VERUCCHIO, CULLA DEI MALATESTA (Prov. di Rimini)  

Verucchio è posta a circa 20 minuti di auto da Rimini, dalla quale dista solo 14 km. Ciò, se non per la naturale curiosità di visitare uno dei borghi medievali più affascinanti della Romagna, dovrebbe essere sufficiente a spingere il turista o il semplice appassionato di storia a spingersi un poco nell'entroterra, per respirare aria d'antico e gustare sapori ormai sconosciuti al palato dei più.

Chi partendo dalla pianura risale la Valle del Marecchia vede, a poca distanza dal mare, forti speroni di roccia che sovrastano il corso del fiume. Sul primo di questi, in una posizione tanto privilegiata e spettacolare che permette di spingere lo sguardo su tutta la costa romagnola e sui primi monti dell'Appennino, sorge Verucchio. Più in alto di tutti è la potente Rocca che domina il borgo dove i Malatesta iniziarono la loro storia e le loro conquiste. Una capitale malatestiana, dunque, ma che vanta una storia più antica di millenni, la storia di una popolazione raffinata oggi raccontata in un museo dove si ammirano reperti di straordinaria bellezza, unici in Italia (si veda oltre).

E' opportuno sapere che tra il IX e il VII secolo avanti Cristo viveva a Verucchio un popolo evoluto, si sostiene di origine etrusca, che ha lasciato testimonianze d'arte e cultura incredibilmente raffinate. Si tratta della cosiddetta “Civiltà Villanoviana” (ma sarebbe più giusto dire Verucchiese – Villanoviana) che, dopo numerose campagne di scavo, possiamo oggi conoscere attraverso reperti rarissimi come tessuti, oggetti in legno, bronzi, ceramiche, preziosi gioielli d'oro e d'ambra, armi e strumenti della viat quotidiana. Praticamente unico il grande trono di legno intarsiato che è stato rinvenuto. Dopo gli splendori di questa civiltà, come già si è accennato, altri segnano Verucchio nell'epoca malatestiana, a cavallo tra Medioevo e Rinascimento. Per tradizione Verucchio è detta “Culla dei Malatesta”, a dimostrare il legame privilegiato della casata con questo castello. Per circa trecento anni i Malatesta governarono la città, potenziando le strutture difensive ed arricchendo il borgo di opere civili e religiose.

La Rocca Malatestiana

Definita anche “Rocca del Sasso”, per la posizione all'apice dello sperone di roccia che sovrasta il paese e domina tutto il territorio circostante, è una delle più grandi e meglio conservate fortificazioni malatestiane, che ha visto il sovrapporsi e l'integrarsi di diverse parti architettoniche, edificate tra il XII ed il XVI secolo. La Rocca è in possesso dei Malatesta a partire dalla fine del 1100; qui è nato il “Mastin Vecchio”, considerato uno dei capostipiti (è lui che si sposta a Rimini e consolida il potere sulla città) e ricordato da Dante nella “Divina Comedia”. Nel 1295 la Signoria Malatestiana si sviluppa a Rimini, ma Verucchio resta un luogo strategicamente e culturalmente importante. Accanto alla torre duecentesca sono edificate le parti volute nel 1449 dal più importante dei rappresentanti della Signoria, Sigismondo Pandolfo. Proprio in tale data, attestata da due apprezzabili iscrizioni, egli fece aggiungere la grande scarpatura e riorganizzò le costruzioni attorno al massiccio cassero centrale.

Alcuni scavi hanno rilevato capaci sotterranei e imponenti strutture, forse del XII secolo, comunque di molto anteriori all'intervento di Sigismondo. Più antica è anche la bella torre quadrata in pietra, dal paramento straordinariamente accurato, in parte piena. Recentemente (1975) è stato inopinatamente ricostruito un antico sentiero che, protetto dal mastio, scende ripidissimo dal fianco della rupe: costituiva un collegamento di emergenza con il territorio.

Le sale di questa rocca hanno subito molti rimaneggiamenti e trasformazioni per adeguarle alle esigenze della piccola corte di Zenobio de Medici, di Ippolita Comnena, di Leonello e di Alberto Pio da Carpi, che ebbero in feudo Verucchio dal 1518 al 1580, e alle esigenze di un piccolo teatro costruito al suo interno nel XVIII secolo.
Come Pennabilli, anche Verucchio fu perduta da Sigismondo nel 1462 dopo un estenuante assedio. La “Rocca del Sasso”, ben munita e difesa da truppe fedeli e affezionate al loro signore, non voleva arrendersi a Federico da Montefeltro, che fu costretto a ricorrere a uno degli stratagemmi in cui era maestro: una lettera con la falsa firma di Malatesta Novello che preannunciava l'arrivo di rinforzi; i rinforzi arrivarono infatti, e troppo tardi il castellano si accorse che erano costituiti da soldati feltreschi opportunamente camuffati.

