VILLAGGIO MEDIEVALE
VILLAGGIO MEDIEVALE
VILLAGGIO MEDIEVALE | Profilo | Registrati | Discussioni Attive | Iscritti | Ricerca | FAQ
Username:
Password:
Save Password
Forgot your Password?

 FORUM VILLAGGIO MEDIEVALE
 ARTE, ARCHITETTURA E LETTERATURA
 ARTE E ARCHITETTURA
 La taverna nel medioevo [indice 06.0]
 Nuova Discussione  Rispondi
 Stampa
Previous Page
Author Previous Topic Topic Next Topic
Page: of 2

Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 16/02/2008 :  19:22:24  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
quote:
Originally posted by crycry

Ciao Dedo!!! mi chiamo Cristina e ti scrivo perchè ho visto che hai letto il libro di Peyer...è davvero molto interessante, però purtroppo la professoressa ha avuto la "stupenda" idea di anticiparmi l'esame a dopodomani...AAAAAHHHH!!! quindi ora sono presa dal panico perchè non riuscirò MAI a terminarlo in tempo...volevo quindi chiederti se tu mi potresti inviare un riassunto, almeno della seconda parte!!! Sei la mia ultima speranza!!! ;-) un bacio



Benvenuta! Mi spiace doverti fare subito un appunto al tuo primo "post", ma ti chiedo cortesemente di rispettare il regolamento: non è consentito l'uso del forum per questioni private, per le quali è invece disponibile il servizio di "messaggistica" (cliccando sul nome utente e quindi su Click to send an E-Mail ).

Se poi volessi presentarti nella sezione PRESENTAZIONI, potrai anche annunciare la tua presenza al resto del Villaggio
Go to Top of Page

dedo
Visitatore

8 Posts

Posted - 20/02/2008 :  16:40:38  Show Profile  Reply with Quote
Ciao,
scusatemi per la lunga assenza, ma l'influenza ha colpito e quindi sono stata lontana dal pc per parecchi giorni..

Ringrazio il Buon Templare per la dritta. Sicuramente andrò a vedere quanto prima (lavoro permettendo) la taverna di Bamberga e spero di poter inserire qui delle foto da condividere con voi.
La birra che producono invece la conosco molto bene, si tratta di una birra affumicata che pare sia nata intorno al 1400 quando per errore il mastro birrario "affumicò" un pò troppo il malto messo ad essiccare per la produzione birraria (in alcuni testi si parla di un incendio in un locale attiguo, in altri di una svista del mastro birraio. Comunque tutti concordano che si trattò di un caso). Per non buttare tutto il mastro decise di utilizzare ugualmente il malto ed il risultato fu così buono che nacque la tipologia giunta fino a noi. Avrete capito che mi piace bere Inoltre con questa birra si fa uno stinco da leccarsi i baffi!! (ebbene si, mi piace anche mangiare )

Domenica andrò a visitare il castello di Gropparello, che pare abbia una taverna medievale nelle immediate vicinanze che dicono autentica.
Speriamo che non sia il solito luogo posticcio.. Vi racconterò al mio ritorno.

Per ScriptaVana: Interessantissime le miniature, ci ho messo un secolo a capire come funzionava la ricerca e tu l'avevi spiegata nel sito, pensa senza la spiegazione
Go to Top of Page

Anna
Ospite

Italy
57 Posts

Posted - 20/02/2008 :  17:23:44  Show Profile  Reply with Quote
quote:
Originally posted by dedo

Domenica andrò a visitare il castello di Gropparello, che pare abbia una taverna medievale nelle immediate vicinanze che dicono autentica.
Speriamo che non sia il solito luogo posticcio.. Vi racconterò al mio ritorno.




Per quanto riguarda l'architettura non è il mio campo di competenza, personalmente non ci sono mai stata ma ho richiesto i menu "medievali" e sono a mio parere molto discutibili!!!
Prima di andare prova a dare un'occhiata sul loro sito.

