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RECENSIONE: "Anghiari 29 giugno 1440"

Anghiari 29 giugno 1440
La battaglia, l’iconografia, le compagnie di ventura, l’araldica


di Massimo Predonzani


Edizioni "Il Cerchio" (Rimini, 2010)
ISBN 88-8474-250-6





IN LIBRERIA DAI PRIMI DICEMBRE 2010 !



Di tutte le battaglie italiane del '400, poche sono state tanto commemorate nella letteratura e nella pittura quanto la battaglia di Anghiari. Il motivo sta sicuramente nell'importanza strategica della vittoria fiorentina, infatti la città del giglio da quel giorno si liberò definitivamente dell'influenza milanese in toscana che durava ormai da cinquanta anni.

Questo libro tratta di quell’evento storico, partendo con l’analisi della situazione politica italiana della prima metà del ‘400, caratterizzata dalle aggressioni della signoria milanese dei Visconti contro le signorie limitrofe e dalla sua contrapposizione con le repubbliche di Venezia e di Firenze.
Lo studio quindi si sofferma sulle cause e gli eventi che precedettero la famosa battaglia e sui personaggi che vi parteciparono.
In seguito dedica un ampio spazio al fenomeno delle condotte di ventura del periodo, descrivendo la loro organizzazione e struttura, la funzione delle varie armi: cavalleria e fanteria con relativa descrizione della panoplia dei combattenti e la suddivisione della fanteria nelle varie specialità; tutta la ricerca si è avvalsa di svariati documenti originali coevi ed è rigorosamente basata su questi.
Il testo quindi entra nel vivo dell’argomento esaminando il crudo fatto d’arme, con gli antefatti, gli ordini dei rispettivi schieramenti, lo scontro e le perdite.
Vengono poi riportate le tantissime cronache, resoconti e studi sull’argomento, comparati e confrontati per dare una visione quanto possibile vicina alla realtà dei fatti, mettendo in evidenza le notizie spesso contrastanti dei vari cronisti, come ad esempio sul numero degli effettivi partecipanti alla battaglia, o dei morti, che a dire del Machiavelli fu paradossalmente uno solo, deceduto per altro non in combattimento o per le ferite ma perché caduto da cavallo e calpestato.
Infine il capitolo sull’araldica, ovvero i simboli o segni di riconoscimento adottati dai due eserciti nella battaglia, rappresentati su bandiere, giornee, calze e pennacchi.

Si tratta di uno studio molto accurato ed approfondito che si avvale del confronto convincente tra l’iconografia, le fonti storiche e i documenti originali del periodo, con lo scopo di dare al lettore un’idea precisa della “divisa” o uniforme usata negli eserciti dell’epoca, il tutto correlato da quasi un centinaio di illustrazioni a colori e in bianco e nero, eseguite dall’autore.

Hanno collaborato alla stesura del testo, con lo sviluppo di specifici argomenti, gli amici:
LUIGI BATTARRA, ANDREA CARLONI, CLAUDIO MANCINI.


[Recensione a cura di Massimo Predonzani]



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