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Parte seconda: ANALISI E NUOVE IPOTESI COLLOCAZIONE DEL MOSAICO RISPETTO ALLA BASILICA PREROMANICA
La planimetria è basata su alcune porzioni di muratura originale presenti nella zona absidale e sulle dimensioni del tappeto musivo romanico. Il radicale rifacimento rinascimentale ha cancellato quasi totalmente le tracce del precedente edificio, risparmiando solo il campanile in stile lombardo. I pochi reperti conservati nel locale Museo dell'Abbazia sono un indizio che, nell'XI secolo, vennero probabilmente eseguiti lavori di ammodernamento e forse di ampliamento della basilica protoromanica edificata sotto la guida dell'abate Agilulfo fra l'883 e l'896. Il mosaico, in quanto opera del secolo successivo, si inserì pertanto in un contesto pre-esistente, la porzione giunta fino a noi si collocava al centro della navata maggiore in prossimità del limite fra la zona riservata ai monaci e quella accessibile ai fedeli, delimitate da una cancellata in ferro battuto oggi conservata nella cripta.
LA DISPOSIZIONE DEL MOSAICO Le scene del mosaico di Bobbio sono disposte in maniera tale da obbligare lo spettatore a leggerlo saltando da un registro all'altro senza un apparente senso logico di continuità. Il secondo registro vede l'inizio della storia dei Maccabei con Mattatia che cede il comando a Giuda Maccabeo, al centro è posta la città di Antiochia assediata dai pagani, segue il sacrificio di Eleazaro e Antioco Eupatore sotto la tenda da campo. La prosecuzione del racconto, si trova nel registro superiore dove è rappresentata la controffensiva della cavalleria guidata da Giuda Maccabeo che sconfigge e costringe alla ritirata quella pagana. Qui la narrazione si interrompe bruscamente ed lo scenario cambia di colpo: appaiono due coppie di esseri mostruosi che si affrontano in duello. Questo accostamento risulta stonare rispetto alla continuità del racconto, inoltre lo spazio ristretto nella rappresentazione della battaglia ha costretto i mosaicisti a comprimere le azioni dei personaggi, mentre nella parte dei duelli le figure sono allungate e sembrano quasi incollate sul vasto fondo bianco come se si fosse cercato in qualche modo di riempire lo spazio a disposizione. E' ipotizzabile uno scostamento fra il progetto iniziale nella disposizione delle scene e la sua realizzazione finale? Per dare una risposta a questa domanda dobbiamo prima ripercorrere le vicende storiche che coinvolsero il monastero nel XII secolo. Autore Luca Giordani |