivano

Buongiorno Kusturiza,
Il colore rosso sangue che vedi nelle foto è lacca di cocciniglia (valido sostituto della lacca di kermes, in uso anche in Europa a partire dal '500).
Purtroppo, a causa della sua natura organica, non è adatta per la tecnica dell'affresco ma è ottima per la miniatura.
Il rosso che vedi negli arreschi è invece quasi certamente un'ocra rossa, naturale o ottenuta per bruciatura dell'ocra gialla. Potrabbe anche essere ematite che è la forma cristallizzata del sesquiossido di ferro, mentre l'ocra rossa naturale è una forma terrosa e meno "nobile" della stessa ematite. Trovi questo pigmento nei negozi specializzati sotto vari nomi uno dei quali è "rosso veneto".



Sorry frangipudenda
obbedisco agli ordini.
Comunque a Ivano continuo a porre la domanda:
- sul rosso sangue ho capito e avevo preso nota;
- sul colore di fondo bruno-marrone-rossastro, dove dovrebbe esserci naturalmente (penso) l'azzurro del cielo credo sia proprio un deterioramento di un altro colore. Non l'azzurrite che diventa verde. Allora quale?
Grazie
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ivano
Ospite

Italy
42 Posts

Posted - 15/10/2007 :  22:18:23  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by kusturiza

quote:
Originally posted by ScriptaVana

Tocca fare il frangipudenda.

Tengo a sottolineare la differenza tra miniatori e imbarattamuri: la sezione di pertinenza per la pittura è "Arte e architettura" dove Kusturiza aveva già avviato una discussione sui colori negli affreschi

http://www.villaggiomedievale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=653

Pregherei dunque di proseguire con le indicazioni pertinenti nel post indicato.

Grazie.



quote:
Originally posted by ivano

Buongiorno Kusturiza,
Il colore rosso sangue che vedi nelle foto è lacca di cocciniglia (valido sostituto della lacca di kermes, in uso anche in Europa a partire dal '500).
Purtroppo, a causa della sua natura organica, non è adatta per la tecnica dell'affresco ma è ottima per la miniatura.
Il rosso che vedi negli arreschi è invece quasi certamente un'ocra rossa, naturale o ottenuta per bruciatura dell'ocra gialla. Potrabbe anche essere ematite che è la forma cristallizzata del sesquiossido di ferro, mentre l'ocra rossa naturale è una forma terrosa e meno "nobile" della stessa ematite. Trovi questo pigmento nei negozi specializzati sotto vari nomi uno dei quali è "rosso veneto".



Sorry frangipudenda
obbedisco agli ordini.
Comunque a Ivano continuo a porre la domanda:
- sul rosso sangue ho capito e avevo preso nota;
- sul colore di fondo bruno-marrone-rossastro, dove dovrebbe esserci naturalmente (penso) l'azzurro del cielo credo sia proprio un deterioramento di un altro colore. Non l'azzurrite che diventa verde. Allora quale?
Grazie





cara Kusturiza,
penso proprio che quel cielo fosse fatto di azzurrite ma stesa a secco (tempera). Come ben dici l'azzurrite nell'affresco, in condizioni ambientali non favorevoli, tende a trasformarsi in una forma più stabile, cioè malachite (verde) e per questo motivo spesso veniva messa a secco. Questo minerale se viene macinato troppo finemente tende ad essere trasparente e il suo colore tende al blu-verde e per questo motivo i pittori prima di stendere questo colore preparano un fondo del colore da te descritto (bruno-rosso) detto "morellone" che, sfruttando la trasparenza di cui ti ho parlato prima, da all'azzurrite un aspetto blu-violaceo molto simile al più costoso lapislazzuli.
Probabilmente l'affresco in questione ha subito la caduta di questo strato di pittura a secco (azzurrite) mettendo in evidenza la tonalità bruno rossiccia del morellone. Un esempio simile lo puoi vedere nalla Cappella degli Scrovegni a Padova sulla veste della Madonna.
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kusturiza
Ospite

76 Posts

Posted - 15/10/2007 :  22:56:58  Show Profile  Reply with Quote

A parte quel cara che non mi si addice (ma non potevi saperlo), grazie Ivano per avermi dato la risposta.
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ivano
Ospite

Italy
42 Posts

Posted - 16/10/2007 :  13:34:32  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by kusturiza


A parte quel cara che non mi si addice (ma non potevi saperlo), grazie Ivano per avermi dato la risposta.



Ops!
non sapevo che fosse un nome maschile, scusami.
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Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 17/05/2013 :  13:13:55  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Segnalo la seguente risorsa on-line:

I colori dei pittori del Medioevo
http://www.cultorweb.com/medioevo/C1.html

Senza velleità di esaurire l'argomento, viene offerta una sintesi efficace e di agevole lettura, completa di bibliografia in calce.
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