Edited by - Anna on 20/02/2008 17:58:16
Go to Top of Page

dedo
Visitatore

8 Posts

Posted - 25/02/2008 :  11:02:54  Show Profile  Reply with Quote
Ho seguito il tuo consiglio ed ho controllato il sito.
In effetti la taverna sembra proprio posticcia, quindi ho deciso di cambiare meta.
Sono andata a vedere Como che ha delle chiese romaniche (non c'entra con la taverna, lo so, ma mica uno deve essere ossessionato.. Un pò di sano turismo ci vuole!!.. Spero che non sia proprio OT quanto dirò di seguito)

Sono rimasta fortemente delusa perchè non sono riuscita ad entrare nei monumenti più importanti:
c'era un "divieto d'accesso, proprietà privata" davanti alla strada che porta alla Chiesa di San Carpoforo [XI-XII sec.] Ed essendo una ligia alle leggi, non mi sono permessa di passare, anche se me ne sto pentendo... http://www.comune.como.it/como_files/fotografie/foto/001.html http://www.comune.como.it/como_files/fotografie/foto/003.html
Infine un portone sbarrato davanti alla Chiesa di Sant'Abbondio http://www.comune.como.it/como_files/fotografie/foto/016.html[XI-XII sec.] http://www.comune.como.it/como_files/fotografie/foto/009.html ha sgonfiato i miei entusiasmi
Però devo dirvi che, onestamente, è valsa la pena di fare il viaggio, fosse solo per vederle da fuori...
Go to Top of Page

Seretur
Visitatore

Italy
4 Posts

Posted - 27/02/2012 :  20:47:03  Show Profile  Reply with Quote
Salve a tutti!
Con il mio gruppo storico stiamo organizzando una cena medievale ambientata in una taverna. Nella necessità di costruirli, mi è sorto il dubbio su come erano realizzati i tavoli (e anche le panche) su cui si consumavano i pasti.
Il periodo da me interessato è sul XIII secolo.
Ho fatto un giro in internet, compreso questo vostro forum, sperando di trovare qualcosina che ne parlasse..ma nessun risultato.

Chiedo quindi a voi se sapete rispondermi a questo dubbio o sapermi dire dove trovare qualche informazione utile.

Grazie
Go to Top of Page

Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 18/09/2014 :  20:56:59  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Un piccolo sunto sulle taverne si trova in

L. ERMINI PANI - M. C. SOMMA - F. R. STASOLLA (a cura di), Forma e vita di una città medievale. Form and life of a medieval city. Leopoli - Cencelle (Studi e ricerche di archeologia e storia dell'arte, 18), Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, Spoleto (2014), p. 101; si tratta del catalogo della mostra tenutasi a Roma, Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali 3 aprile - 27 luglio 2014

