La realizzazione di questo schioppetto è stata eseguita direttamente da me in modo parziale in quanto non posseggo un tornio a ferro per lavorare la canna. In base alle norme del TULPS (Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza) il focone NON è aperto fino in fondo e quindi non comunica il fuoco in camera di scoppio.

La canna è parzialmente ostruita dalle teste di 2 spezzoni filettati saldati.
Misure di massima :
Canna in tubo di acciaio già forato in origine in calibro 16mm, diam. mm.30, lunghezza cm. 60; calciatura in legno di noce o castagno o larice o, come nel mio caso, iroko (che costa poko) da un travetto di cm 90 x 05 x 20. Per la forma vedi le foto.
Il tubo già in commercio precalibrato è stato lavorato al tornio esternamente per ricavare la "gioia di bocca" al vivo di volata, è necessario alleggerire anche esteticamente la canna e lasciare il diametro massimo di 30mm. in corrispondenza della camera di scoppio. Per chiudere la culatta la canna è stata scaldata e nel foro di 16 mm. è stato inserito come tappo un tondo di acciaio di diam. corrispondente lungo cm. 1,5 freddo. Il raffreddamento della canna ha stretto il tappo; effettuato un foro passante canna-tappo, vi è stato inserito un perno in acciaio di 5 mm. di diam. Una saldatura sulla corona tra tappo e canna ha terminato il lavoro. Al posto del focone, in fondo alla camera di scoppio e sulla parte superiore della canna, è stato fatto un foro di mm. 7, filettato poi di 8; lo spazio circostante il foro è stato spianato per uno spazio di mm. 15 x 15; ho preparato poi un bullone esagonale di 8 accorciandolo perché non sporga all'interno della canna una volta avvitato, ne ho scavato la testa per accogliere il polverino di innesco e ho accennato il foro di comunicazione con la canna ,per solo fine estetico, con punta di diam. mm. 2.
Ho forato poi la canna nella parte inferiore con due fori filettati di mm.6 in cui ho avvitato e saldato due spezzoni filettati che sono serviti per ancorare la canna alla cassa e per inibire parzialmente la volata.

La cassa è stata ricavata con lavorazione a macchina e successiva finitura a mano di un travetto di iroko nella forma in foto. La canna vi è stata fissata inserendo nei fori dello scasso i due perni filettati bloccati con dadi e saldando alla parte superiore della culatta una piastrina forata bloccata a vite al castello di culatta; a lavoro terminato la canna sarà anche fissata da 2 fascette in ferro inchiodate. Posteriormente a detta piastrina ho fissato alla curva che raccorda castello e calcio uno spezzone di ferro proveniente da una mensola di gronda piuttosto antica con un accenno di tacca di mira. La bacchetta premipolvere (un semplice spezzone di un ramo diritto con un pomellino di ottone tipo tappo di una saliera) viene alloggiata in uno scasso nella parte inferiore della cassa e trattenuta da due barrette lavorate in ferro battuto ex parti di cerniera fuori uso.
Di lato al castello di culatta ho fissato con viti una piastra di ferro sagomata, anch'essa proveniente da una cerniera da armadio; nel foro centrale, forando anche la cassa ho introdotto una femmina ad espansione in ottone per bulloncini di 4.

La leva di "accensione" è formata da circa 45 cm. di piattina di ferro 10x3 sagomata secondo le linee del calcio e imperniata tramite il bulloncino di 4 al fianco della cassa. Alla estremità superiore è saldato un tubetto portamiccia che, con leva aderente al calcio, porta la miccia a contatto con il focone. Stando alle mie buone letture, pare che il metodo di far fuoco agendo sulla leva, non convincesse gli schioppettieri, che preferivano accendere l'opposta estremità della miccia e accostarla al focone con la mano. La miccia è una miccia vera da avancarica in cordoncino di cotone da tappezziere opportunamente bollito con le formule usuali che ogni buon Ufiziale delle Artellerie conosce. Le viti usate sono tutte a taglio e testa tonda. Chiaramente lo schioppetto non è operativo mancando la comunicazione focone-canna. Se qualcuno vuole costruirne uno operativo sarà opportuno si rivolga ad una delle Ditte produttrici di armi ad avancarica (basta aprire internet per trovarle) e acquistare una canna testata al Banco di Prova Nazionale di Gardone Val Trompia e regolarmente punzonata. Vista l'esperienza del mio Archibugio a miccia vero e regolare, per uno schioppetto così regolarizzato dovrebbe essere utilizzabile per il tiro a salve una carica di una sessantina di grani (circa 3 grammi) di polvere nera e borra in carta igienica o fazzolettini da naso. Quando fate queste cose RICORDATEVI SEMPRE LE NORME DEL "TULPS".

 

Autore Bruno Giannoni