La Rocca del Passerello

A Verucchio esisteva un'altra rocca dei Malatesta: la Rocca del Passerello, le cui mura sorgono sulla roccia di fronte a quella della fortezza ancora esistente. Sui resti della Rocca del Passerello è sorto nel 1600 il Monastero delle Monache di Santa Chiara, attualmente in fase di riqualificazione e restauro. Adiacente alla rocca è stata ricostruita con i materiali originali l'antica porta d'ingresso abbattuta in parte nel 1964; da essa prende l'avvio il percorso attraverso il borgo medievale lungo le mura fortificate di San Giorgio.

Luoghi sacri e curiosità

Il Pasini ricorda che “secondo la tradizione il santo ha percorso questi luoghi nel maggio del 1213, discendendo la valle del Marecchia dopo aver ricevuto a San Leo, da parte di messer Orlando de' Cattanei da Chiusi, la donazione del Monte della Verna. Durante il percorso verso Rimini, si sarebbe fermato in una selva ai piedi del colle di Verucchio, dove sorgeva un piccolo romitorio dedicato alla Santa Croce, e qui avrebbe compiuto alcuni miracoli: cioè avrebbe ordinato ai passeri di non disturbare col canto il suo raccoglimento, avrebbe fatto scaturire una sorgente d'acqua salutare, avrebbe piantato e fatto rinverdire il suo secco bordone di cipresso. Ben presto il piccolo romitorio fu trasformato in convento, affiancato da una chiesa dedicata alla Santa Croce , tuttora esistente a Villa Verucchio (si tratta della più antica fondazione della Provincia Francescana di Bologna). Il luogo in cui sorge, per il suo isolamento e per la presenza di ulivi e di cipressi, è ancor oggi assai suggestivo; vicino ad esso scaturiscono acque curative che ricordano il miracolo della sorgente, mentre nel chiostro del convento si può ammirare il cipresso piantato da San Francesco : un colossale, rarissimo monumento vegetale che i botanici, confortando la leggenda serafica, ritengono vecchio di almeno settecento anni. Oltre al cipresso (altezza attuale, dopo il crollo della cima avvenuto il 6 dicembre 1980, m. 25 circa, circonferenza massima del tronco m. 7,37), nell'ambito del convento viene indicato il luogo in cui la tradizione vuole sorgesse la capanna di San Francesco . Ma non si dimentichi di osservare anche la chiesa, dal bel portale trecentesco, dal vasto interno neoclassico, dal raffinato coro rinascimentale intarsiato; e sulla parete di sinistra, fra gli archi ottocenteschi, si noti un affresco dai colori chiari, popolato di molte figure: rappresenta la Crocifissione, ed è stato dipinto nella prima metà del Trecento da un ottimo artista della scuola riminese”.

Altri siti di interesse

•  Chiesa Collegiata: edificata nel 1863, conserva all'interno tre opere di grande pregio, consistenti in due crocifissi lignei del XIV e XV secolo e la c.d. “Tela del Centino” di Francesco Nagli (XVII sec.).

•  Museo Civico Archeologico : allestito nel monastero dei padri Agostiniani (XIV sec), espone reperti della civiltà etrusco-villanoviana (raccolta di rilievo internazionale).

Eventi da non perdere

•  Feste dei Malatesta : si tengono nel mese di agosto e per molti giorni trasformano il centro storico in un borgo immerso nell'atmosfera antica, con spettacoli, parate e banchetti; possibilità di prenotarsi per cene medievali all'interno del salone ricevimenti della Rocca, allietati da spettacoli teatrali e dimostrazioni d'arme tenute da gruppi di ricostruzione storica locali (es: “Compagnia del Pugnale e della Spada” di Rimini).

•  Verucchio Festival: manifestazione musicale estiva che tutti gli anni presenta una selezione di artisti e band particolarmente significativi a livello internazionale.  

Note
Nel recarsi in loco, il visitatore deve fare attenzione a non confondere Verucchio con Villa Verucchio , distanti pochissimi chilometri l'uno dall'altro: il primo è l'antico borgo posto sull'altura di cui si è trattato, l'altra è attualmente una moderna cittadina residenziale, sita nella pianura immediatamente sottostante.

 

Bibliografia di riferimento:

AA.VV, Guida alla Signoria dei Malatesta – In viaggio nelle colline riminesi , Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini, Pazzini Editore, Verucchio, 2005

P. G. PASINI, Rocche e castelli malatestiani a Rimini e nel Riminese , Pazzini Editore, Verucchio, 2003

P. G. PASINI, Presenze d'arte negli edifici sacri di Rimini e del Riminese, Pazzini Editore, Verucchio, 2003

Autore Dott. Andrea Carloni