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 SCRITTURA E MINIATURA
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 Come scrivevano i nostri Re?
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Aliena79
Visitatore

2 Posts

Posted - 09/11/2013 :  16:51:22  Show Profile
Buon pomeriggio a tutti/e.
Sono nuova nel Forum e anche inesperta, per cui inizio con lo scusarmi se per caso fosse già stato trattato altrove l'argomento!
Vi vorrei chiedere un aiuto: devo fare una ricerca su lettere scritte dai Re nel medioevo..
Il Re come comunicava gli editti al proprio popolo? Come comunicava una sua decisione al suo popolo? Scriveva? Mandava i propri messaggeri lasciando pergamene con il simbolo in ceralacca del proprio casato? Esiste una raccolta in qualche libro, un esempio da cui trarre spunto per questa mia ricerca?????
Ringrazio tantissimo chi vorrà rispondermi!!!

Sir De Ricci
Abitante

Italy
850 Posts

Posted - 11/11/2013 :  10:34:48  Show Profile  Visit Sir De Ricci's Homepage
Benarrivata!
Riceverai presto gli onori della casa dagli amministratori e moderatori..

Per una ricerca piu accurata devo chiederti di alcuni dettagli che possono fare comodo a tutti e per rendere la discussione quanto piu completa e definita: servirebbe sapere il periodo temporale a cui ti riferisci (comprenderai che i mezzi di comunicazione possono variare molto in base al periodo, un re franco del 700 aveva forse mezzi differenti di un Re del 1200). Passerei poi alle informazioni relative all'area geografica (puo' essere utile per ricercare le informazioni in maniera piu precisa e corretta, un conto sono gli editti di un Re Longobardo che aveva un regno meno vasto di Carlo martello che governava il regno dei Franchi che era notoriamente piu' vasto).
Con queste informazioni si possono cominciare ricerche piu approfondite.
Tu hai percaso eseguito qualche ricerca? O hai gia' informazioni in tuo possesso? Cosi che abbiamo un ulteriore punto di partenza.
A presto :)
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Sir De Ricci
Abitante

Italy
850 Posts

Posted - 14/11/2013 :  20:53:26  Show Profile  Visit Sir De Ricci's Homepage
va bene sono il solito, apro io le danze!
tutto ciò che vado a scrivere è da ricondurre a queste 2 fonti: "Carlo Magno" di A.Barbero. e "storia dell'Italia medievale" di P.Cammarosano.

Re, figura che nell'Italia medievale è un ruolo che viene rivestito per un periodo "breve" nell'arco dell'intero periodo storico. definiamo circa da qualche decennio dopo la caduta dell'impero Romano d'occidente sino a circa il XI sec. (per il centro-nord), per il sud un pò più in là (vedi re di napoli e i Altavilla ecc ecc).
il re è senza dubbio una carica sociale, politica e anche economica, molto importante (basti pensare che i sudditi credevano che fosse stato scelto da poteri divini), quindi anche con doveri ed affari che potevano imbattersi (normalmente) in rapporti con l'estero e anche con istituzioni di un certo riguardo (chiesa).
costoro, dal primo re Longobrdo a Carlo Magno sinio a Berengario ed Arduino (sopratutto Carlo) vivono comunque, anche se in maniera relativa, sotto lo strascico dell'influenza Romana (inteso come tipologie di legislazionie alcune istituzioni) quindi all'epoca (600,700,800,900,1000 dc)la lingua internazionale era ancora il Latino, i re comunicavano con dispacci piu o meno ufficiali in latino, le lettere al Papa erano ovviamente in latino, e se un re doveva comunicare con uno stato o un regno confinante lo faceva ufficialmente in latino (diciamo ancor abbastanza pulito, non come nei secoli dopo che diventa molto contagiato e distorto trasformandosi nelle lingue neo-latine o dialetti latini comunque), conosceva anche il Greco, lingua molto difficile per gli europei, ma indispensabile (sopratutto in Italia) per comunicare con il funzionante Impero Romano d'oriente, che aveva rivendicazioni praticamente su ancora gran parte del sud italia; ovviamente conosceva anche la lingua del proprio popolo (longobardo, dialetto latino francese, teodesco ecc ecc).
quindi possiamo definire il latino la lingua ufficiale, per i comunicati veramente importanti e che necessitano di una certa ufficialità con il greco (meno usato) e tutto il resto la lingua ufficiosa quela con cui si scrivevano i comunicati interni ecc ecc.