(omissis) Le taverne nelle città medievali costituivano uno dei luoghi di aggregazione più popolari, e come tali anche potenziali fattori di rischio sociale, pertanto la loro attività era fermamente normata nelle costituzioni statutarie. Ci si preoccupa in primo luogo che vengano rispettate le misure di vino; ogni osteria doveva conservare un campione delle misure verificate e sigillate da parte dell’autorità comunale (che fosse petitto, mezzetto, terzetto, o foglietta, come ad esempio riporta lo Statuto di Civitavecchia); i recipienti dovevano essere riempiti con cura fino all’orlo; ovviamente, il vino non deve essere adulterato o spezzato con acqua; un oste non può rifiutarsi di vendere il vino di una botte che ha iniziato, a meno che non voglia tenerlo per uso personale.
Tutte queste norme, spesso molto dettagliate, sono evidentemente necessarie perché le osterie erano luoghi importanti dal punto di vista sociale e la prevenzione di risse e di vertenze tra privati passava anche attraverso il corretto andamento di questa attività. Norme specifiche erano anche previste per la regolamentazione del gioco – soprattutto quello che prevedeva l’utilizzo di dadi -, altra attività che aveva come scenario le taverne. Anche in questo caso, era sentita la preoccupazione che tentativi di barare non fossero occasione di litigi e risse; la percentuale di rinvenimento in molti siti di dadi truccati, appesantiti con piombo, conferma quanto tale problema fosse diffuso e sentito. L’associazione tra vino e gioco era chiaramente inevitabile, ma poteva essere molto pericolosa, soprattutto quando al gioco erano associate le scommesse. Gli sforzi di limitare le degenerazioni di queste pratiche sono evidenti nella regolamentazione delle scommesse, che di norma doveva essere limitata a generi alimentari, meglio se da consumare sul posto, come un pasto oppure castagne, pane, frutta secca; se il pegno della scommessa era costituito da vino, questo andava limitato in quantitativi massimi per persona. Allo stesso modo, i tempi del gioco erano limitati dal calendario liturgico, o anche riservando al gioco i momenti di festa o di minor impegno lavorativo in campo agricolo; analoghe prescrizioni erano riservate agli orari nei quali era possibile giocare, che non dovevano superare il tramonto. Accanto alla vendita al dettaglio, per gli osti era prevista anche la possibilità di vendere botti intere, segno dell’inserimento di questa categoria fra le professioni di rilievo anche a livello economico della città. I frequentatori delle taverne potevano anche trovarvi cibo cucinato, e negli statuti si rileva l’attenzione a che gli osti non diventassero rivenditori o, peggio ancora, profittatori di generi alimentari, così che i loro acquisti di cibarie erano tenuti sotto controllo, affinché non avessero troppe scorte. Le strutture materiali delle taverne sono difficili da rinvenire, perché spesso erano ridotte a pochi arredi lignei, tavole su cavalletti e panche o sgabelli. Alcuni statuti, addirittura, prevedono la possibilità che si venda vino presso case private, magari ponendo un piano di legno davanti la porta, oppure utilizzando le tettorie poste davanti alle porte di ingresso, purché venissero rispettate le stesse regole previste per le osterie vere e proprie. Con ogni probabilità, vendite di questo genere potevano avvenire in caso di eccedenze di produzione e quindi non prevedere locali appositamente deputati. Ne consegue che, in mancanza di strutture accessorie, non è possibile riconoscere una taverna da un qualsiasi ambiente di abitazione (omissis)


Go to Top of Page

Sigan
Nuovo Abitante

Italy
159 Posts

Posted - 19/09/2014 :  12:35:42  Show Profile  Visit Sigan's Homepage  Reply with Quote
Bellissime info Andrea. Che ti risulti, le taverne dovevano avere delle apposite insegne esterne o ci si può rifare al luogo comune di mettere tavoloni scolpiti o dipinti, ruote, scudi e quanto altro, tipiche della letteratura e dei film?
Go to Top of Page

Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 20/09/2014 :  11:32:29  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Sigan

Bellissime info Andrea. Che ti risulti, le taverne dovevano avere delle apposite insegne esterne o ci si può rifare al luogo comune di mettere tavoloni scolpiti o dipinti, ruote, scudi e quanto altro, tipiche della letteratura e dei film?



La situazione è piuttosto variegata, ma possono essere identificati dei punti in comune, soprattutto sul fronte simbologico, che investe direttamente la finalità primaria di riconoscibilità e unicità dei vari esercizi commerciali.
Finora ho potuto radunare in maggioranza fonti documentarie.
Di seguito gli esiti di una primissima ricerca: conto che con l'aiuto di altri utenti possa essere ampliata!


ROMA

La riconoscibilità della taverna e dell'osteria era affidata essenzialmente al signum (o insignia), all'immagine semplice e di immediata leggibilità (accessibile anche a stranieri e analfabeti), che compariva all'esterno, su una bandiera di tessuto, su una tavoletta di legno o metallo, a colori vivaci. Una corona, una stella, un angelo, un leone sono alcuni dei simboli più frequentemente adottati per attrarre l'attenzione del cliente. La semplicità - quasi banalità - del signum era senz'altro privilegiata rispetto a più specifici elementi di individuazione, anche a scapito di possibili equivoci. Esistevano infatti contemporaneamente a Roma tre, quattro, cinque taverne o osterie con lo stesso segno e lo stesso nome. Quando se ne parlava, occorreva precisarne l'identità con un toponimo: la Corona a Campo de' Fiori, la Corona a Monte Giordano, la Corona a piazza Giudea.