su cosa scrivevano i nostri re, in maniera pratica si intende; be molti documenti di vari periodi, evidenziano l'abbondante uso della pergamena, i trattati, es: la resa del ducato di Benevento a Carlo Magno è scritta con inchiostro su pergamena in latino.
in maniera tecnica purtroppo non ho troppe fonti dettagliate al riguardo, anche perchè sò che fortunatamente qui nel forum abbiamo un fior di re esperto in materia (Scripta ) che sono sicuro potrebbe aiutarmi.
piccola postilla, i re dell'alto medioevo firmavano i documenti emanati su loro ordine con dei monogrammi, una sorta di simbolo identificatvo personale.
questo è quello di Carlo Magno (uno dei piu famosi e uno dei più contraffatti a partire dalla sua epoca fino ai giorni nostri)
http://digiphotostatic.libero.it/angelorosa2010/med/4224277ce2_5933214_med.jpg

spero di essere stato d'aiuto, ora ho rotto il ghiaccio adesso stà a voi..Touche!
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ScriptaVana
Amministratore

3080 Posts

Posted - 21/11/2013 :  09:29:16  Show Profile
Di dovere si anticipano le scuse per il ritardo del riscontro e la parzialità dello stesso: il primo insanabile, il secondo emendabile nel tempo secondo la pazienza del lettore e il tempo disponibile dello scrivente.

Parimenti doveroso il ringraziamento a Sir de Ricci per la supplenza esercitata: ipso facto nominato Cultore Emerito della sezione.

Le domande poste sono suscettibili di diverse letture: si inizia con le più curiose note, forse le maggiormente appetibili, e le più pratiche; come preaccennato, gli aspetti tecnici – ostici e aridi – a un migliore tempo.

quote:
Originally posted by Aliena79
Il Re … Scriveva?


Quasi mai, anzi mai se si intende la redazione completa del documento: talvolta apponeva la propria sottoscrizione autografa.

I criteri di distinzione sono soprattutto cronologici, come correttamente ha suggerito Sir de Ricci.

Partendo dall’alto medioevo: l’Anonimo Salesiano nella Chronica Theodorici riferisce che appunto Teodorico utilizzasse una lamina d’oro per apporre ai documenti la scritta LEGI [1], il che, a stretto termine, non consentirebbe di parlare di autografia diretta, ma mediata da uno strumento.

Rimanendo in ambito altomedievale, i re merovingi spesso sottoscrivevano di propria mano: qui alcuni esempi [2]

ARCHIM - Dagoberto I, 628

ARCHIM - Chilperico II, 716


Le due sottoscrizioni sono in basso a destra.
Indipendentemente dalla leggibilità l’elemento palese è la profonda differenza della grafia tra scritto e sottoscrizione: mentre il testo appare redatto con una scrittura altamente formalizzata e graficamente complessa, le sottoscrizioni manifestano invece una estrema incertezza del tracciato – ciò che tecnicamente si chiama ductus -; estremizzando il paragone è la differenza che sussiste tra la grafia di un adulto e di uno scolaro che ha appena iniziato l’alfabetizzazione.

Nei due casi proposti pertanto si può affermare che i due re merovingi sapessero scrivere: almeno il proprio nome.
Sicuramente non l’intero testo del documento, per il quale inoltre si richiede la conoscenza di un sistema formulare preciso ed accurato.

Passando ad un altro esempio di autografia con i re carolingi: Pipino il Breve limita la propria sottoscrizione ad una croce.

ARCHIM - Pipino il Breve, 768


Con Carlo Magno si introduce nella documentazione un nuovo tipo di sottoscrizione: il monogramma [3].

Dalla biografia redatta da Eginardo è noto che Carlo Magno era in grado di leggere, ma non sapeva scrivere, pertanto non esistano sue sottoscrizioni autografe neppure in forma di monogramma [4]; tuttavia si fa spesso l’ipotesi che se il monogramma non fosse integralmente autografo, lo fossero almeno alcuni tratti, specificamente non letterali come alcuni tratti e linee di unione [5].

Il monogramma permane in seguito come elemento di sottoscrizione, unitamente al sigillo – che per il periodo medievale non è mai in ceralacca, ma in cera [6].

Si scriveva poco sopra come elementi a verifica della autografia delle sottoscrizioni e ad esclusione della possibilità che il documento possa essere integralmente autografo siano l’analisi del livello formale della scrittura e degli elementi grafici – a questi si aggiunga come scritto la complessità del formulario.

Dando risposta anche alla richiesta di fonti fruibili si segnala la risorsa della Bayersiche StaatsBibliothek (BSB) relativa alla digitalizzazione di documenti di sovrani dal 760 al 1500

Kaiserurkunden in Abbildungen


scorrendo i documenti digitalizzati appare evidente anche al profano la complessità non solo delle diverse tipologie scrittorie ma anche grafica, formale dei diversi monogrammi che almeno idealmente rimandano e richiamano la sottoscrizione autografa del sovrano.

Riassumendo.
I sovrani non scrivono, al limite sottoscrivono ma l’autografia della sottoscrizione non è elemento imprescindibile e comunque è variabile in funzione della cronologia.

La domanda all’origine della presente discussione sarebbe dunque meglio posta nella forma “Come comunicavano i re”, e questo è argomento di carattere più istituzionale di organizzazione delle cancellerie: si rinvia ad ulteriore prosieguo della presente discussione.

Fidando nell’interesse del Lettore.

E nella Sua pazienza.

Grazie dell’attenzione
BV

Elenco delle risorse in rete citate

Archives nationales (France), ARCHIM, link
raccolta di documenti digitalizzati di sovrani francesi e non, allegata scheda descrittiva e regesto

Bayersiche StaatsBibliothek (BSB), Kaiserurkunden in Abbildungen, link
raccolta di documenti digitalizzati di sovrani carolingi e del Sacro Romano Impero Germanico, allegata edizione diplomatica con rinvio alla edizione de >

Bayersiche StaatsBibliothek (BSB), Monumenta Germaniæ Historica, Diplomata [Urkunden], link
non fornisce la digitalizzazione dei documenti, ma la relativa edizione diplomatica.


Ulteriori fonti

Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), STEFFENS, Paléographie latine, Trèves, Paris 1910, link
è una raccolta di tavole paleografiche comprendente anche documenti, corredati da trascrizione


* come consueto per la bibliografia fornita sinteticamente si intende il rinvio all’indice dei libri della sezione per il riferimento agli estremi editoriali completi

[1] la notizia è in PAOLI, Diplomatica, p. 145

[2] per gli esempi di sottoscrizione autografa di Dagoberto I, Chilperico II, Pipino il Breve le schede descrittive, in lingua francese sono fruibili come parimenti le immagini proposte al sito ARCHIM; per altri esempi di autografi resi in edizione diplomatica si possono vedere i Diplomata regum Francorum e stirpe Merowingica in Monumenta Germaniæ Historica, Hannower, 1872 fruibili al sito
MGH
alla voce Diplomata; indicazioni anche in BRESSLAU, Manuale di diplomatica, I, pp. 688-689, nota 192

[3] la successione cronologica è specificata sempre in PAOLI, cit., p 146; ancora meglio in BRESSLAU, cit., II, pp. 164-165

[4] EGINARDO, Vita di Carlo Magno, a c. G.Carazzali, Milano, Bompiani, 1993, pp. 38-39, in realtà Eginardo parla di scarso successo del re riguardo i suoi tentativi di apprendere la scrittura; a margine: è vulgata che Carlo Magno fosse mancino; se fosse vero probabilmente ciò poteva complicare ulteriormente la pratica della scrittura di un individuo già in età adulta; è questa tuttavia notazione di colore essendo largamente diffusa la notizia del mancinismo senza che vi sia un riferimento a fonte certa: lo stesso Eginardo che pure si dilunga nella descrizione dell’aspetto fisico di Carlo tace di questa specificità (cfr., cap. 22, pp.34-35)

[5] PAOLI, cit., p. 147 nota 1 relativamente ad un diploma di Corrado II nel quale si è riconosciuta l’autografia – o si è voluta tale – di un tratto del monogramma; contro il carattere estensivo dell’autografia in tratti di compimento del monogramma si pronuncia BRESSLAU, ibid.

[6] sulla questione dell’uso della cera e della ceralacca si rinvia alla discussione
Collanti, finiture, pigmenti: ipotesi ; la “questione” ceralacca è comunque stata più volte dibattuta nel forum, sarà sufficiente utilizzare la funzione “ricerca” del forum per individuare i richiami
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Aliena79
Visitatore

2 Posts

Posted - 04/02/2014 :  16:01:06  Show Profile
Scusatemi per questa mia latitanza ma, oltre ad essere appassionata di medioevo e storia.. sono anche mamma di una bimba piccola che mi porta via tantissimo tempo!!!
Sperando che mi possiate perdonare.. vi ringrazio per le super risposte ed ora cerco di spiegarvi meglio la mia necessità: Anni fa ho.. diciamo "scritto un racconto".. storico.... ambientato indicativamente nel Medioevo.. 1800?? il tutto si svolge in Germania, per l'esattezza fra Lübeck e Rostock. In poche parole il Re avrebbe inviato un "comunicato" ad una famiglia contadina per "fare la conoscenza del loro primo figlio" poi scoprirono che si trattava in realtà di un tranello!!! Macabra!!!!
Questo comunicato, lettera portato a mano da un messaggero reale lo devo pur scrivere nel testo!?!?! ed ecco spiegato il motivo per cui ho posto questa domanda: non so proprio che parole potevano usare all'epoca.. voi potreste darmi una mano????
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