Tratto da:
AA.VV., Taverne, locande e stufe a Roma nel Rinascimento, RR inedita (ISBN: 88-85913-32-6), pag. 36

----------

ROMA

Stando alla testimonianza di Giovanni Rucellai, che - va tenuto conto - fa riferimento ad un anno di giubileo e, dunque, a circostanze che vedono il moltiplicarsi di effimere iniziative commerciali, nel 1450 [ndr, si parla di Roma] erano in città «hosterie 1022 che tengono insegna di fuori. Et sanza insegna anche uno grande numero». Fregiate di nomi pittoreschi (taverna del Paradiso, del Leone, della Croce, dell'Aquila, etc.), risultano spesso gestite da immigrati d'oltralpe, in primo luogo tedeschi.

Tratto da:
Il vino nell'economia e nella società italiana Medioevale e Moderna: Convegno di studi, Greve in Chianti, 21-24 maggio 1987, Accademia economico-agraria dei georgofili, 1988, pag. 138

---------

MILANO

Numerosi gli alloggi per i viaggiatori come la taverna chiamata "de la pescaria" presso il fossato, o come l'albergo del Falcone vicino alla Chiesa di San Giovanni in Conca (ora piazza Missori) o ancora le osterie della Cerva sulla via che dal Broletto conduceva a Porta nuova, dell'"Uomo Selvatico" presso il Naviglio di Porta Ticinese e del "Saraceno" a Porta Romana.

Tratto da:
F. DELLA PERUTA (a cura di), Storia illustrata di Milano: Milano antica e medievale, Sellino, Milano, 1992, pag. 335

-----------

PAESI D'OLTRALPE

Anche al di fuori dell'Italia la varietà di insegne sembra farla da padrona.

Per l'Inghilterra una rapida visione d'insieme viene esposta in

N. DAVIES, Storia d'Europa, vol 1, Bruno Mondadori Editore, Milano, 2001, pag. 463




Di seguito alcune iconografie francesi mostranti taverne che espongono insegne:

BnF Français 12595, fol. 52
Allégorie : Fortune tavernière (tratto da: Jean de Meun, Roman de la rose)
Francia, Parigi, fine XIV - inizi XV sec
http://visualiseur.bnf.fr/ConsulterElementNum?O=IFN-07876020&E=JPEG&Deb=107&Fin=107&Param=C

BnF Français 144, fol. 17v
Châtiment des ivrognes (tratto da: Jean Thenaud, Triomphe des vertus)
Francia, 1500-1525c
http://visualiseur.bnf.fr/ConsulterElementNum?O=IFN-07883546&E=JPEG&Deb=1&Fin=1&Param=C

*** NOTA ***
Tutte le informazioni documentarie sopra citate sono state tratte da GOOGLE LIBRI: invito tutti gli utenti a servirsene, si tratta di una risorsa molto preziosa e funzionale!
Go to Top of Page

Bartolo
Amministratore

Italy
2943 Posts

Posted - 21/09/2014 :  09:50:49  Show Profile  Visit Bartolo's Homepage  Click to see Bartolo's MSN Messenger address  Reply with Quote
Sempre per l'area francese, riporto quanto ho già segnalato nella prima pagina della presente discussione:

quote:
Originally posted by Bartolo

Sempre JEAN VERDON dedica un brevissimo paragrafo alle taverne della Francia medievale in:

La notte nel Medioevo (titolo originale: "La nuit au Moyen Age"), Baldini&Castoldi, Milano, 2000, p. 183-184:

"(omissis) le taverne hanno molto successo in un'epoca in cui, secondo Guillebert de Metz, Parigi ne conta più di quattromila. Si trovano soprattutto alle porte della città, a Grève, alle Halles, in place Baudoyer, in rue Saint-Jacques..., e si riconoscono dal ramo di frasche e principalmente dal cerchio sull'insegna [n.d.r, la sottolineatura è di chi scrive]....

Go to Top of Page
Page: of 2 Previous Topic Topic Next Topic  
Previous Page
 Nuova Discussione  Rispondi
 Stampa
Vai A:
VILLAGGIO MEDIEVALE © VILLAGGIO MEDIEVALE Go To Top Of Page
Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.06
Forum Medioevo , Arte e Architettura Medievale, Ricostruzione Storica, Medioevo Italiano, Araldica Medievale, Turismo medievale